Trattamenti antiage per viso e labbra: a cosa serve l’acido ialuronico?

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Tutto quello che devi sapere sull'acido ialuronico: dalla sua scoperta alle sue funzioni, passando per i cosmetici e i filler di medicina estetica

È il re dei principi attivi dell'idradatazione, un cardine su cui si fonda la cosmetologia sin dagli anni Settanta, compreso il make up (con i rossetti e i fondotinta idratanti). E in epoche più recenti è il capostipite delle "punturine" con cui riempire un viso segnato da rughe o che ha perso volume in seguito all'età. Stiamo parlando dell'acido ialuronico, una sostanza naturale che produciamo anche noi, ma che a dispetto del nome non è corrosivo ed esfoliante.

Il suo nome deriva hyaloid (vitreo) e ironic acid (acido ironico, una delle frazioni che chimicamente compongono la struttura dell'acido ialuronico). Perché vitreo? Lo si deve alla sua scoperta: l'acido ialuronico è stato scoperto nel 1934 all’interno dell’umor vitreo (il liquido che c'è nel globo oculare) dei bovini, ma solo nel 1954 ne è stata pienamente delineata la composizione e la struttura chimica.

Che cos'è l'acido ialuronico

È una sostanza naturalmente presente nella matrice dermica, ma non una sostanza qualsiasi, bensì uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi e in particolare a livello della pelle, del liquido sinoviale delle articolazioni (come ginocchia, polsi, spalle, caviglie, gomiti ecc.) e dell'umor vitreo dell'occhio.

Grazie alla sua capacità di "idratarsi" con un numero elevato di molecole d'acqua viene utilizzato per produrre gel protettivi, utili per mantenere l'idratazione e l'elasticità della pelle e sostenere la funzionalità articolare.

Con il passare del tempo infatti, la concentrazione dell'acido ialuronico nei tessuti del derma diminuisce e la pelle perde la freschezza tipica della giovinezza. Se a 20 anni l'acido ialuronico è in grado di captare il 100% dell'acqua, a 65 anni il valore scende drasticamente al 25%. È proprio grazie all'acido ialuronico che la pelle è turgida, distesa e con un aspetto "voluminoso", cioè il contrario di avvizzito. La sua mancanza provoca la formazione di rughe e aridità, e peggiora le linee d'espressione.

A cosa serve

Focalizzandoci sulla bellezza, l'acido ialuronico conferisce alla pelle le classiche caratteristiche di morbidezza e elasticità. Essendo una molecola molto solubile in ambiente acquosa, l'acido ialuronico è come se si comportasse come una grande spugna gelatinosa in grado di lubrificare i tessuti. E di mantenerli idratati.

Ecco perché è presente in numerosissimi cosmetici sia per il viso che per il corpo: dona un'idratazione profonda, rinvigorisce il turgore della cute e viene utilizzato per "riempire" le pelli meno giovani o disidratate.

Nei prodotti cosmetici

L'acido ialuronico che si trova nei prodotti di skincare è una molecola di sintesi: viene sintetizzata attraverso dei metodi biotecnologici che mimano la stessa struttura della sostanza che abbiamo naturalmente nel nostro corpo. Per questo motivo è una sostanza sicura e priva di effetti collaterali.

Arricchisce le formulazioni idratanti di creme viso antiage, creme per contorno occhi, maschere idratanti, creme per il contorno labbra e sieri, molti dei quali sono a forma di "cannule", più indicate per l'applicazione locale sulle zone che si segnano di più. Leggero come un gel (di fatto è gelatinoso), l'acido ialuronico non appesantisce la pelle, né procura alcuna sensazione di unto.

Nei filler di medicina estetica

L'acido ialuronico è l'ingrediente star delle "punturine" con cui ringiovanire il viso. Sono i famosi filler di riempimento che vengono iniettati in varie regioni del viso, quali:

- lungo il decorso delle rughe del viso;
- negli zigomi per aumentarne il volume, soprattutto nei visi che in seguità all'età e ad eventuali dimagrimento, risultano svuotati;
- sulla mucosa delle labbra per aumentarne il volume e definirne meglio i contorni;
- negli avallamenti e depressioni del viso;
- nelle cicatrici che si presentano sotto forma di solchi.

«Per legge, i filler devono essere composti da materiali riassorbibili, qual è appunto l'acido ialuronico, accanto al collagene. E possono essere iniettati solo dai medici. Hanno il vantaggio di essere ben tollerati dall'organismo e, se correttamente iniettati, privi di effetti collaterali. I filler riassorbibili hanno una durata limitata (dai 4-6 mesi fino agli 8-12 mesi quelli di ultima generazione). Vengono lentamente riassorbiti dalla pelle attraverso un meccanismo che in medicina si chiama "digestione enzimatica", e subiscono una disgregazione causata dalla mimica facciale. Quest'ultimo effetto è soggettivo in quanto ci sono persone con una mimica molto più inensa» - spiega la dottoressa Sara Bertoncelli, medico estetico del centro San Prospero di Bologna.

I cibi che stimolano la produzione di acido ialuronico

Chiariamo subito che non esistono cibi contenenti tale sostanza, ma di sicuro alimenti che possono incentivarne la formazione e aiutare a mantenere i livelli costanti di acido ialuronico nei tessuti.  

Esistono anche numerosi alimenti che riforniscono il nostro corpo di acido ialuronicoSi tratta di tutti quelli che contengono vitamina A, C, E, omega-3 e polifenoli, quindi alcuni tipi di frutta (arance, kiwi, limone, uva, ananas, melograno, albicocche, mirtilli) e verdura (cavolfiore, prezzemolo, carota, cetriolo, finocchio, insalata verde, spinaci, zucca), tè verde, carni bianche, alcuni tipi di pesce (salmone, tonno, sgombri, sardine, alici) e i formaggi magri.

A questi si aggiunge la soia con i suoi derivati (salsa, latte, tofu): contiene genisteina, un isoflavone che stimola l’autoproduzione di acido ialuronico. Ben venga quindi un'alimentazione varia e completa: il risultato sarà una pelle idratata e fresca!

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