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Cosmesi green: il presente (e il futuro) del beauty è sempre più sostenibile

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Tra pack riciclati, lavorazioni rispettose della natura e enti di certificazione, ti aiutiamo a districarti nella giungla (è proprio il caso di dirlo!) dei cosmetici naturali e biologici

Cresce il mercato della cosmesi naturale, come dimostrano i dati: in 5 anni si è registrata un'impennata del 177% tra bio-profumerie, e-commerce di cosmetici biologici e aziende cosmetiche green (fonte: rapporto BioBank 2018). Ma in cosa consiste la cosmesi biologica? Quali sono le differenze tra i termini "naturale", "organico", "eco-bio", "vegan", "cruelty free" e altri? Te lo spieghiamo in questo articolo.

Differenza tra cosmetico naturale e biologico

Cosmesi naturale: significato

È un cosmetico formulato con ingredienti di derivazione naturale, i quali possono arrivare al 98% (la parte restante è composta da additivi chimici che rendono più piacevole il prodotto, relativi cioè alla texture, scorrevolezza, profumazione e conservazione).

Cosmetici biologici

Si definisce cosmetico biologico quello composto da ingredienti provenienti dal mondo vegetale, come minerali e piante, purché queste ultime provengano da agricoltura biologica. Devono essere lavorati con metodi di “chimica verde”, cioè che ammette l'uso di alcune molecole di sintesi, costruite in laboratorio, a patto che siano sostenibili e biodegradabili.

Prodotti eco-bio

Vuol dire che oltre a essere biologico, hanno un basso impatto ambientale grazie al packaging, al sistema di lavorazione e alle materie prime biodegradabili.

Prodotto organico

Spesso viene scambiato con "prodotto biologico": la differenza è che, oltre agli ingredienti vegetali e minerali, contengono ingredienti di derivazione animale, come latte, miele, cera d’api, ma sempre ricavati con metodiche di allevamento sostenibile.

Prodotto vegano

Prodotto che non contiene ingredienti di derivazione animale, ma solo vegetali e minerali. 

Prodotto cruelty-free

Non è testato sugli animali, sia per quanto riguarda il prodotto finito che gli ingredienti. Si tratta di una prerogativa valida per tutta la cosmesi, anche quella non strettamente naturale né biologica.

I "fondamenti" della cosmesi green

Sostenibilità è la parola chiave della cosmesi biologica. I prodotti devono essere ottenuti attraverso metodiche di lavorazione rispettose della natura, devono avere packaging riciclati e/o riciclabili e, in genere, devono seguire un iter di produzione poco inquinante. Via libera quindi a processi di estrazione di principi attivi rispettino sia la pianta che l'ambiente. Qualche esempio? Liquefazione, fermentazione e macerazione: si tratta di metodiche che estraggono il principio nella massima purezza senza danneggiare l'ambiente.

Per quanto riguarda i processi di industrializzazione, spesso i cosmetici biologici sono realizzati da azienda a filiera corta. Vuol dire che "prelevano" gli ingredienti naturali da terreni coltivati a poca distanza dagli stabilimenti. È il concetto di Km zero di cui si parla per gli alimenti: adesso è valido anche per i cosmetici naturali e biologici. Ecco perché spesso hanno dei prezzi relativamente più bassi.

Packaging riciclati e riciclabili

Bandita la plastica o, se c'è, spesso proviene da bottiglie riciclate. Sì a confezioni in vetro, alluminio e bambù. Oltre a ciò la cosmesi di orientamento naturale sta proponendo packaging ricaricabili per ridurre i rifiuti. Ma questo è un obiettivo che stanno perseguendo sempre più un po' tutte le aziende cosmetiche.

Semplificare la beauty routine: prodotti solidi e multitasking

Essere dalla parte dalla natura, in cosmesi significa anche risparmiare sulle quantità di prodotti utilizzati per l’igiene e la cura della persona. I prodotti liquidi per esempio cedono il passo a "panetti” solidi (come accade, per esempio, con gli shampoo solidi) che al contatto con l'acqua o con il calore del corpo si trasformano in burri nutrienti, shampoo, profumi e persino dentifrici.

Sulla stessa lunghezza d'onda sono i prodotti multitasking che detergono o idratano viso, corpo e capelli. Insomma, l'idea è quella di proporre una beauty routine essenziale, anche per impattare meno sull'ambiente.

Come capire che un prodotto è green?

Per prima cosa, è importante imparare a leggere l'INCI (sigla che sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), cioè l'elenco degli ingredienti posti sul retro della confezione. Un prodotto è naturale se nella lista compaiono molti termini in latino, che di solito corrispondono al nome botanico di una pianta o in inglese riferiti ad ingredienti del mondo vegetale.

Cosmetico paraben free? Lo capisci se mancano nomi che terminano con i suffissi –ben e –bene, che indicano i parabeni.

E i siliconi? In questo caso non devono comparire termini con suffissi –one e –xane, indicanti i siliconi; oppure -in, indicanti i parabeni.

Altri nomi ai quali prestare occhio: Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum e sigle come EDTA, MEA, TEA, MIPA. Tutti nomi che nei prodotti naturali e/o biologici non compaiono.

No test sugli animali: da cosa capirlo?

Di solito sulla confezione è riportato il simbolo del coniglietto con la scritta "cruelty free" (vedi in basso), ma pur essendo un'icona abbastanza universale, altrettanto non può dirsi della sua obbligatorietà. Ciò vuol dire che i cosmetici - che non fanno uso di test sugli animali - non sono tenuti per legge a inserire tale simbolo.

Va precisato, infatti, che dal 2004 i test sui prodotti finiti sono vietati dall'Unione Europea. Dal 2013, invece, vige il divieto di commercializzazione di prodotti cosmetici - qualunque sia la loro provenienza - contenenti ingredienti su cui siano state condotte sperimentazioni animali. Stai pur certa, quindi, che anche se il simbolo del simpatico coniglietto manca, il tuo prodotto è cruelty-free (sempre che tu lo abbia comprato in Europa...!).

Che cosa sono gli enti di certificazione della cosmesi biologica

Per definirsi tali, i cosmetici biologici devono ottenere la certificazione da parte degli enti preposti al controllo sia delle materie prime che della loro lavorazione. I più autorevoli sono:

Natrue, un sistema di certificazione biologica internazionale creato dalla International natural and organic cosmetics association, che comprende l’italiana Ccpb.

Cosmos, acronimo di Cosmetic Organic Standard, è la normativa unica europea che disciplina le certificazioni dei prodotti cosmetici naturali e biologici. Sotto il suo cappello, riunisce questi enti di certificazione: ICEA, EcoCert, Cosmetique BIO, Soil Association Organic e International Organic and Natural Cosmetics.

Cosa è cambiato rispetto a qualche anno fa? Il fatto che gli enti di certificazione si siano riuniti sotto due grandi enti, il che tutela il consumatore. Tra cui ci sei anche tu che stai leggendo!

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