Ricette per un Natale antispreco ed ecosostenibile

Anche a Natale l'ecosostenibilità non va in vacanza: ecco tutti i consigli per un Natale green a tutti gli effetti

Le festività natalizie sono per molti di noi uno dei momenti più belli dell’anno: luci, cene, giornate di festa con le persone che amiamo a volte nascondono un lato oscuro, ci riferiamo alla montagna di rifiuti che solitamente lasciano nelle pattumiere domestiche e non solo.

Secondo i dati del WWF, in questo periodo dell’anno i rifiuti aumentano di circa il 30%. Pensiamo agli imballaggi, alle stoviglie usa e getta (spesso destinate all’indifferenziato) o allo spreco di cibo, ma anche a decorazioni dell’albero che si rompono, lucine che si fulminano e che non sappiamo dove buttare perché non rientrano tra i rifiuti che siamo soliti smaltire ogni giorno.

Come mettere a dieta i cestini? Come fare la corretta raccolta differenziata? Per rispondere a queste domande ecco pronta la nostra ricetta per un eco natale.

Cenoni sì, spreconi no!

La voglia di stupire i commensali è tanta nei giorni di festa. Pensateci un attimo: quante volte le portate vengono pianificate con largo anticipo? Si cerca il sapore esotico, si vuol lasciare un ricordo indimenticabile e una delle frasi che si cerca di non pronunciare mai è “mi spiace, è finito”. Tutto ciò però  ha un costo in termini ambientali e anche economici visto che se poi finiamo per sprecare ciò che abbiamo acquistato, stiamo buttando anche danaro che avremmo potuto usare diversamente.

Riprogettiamo quindi i nostri menù partendo da ingredienti del territorio e di stagione, acquistiamoli freschi, controlliamo le date di scadenza e cerchiamo di realizzare portate realmente dimensionate alle porzioni che i commensali ragionevolmente consumeranno. Qualcuno chiederà il bis e sarà finito? Potrà essere l’occasione per ri-invitare i vostri ospiti in un’altra data. 

Se vi saranno avanzati ingredienti, essendo freschi, potrete inventare nuovi  piatti per i giorni successivi (scoprendo ricette sfiziose per il riuso degli avanzi di Natale)  o in molti casi congelarli o riporli sottovuoto. Se invece non tutte le portate sono state consumate e non avete modo di sfruttarle per i pasti seguenti, preparate dei bei contenitori da far portare via agli ospiti che avranno più gradito il menù.

I rifiuti della tavola di Natale

Finito il pranzo o il cenone sulla tavola rimangono diversi tipi di rifiuti. A volte la stanchezza farebbe venir voglia di fare un unico bustone. Niente di più sbagliato. Nel caso in cui le energie fossero finite, potreste rinviare la differenziata al giorno dopo. Ecco alcune pratiche istruzioni.

Gli scarti di cibo assolutamente non riutilizzabili andranno smaltiti nella frazione organica, insieme ad eventuali ecostoviglie in compostabili e ai tovagliolini di carta. Potrete inoltre inserire anche eventuali stuzzicadenti e posate di legno usa e getta. Il tutto va raccolto in sacchetti in carta o bioplastica purché certificati ovvero che riportino  la scritta “biodegradabile e compostabile” e siano conformi allo standard europeo EN 13432:2002 avendo ottenuto la certificazione di compostabilità.

La bottiglia del vino o dello spumante invece potrà andare nel vetro. Ma attenzione! Se si rompono un bicchiere o una pirofila, anche se siamo soliti chiamarli “di vetro”, dovranno essere gettati nell’indifferenziato. Come spiega il CoReVe, tali manufatti presentano caratteristiche chimiche o fisiche non compatibili con il riciclo del vetro di bottiglie e vasetti. A finire in frantumi è un piatto? Stessa sorte: nella frazione secca. I tappi dei brindisi? Se di sughero potranno andare nell’organico, altrimenti nell’indifferenziata.

Le lattine? Nella raccolta del metallo mentre le bottiglie di plastica usa e getta come quelle delle bevande gassate, potranno a loro volta essere riciclate.

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Come ridurre i rifiuti degli incarti di Natale

Partiamo dai rifiuti tipici degli alimenti: cerchiamo di cucinare con stoviglie riutilizzabili, preferendo teglie, vassoi e contenitori lavabili. Laddove proprio non ci sia possibile facciamo attenzione al fatto che le alternative monouso siano riciclabili o compostabili. No quindi a ciò che finirebbe nell’indifferenziato.

Per i regali, prediligiamo contenitori anch’essi riutilizzabili. Si può scegliere una bellissima scatola o un incarto chiuso magari solo con un nastro di stoffa o una corda, senza strisce adesive. Ma si possono adottare anche soluzioni particolari come shopper di stoffa o canovacci che potranno a tutti gli effetti diventare un secondo dono. Se siamo noi a ricevere un regalo, cerchiamo invece di non rovinare le confezioni per poterle poi utilizzare in futuro. Laddove non è possibile, come ricorda la app Junker, scatole, cartoni e carte regalo potranno essere conferiti nella carta, quelle plastificate nel secco, così come nastri e fiocchi. La paglietta di plastica come anche il polistirolo o le pluriball potranno invece andare nella plastica. 

Un’ultima accortezza: in alcuni casi i calendari di raccolta possono variare durante le feste! Prima di lasciare l’immondizia fuori per più giorni, controllate le disposizioni del vostro comune.

Cosa fare con l’albero di natale vero passate le feste

Se ad adornare la vostra casa durante le feste è un albero vero, in vaso o reciso, dopo l’epifania ci si pone spesso la domanda di cosa farne. Potreste provare a mantenerlo per gli anni successivi lasciandolo in un vaso adeguato o piantandolo nel vostro giardino. Se invece ve ne dovete disfare, è importante consegnarlo nei centri di raccolta o presso le isole ecologiche. In alcuni casi gli alberi in buona salute possono essere ripiantati nel rispetto dei luoghi che li ospiteranno. In alternativa verranno smaltiti come compost e potranno tornare a nutrire il suolo sotto forma di concime organico.

Come spiega PEFC Italia - ente promotore della gestione sostenibile delle foreste - ciò che non bisogna assolutamente fare è piantare gli alberi nei boschi autonomamente. Gli abeti - spiega l’associazione - non fanno parte degli ecosistemi dei boschi naturali in pianura e in collina e piantarli potrebbe portare a potenziali problemi ecologici. Ma non solo! Il patrimonio genetico e eventuali malattie dell’albero potrebbero mettere a rischio la biodiversità del bosco.

Dove si buttano l’albero di Natale finto e le decorazioni natalizie

L’albero di Natale finto, ovvero quello sintetico, solitamente dura anni ma anche lui può ovviamente rovinarsi o divenire inutile. Se ancora funzionante il consiglio è di venderlo o regalarlo. Se va buttato, essendo molto ingombrante, va portato presso l’isola ecologica. Ove si spezzi un piccolo rametto, questo dovrà essere conferito nell’indifferenziato mentre l’albero potrà essere ancora utilizzato magari nascondendo l’eventuale buco con qualche decorazione più grande.

È caduta e si è rotta una pallina di natale? Anche se è di plastica, non essendo un imballaggio, andrà conferita nella raccolta indifferenziata. Così anche quelle di vetro soffiato o di ceramica.

E le lucine a led? Nel caso in cui non funzionino più trattandosi di RAEE di piccole dimensioni potranno essere conferite nella raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici presso quindi le isole ecologiche o presso quegli esercenti che ne prevedono la raccolta. Non andranno buttate quindi né in una raccolta differenziata di alcun tipo, né nell’indifferenziato.

Se a rompersi fosse invece  un decoro del presepe e non è  più riparabile, dovremo buttarlo nella raccolta indifferenziata.

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