Larissa, nata per saltare

23 Luglio 2019
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Testo di Alessandra Giardini
Foto di Ugo Zamborlini

A 17enne Larissa Iapichino, figlia di Fiona May e Gianni Iapichino, ha vinto l’oro nel salto in lungo agli Europei under 20. Con il suo risultato di 6.58 metri è già proiettata nel futuro dell’atletica

Era una bimba quando è entrata nelle nostre case con il suo sorriso spalancato, i suoi ricci scuri e quell’accento fiorentino. «Lo spot era divertente: dovevo solo correre e saltare, e mangiare il kinder. Sì sì lo mangiavo davvero: oddio, davo un morso. Ma all’ottocentesimo morso non ne puoi più, sei piena». La risata di Larissa Iapichino è di quelle che riempono tutta la stanza. Al resto pensano le gambe, lunghissime e mai ferme. «D’estate finalmente dormo. Anche di giorno, soprattutto di giorno. Ieri pomeriggio mi sono fatta un sonno di quattro ore, una meraviglia». Nelle altre stagioni in compenso non dorme praticamente mai. Quando non è a scuola, si allena, e quando ha finito tutto deve ancora studiare. «Spesso lo faccio di notte, rimango sveglia fino a tardi per fare i compiti. Però il silenzio mi mette ansia e allora accendo la tele. Cerco i canali di cartoni animati, mi fanno compagnia». È arrivata una bella pagella, l’anno prossimo sarà in quarta al liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze. Il 22 giugno, ad Agropoli, ha saltato 6.64 in lungo: in Italia nessuna atleta sotto i vent’anni aveva mai fatto meglio.

A luglio 2019 in Svezia, ha vinto gli Europei Under 20, un paio di giorni dopo aver compiuto diciassette anni. La stessa medaglia vinta da mamma Fiona nel 1987

Quello che fa, Larissa lo fa bene. «Se non avessi fatto atletica, nessuno farebbe i paragoni con la mamma. Nè con il babbo. Mi sono andata a complicare la vita».
La mamma è Fiona May, due argenti olimpici nel salto in lungo, l’ultimo a Sydney due anni prima di avere Larissa, e due ori mondiali. Il babbo è Gianni Iapichino, che saltava 5 metri e 70 con l’asta e adesso è un golfista. «A livello atletico molte caratteristiche della corsa le ho prese da lui, la mamma ha sempre avuto la falcata più lunga. Del babbo ho il caratteraccio, l’esuberanza. E il senso dell’umorisimo, qualche volta sono anche simpatica». Dopo la loro separazione, otto anni fa, Anastasia che è più piccola è rimasta a vivere con la mamma, Larissa col babbo. «Non vivere assieme pesa soprattutto a lei. Però riusciamo a vederci molto. No, non mi somiglia: lei è un caso estremo. Io sono più tranquilla, e questo è grave: vuol dire che mia sorella è proprio indomabile». Forse saprà sottrarsi al confronto. «Per ora sta facendo tennis e teatro. Spero che farà l’attrice». Così finirà dentro l’ennesimo paragone, perché mamma Fiona May ha fatto successo anche come attrice. «Ma almeno sarà un confronto a due. Sempre meglio di quello che tocca a me».

Larissa ha provato a lungo a evitare i paragoni. «Tutti non facevano che ripetermi che l’atletica era il mio destino, ma io sono dispettosa, molto dispettosa. E infatti ho resistito un bel po’ di anni. Andavo in palestra, facevo ginnastica artistica. Poi però ero diventata troppo alta, non mi sentivo più adatta. Mi sono detta: boh, proviamo». È stato un colpo di fulmine, una rivelazione. «C’erano tutti questi bambini. Correvano, saltavano, lanciavano, tutti gesti molto liberatori. Mi è piaciuto subito, mi sono divertita un sacco. Hai presente quando vai a vedere un meeting di atletica e in pista c’è uno che sta saltando, una corsa che sta per partire e un giavellotto che vola? Non sai dove guardare, ti dici: vado a comprare qualche occhio». Larissa continua a non scegliere. Ha un allenatore per il lungo, Gianni Cecconi, e una per gli ostacoli, Ilaria Ceccarelli, e due genitori intelligenti che si tengono a distanza. «Io sono una che si annoia facilmente. Se mi allenassi soltanto agli ostacoli o solo al lungo per un mese, credo che arriverei a metà e poi direi: basta, ho bisogno di fare anche altro». 

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L’Europeo Under 20 l’aveva vinto anche mamma Fiona nel 1987, quando gareggiava ancora per la Gran Bretagna. Il 18 luglio 2019 giorno del suo diciassettesimo compleanno è iniziato il suo Europeo d’oro. Aveva detto prima della medaglia: «Sarà compleanno sarà strano, senza feste, io ho sempre fatto feste. Il regalo saranno le vacanze: in Belgio con la mamma. Poi al mare con papà e la mia migliore amica, Veronica Besana: siamo inseparabili e non parliamo mai di atletica anche se lei è la mia rivale negli ostacoli. Alla fine andrò in Sicilia da sola. Cioè non proprio da sola, diciamo senza genitori».
Gli occhi di Larissa illuminano il buio. «Ho fatto sette anni di pianoforte ma non so suonare: usavo la scusa dei compiti per non studiare. Sto finendo «1984» di Orwell: è bellissimo, un po’ disturbante. Mi piace scrivere, anche se non l’ho mai detto a nessuno: ho vinto un premio di poesia alle elementari, e quando ho cinque minuti mi metto lì e butto giù un racconto. Quando ero piccola pensavo di fare la giornalista o la scrittrice, ma ho cambiato idea: sono indecisa fra medicina, giurisprudenza ed economia. I social mi piacciono, Instagram è il mio pane. Lo so che alla mia età piacersi è difficile ma io non mi sono piaciuta proprio mai, neanche da piccola. Non ho problemi a dirlo, sono un libro aperto». Un giorno non lontano Larissa si piacerà.

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© Donna Moderna 2019
CAPITOLO 37