Sesso: coppia lei dietro lui

Punto L: anche gli uomini hanno il punto G! Ecco dove si trova e come si può stimolare

Anni e anni spesi a esplorare le zone più recondite della nostra femminilità alla ricerca del più esclusivo dei piaceri e cosa salta fuori? Che il punto G ce l’hanno anche gli uomini! Ecco dove si trova il punto L e come stimolarlo.

Fino a qualche tempo fa era la sessualità femminile a sembrare complicatissima ed estremamente frammentaria, tra un clitoride di qua, un punto G di là, un’area CUV tutta attorno e mille potenziali zone erogene sparse per tutto il corpo.

La sessualità maschile, invece, appariva deliziosamente meccanica e semplice nel suo totale fallocentrismo, tanto che ancora oggi molti rappresentanti del genere maschile (in particolare uomini cisgender) non mostrano alcun interesse a guardare al di là del proprio pene. Senza sapere cosa si perdono...

È infatti ormai acclarato che il piacere maschile può essere scatenato da altre zone erogene, e con esiti estremamente più soddisfacenti del “solito” orgasmo. Come per esempio dal punto L, noto anche come punto G dell’uomo: una zona “scoperta” diversi anni fa dall’amorologa (così ama definirsi) Elisabetta Leslie Leonelli. Un’area vicina alla prostata ma stimolabile in molti modi diversi e capace di far raggiungere un orgasmo molto più intenso e prolungato di quello a cui i maschietti sono abituati.

Curiose di trovare il punto G maschile quasi più di quanto non lo siate di trovare il vostro? Ecco come fare!

Punto G maschile: dove si trova

Innanzitutto, un po’ di anatomia. Il punto G dell'uomo ovvero il punto L è l’altra faccia del perineo maschile, ovvero è la corrispondenza interna di quella porzione compresa tra lo scroto (la sacca che contiene i testicoli) e l’ano. Pochi, pochissimi centimetri quadrati di corpo con un altissimo potenziale erotico.

Per individuare il punto L basta in realtà inserire un polpastrello nell’ano, in direzione dello scroto, per una profondità di 2 o 3 cm al massimo. Ma. se il vostro partner non è assolutamente disposto a concedervi accesso al suo lato B, sappiate che è possibile comunque scovare il punto L dall’esterno.

Accarezzate (delicatamente) con un dito il perineo del vostro lui, applicando una leggerissima pressione fino a quando non sentirete una sorta di corda fibrosa che scorre dalla base del pene all’ano. Trovata? Bene. Adesso che, tra ispezioni e palpeggiamenti, avete preso una laurea ad honorem in andrologia, potete passare dalla teoria alla pratica.

Come stimolare il punto L

A differenza della prostata, che per la sua collocazione può essere stimolata solo dall'interno, il punto L, come abbiamo visto, può essere raggiunto imboccando diverse vie. Certo, la scorciatoia passa comunque dalla penetrazione anale.

Il modo più semplice per stimolare il punto G maschile è infatti massaggiarlo con un dito o con un anal toy, come un vibratore anale o un massaggiatore prostatico. Ma i percorsi alternativi (come direbbe il navigatore della nostra auto) esistono e sono decisamente più accessibili anche per il maschio medio italico è piuttosto refrattario alla penetrazione anale (quando si tratta di lui of course).

I più conservatori potranno comunque bearsi della stimolazione del punto L con i metodi della "pressione" e della "aspirazione", attraverso le piacevoli strade del massaggio del perineo, del sesso orale e anche di uno specialissimo tipo di penetrazione vaginale.

Sesso: punto L il punto G degli uomini

Come fare il massaggio del perineo

Ricordate la corda fibrosa di cui vi abbiamo parlato poco fa? Ecco, uno dei modi più soft (ma non per questo meno efficaci) di stimolare il punto L maschile è attraverso il massaggio del perineo.

Ma come si fa massaggiare il perineo maschile? Con molta delicatezza (e una buona quantità di lubrificante) iniziate a percorrere il perineo con indice e medio, prima andando avanti e indietro dallo scroto all’ano e viceversa, poi effettuando movimenti circolari in senso orario e antiorario. Come suggerisce la dottoressa Lana L. Holstein, autrice del bestseller How to have magnificent sex, per lui come per noi, è importante alternare il tipo di movimento perché le terminazioni nervose smettono di provare piacere dopo una stimolazione ripetuta.

Quando ci si accorge che lui è lì lì per raggiungere l’orgasmo, è possibile aumentare la pressione delle dita per dargli la spinta definitiva. Per rendere il massaggio del perineo ancora più divertente, l’ideale è abbinare al semplice tocco delle vostre dita un altro tipo di stimolazione: per esempio potete massaggiare il perineo mentre fate l’amore (e la posizione migliore in questo caso è quella del missionario) o mentre gli state praticando del sesso orale.

Stimolare il punto G maschile con il sesso orale

E proprio il sesso orale è l’altra strada attraverso la quale raggiungere l’ambito orgasmo maschile del punto L. Ma si tratta di una precisa tecnica di fellatio: la cosiddetta aspirazione ritmica. Oggetto della stimolazione non è infatti il pene in sé, bensì l’uretra, ovvero il sottile tubicino attraverso il quale scorrono e fuoriescono sperma e urina, che arriva fino alla vescica e attraversa la prostata. E nel suo percorso, quindi, passa proprio in prossimità del nostro caro punto G maschile.

L’aspirazione ritmica del glande è quindi un metodo indiretto, ma assolutamente efficace, di stimolare il punto G degli uomini. Ed è semplice come sorseggiare una bibita! Letteralmente...

Immaginate che l’uretra sia una cannuccia: appoggiate le labbra sul glande e iniziate a succhiare delicatamente, alternando l’aspirazione a brevi pause. E continuate così fino all’happy ending. Anzi, se ne avete voglia, potete anche andare oltre: pare che l’orgasmo raggiunto con questa stimolazione vada infatti ben oltre l’eiaculazione.

Punto L e “mungitura” del pene

Ultimo, ma non meno importante, metodo per stimolare il punto G maschile è il cosiddetto pompoir. Non ne avete mai sentito parlare? Niente di strano. Si tratta di un’antichissima pratica tantrica, diffusa originariamente nel Sud dell’India e poi estesa a tutto il Sud Est asiatico, ancora poco conosciuta e praticata in Occidente. Il perché è presto detto: è estremamente difficile.

Il pompoir rende possibile effettuare una vera e propria “mungitura” del pene, attraverso l’alternanza di contrazione e rilassamento dei muscoli vaginali. Il che presuppone una grande consapevolezza dei muscoli pelvici e un loro intenso allenamento (non molto diffusi da noi, che spesso scopriamo di avere un pavimento pelvico solo dopo aver partorito o essere entrate in menopausa).

Comunque, se siete tra le poche elette a padroneggiare l’arte del pompoir o intendete diventarlo, sappiate che anche così è possibile aspirare verso l’alto e poi rilasciare ritmicamente il pene, sollecitando il punto L in maniera analoga a quanto si potrebbe fare con il sesso orale. Pronte ad arrivare dritte al punto L?

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