Biorivitalizzazione

Cos’è?

«In Italia si usano vari termini, biorivitalizzazione, biostimolazione o rivitalizzazione, per indicare un trattamento a base di tante piccole iniezioni di sostanze nel derma per migliorare la qualità della pelle. La definizione scientifica è mesoterapia» spiega la dermatologa Magda Belmontesi.

La biorivitalizzazione in 10 domande

Se hai la pelle spenta, segnata, poco compatta prova una cura d’urto per rigenerare viso, collo e décolleté. Ti ringiovanisce in modo soft e puoi farla in ogni stagione. Scoprila nei dettagli

Uno degli ingredienti che possono essere utilizzati come principi attivi nella biorivitalizzazione è l'acido ialuronico.

Scopriamone le proprietà e i diversi utilizzi.

Che differenza c’è rispetto alle punturine per spianare le rughe?

«La biorivitalizzazione non è un filler e quindi non riempie le rughe» avvisa Magda Belmontesi, dermatologa estetica.

«È un trattamento idratante, nutriente, antiossidante che stimola la produzione di nuove fibre di collagene ed elastina. Questo sia grazie ai principi attivi utilizzati, sia all’azione booster dell’ago, che, creando ripetuti microtraumi, spinge la pelle ad autoripararsi, producendo nuove cellule».

Che sostanze vengono iniettate?

Esistono diversi cocktail di principi attivi a seconda del risultato che si vuole ottenere.

«Se c’è bisogno di una semplice rinfrescata, può essere sufficiente un pool di vitamine e antiossidanti» dice l’esperta. «Se il viso ha perso turgore si utilizza acido ialuronico stabilizzato (una formulazione che ne prolunga il tempo di permanenza nei tessuti). Per le pelli molto segnate, invece, si possono iniettare i cosiddetti PDRN, frammenti di acidi nucleici (cioè del Dna) che stimolano la riparazione e la rigenerazione delle cellule».

Quante iniezioni si fanno? Sono dolorose?

«Le punture sono molte. Sul viso, da 20 a 50 o anche di più, a distanza di circa 5 millimetri l’una dall’altra. Sono superficiali e si avvertono appena. Nelle zone sensibili, per esempio intorno alle labbra, si applica una crema anestetica. Dopo il trattamento possono comparire rossori e piccoli lividi: si riassorbono in un paio di giorni».

Da che età è consigliata?

«Si può effettuare già dai 35 anni, come trattamento preventivo e si può proseguire senza limiti di età. Dopo i 45 anni, la biorivitalizzazione diventa un trattamento curativo per migliorare la texture della pelle. E si può associare ad altri interventi, dal filler fino al lifting».

Basta una seduta?

«Con una seduta non si ottiene alcun risultato: la biorivitalizzazione deve essere effettuata a cicli» spiega Maurizio Vignoli, medico e chirurgo estetico. «A seconda della sostanza iniettata potrebbe essere necessaria, per esempio, un trattamento al mese per tre volte, o uno alla settimana per due mesi. Poi occorrono delle sedute di mantenimento. I costi variano da 50 a 200 euro ad applicazione, a seconda dei principi attivi usati».

Occorrono precauzioni particolari?

«No, la biorivitalizzazione non è un intervento invasivo. Si può effettuare in tutte le stagioni, con l’unica avvertenza di non esporsi al sole per qualche giorno dopo averlo fatto perché la pelle è più sensibile e può infiammarsi».

Quanto dura il risultato?

«La biorivitalizzazione è come un’ottima crema, che però agisce più in profondità. E come per ogni cosmetico, una volta interrotto il trattamento, l’effetto svanisce. È per questo che sono necessari dei richiami periodici».

Chi ha paura degli aghi deve rinunciare alla biostimolazione?

«No, basta usare altre tecniche per aiutare la pelle a rinnovarsi. La più recente è il peeling PRX-T33, a base di acido tricloracetico al 33 per cento associato a perossido di idrogeno. Questa formula particolare fa sì che non si crei arrossamento né esfoliazione, ma una stimolazione dei fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina. Si può usare su viso, collo, décolleté ma anche sulle mani» spiega la dermatologa. «Di solito si consigliano 4 sedute a distanza di 10 giorni».

Per chi non è indicata?

«Non ci sono particolari controindicazioni, a parte eventuali allergie al materiale da iniettare, dermatiti acute e infezioni in corso» chiarisce la dottoressa Belmontesi. «A chi soffre di herpes viene consigliata una profilassi antivirale per bocca. È però opportuno segnalare al medico se si assumono farmaci anticoagulanti, perché il rischio che si formino dei lividi, in questo caso, è molto elevato».

Riproduzione riservata
dmbeauty

1508 posts 337k followers

Make up your life

Beauty cards