Tre donne, tre valigie: e tu, cosa porti in vacanza?
di Giulia Blasi - 09/07/2009
Dalla valigia di una donna si capisce il carattere: dimmi cosa porti, e ti dirò chi sei (e con chi vai...)
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Valigia "E se domani"
La valigia "E se domani" appartiene alla donna che non vuole farsi trovare impreparata in alcuna occasione. Mettiamo che durante quella vacanza in una spiaggia semisconosciuta del Salento si prospetti la possibilità di partecipare a una festa VIP di matrice non fricchettona? La nostra vacanziera è pronta: kit da trucco minimal, sandali gioiello, microabito in viscosa o altro tessuto industriale (le fibre naturali si stropicciano!). E se qualcuno proponesse una gita su una spiaggia tutta di scogli? Meglio mettere in valigia anche le scarpette di gomma per proteggersi dai ricci e dalle rocce taglienti. Quale protezione solare prendere? 50+ per i primi giorni, e poi tutte a scalare fino alla 4, per un totale di dieci bottiglie fra viso e corpo. Meglio due cappelli che uno, così se uno si rompe o si sporca o va perso, c'è sempre l'altro. I costumi vanno portati in numero proporzionato ai giorni di permanenza, e mai in numero minore di due. La valigia "E se domani" ha tutto: peccato che pesi come un bambino di otto anni.
Valigia "Voglio solo rilassarmi"
Nella valigia "Voglio solo rilassarmi" ci sono un costume, un bottiglione di crema solare formato famiglia, un paio di enormi occhiali da sole, un cappellone di paglia, un asciugamano, una poltroncina gonfiabile e dieci libri. Come abbigliamento, bastano due prendisole intercambiabili: la donna "Voglio solo rilassarmi" non va a feste, non fa vita mondana, non si trucca, non si pettina. Appena arriva al mare, gonfia la poltroncina, ci butta sopra l'asciugamano, si spalma di crema, indossa cappello e occhiali ed estrae il primo dei dieci libri. Per il resto della vacanza, non farà altro che leggere senza soluzione di continuità, alzandosi solo per brevi tuffi rinfrescanti e un bicchierone di granita. Alla fine dei dieci giorni, la sua abbronzatura ricorderà un biscotto Ringo e nessuna delle persone in vacanza con lei saprà il suo nome (partner incluso), ma lei sarà felice lo stesso.
Valigia "Dov'è che stiamo andando?"
Una donna pigra accoppiata a un partner volubile farà bene ad adottare la valigia "Dov'è che stiamo andando?", pensata per far fronte alle intemperanze di lui, uomo incline a prendere scorciatoie che non lo erano («Secondo la mappa, di qua si fa prima», ma la strada è un sentiero sassoso che scavalla la montagna), accamparsi in paradisi naturali non attrezzati («Li senti i grilli? E le rane? E quella cosa che striscia nei cespugli?») e in generale complicarsi la vita a causa di una totale incapacità di pianificare un percorso. La valigia "Dov'è che stiamo andando?" contiene dunque uno di tutto: un paio di jeans, un costume, un paio di scarpe comode, un maglione, un abitino grazioso, filtro solare, stick protettivo per labbra contro il freddo, copricapo, sciarpetta, pareo, calzettoni, sandali, kit di pronto soccorso con siero antivipera, k-way, antizanzare e torcia elettrica. Dovunque passino o atterrino, saranno equipaggiati.
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