Fondazione Yves Rocher: le vincitrici della quarta edizione italiana del Premio Terre de Femme

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Un'iniziativa concreta a favore dell'ambiente e del sociale: tre donne italiane hanno vinto una somma monetaria per portare avanti la loro bella idea. Grazie alla Fondazione Yves Rocher

Negli ultimissimi anni la salvaguardia dell’ambiente è diventata una priorità. Non solo per le istituzioni, chiamate a trovare soluzioni concrete, ma anche per le persone in ogni contesto di vita. Dalle famiglie agli uffici, dalle palestre alle scuole, ognuno ha cambiato i propri comportamenti nella direzione del rispetto della natura. Natura intesa in senso globale: piante, animali, ecosistema, biodiversità, oceani, mare...è proprio l'approccio a essere cambiato!

Questa sensibilizzazione si deve anche a iniziative come il premio Terre de Femmes, istituito da 18 anni dalla Fondazione Yves Rocher. Il suo intento? Celebrare la forza delle donne quotidianamente impegnate per il bene del pianeta e la salvaguardia della biodiversità. I numeri sono entusiastici: 430 donne di 11 Paesi del mondo con progetti realizzati in 50 differenti Paesi.

Credits: SONY DSC

Mercoledì 11 dicembre 2019 nella cornice della Palazzina Appiani a Milano si è svolta la cerimonia di premiazione della quarta edizione Italiana del Premio Terre de Femmes, che ha avuto Cristina Parodi come madrina e conduttrice.

Ecco le 3 donne che si sono distinte per i loro progetti a favore dell’ambiente e del sociale:

  1. Martina Panisi col progetto Forrest Giant ha vinto il 1° premio di 10.000€
  2. Emanuela Saporito col progetto Orti Alti ha vinto il 2° premio di 5.000€
  3. Marina Massaro col progetto Recuperarti ha vinto il 3° premio di 3.000€

Vediamo nel dettaglio i loro progetti: di sicuro c'è molto da imparare e da ammirare!

Martina Panisi, impegnata per salvare le lumache giganti

<p>Martina Panisi all'opera con i bambini delle isole di São Tomé e Príncipe in Africa</p>

Martina Panisi all'opera con i bambini delle isole di São Tomé e Príncipe in Africa

Forrest giants è il nome del progetto della 26enne Martina, biologa ed educatrice ambientale. Da diversi anni lavora e studia nelle isole di São Tomé e Príncipe in Africa, tesori di biodiversità animale e vegetale.

Perché è importante salvare la Lumaca Gigante d’Obô? Oltre al fatto che in natura ogni elemento ha la sua dignità e una precisa funzione per l'ecosistema, le secrezioni di questa specie sono impiegate dalle popolazioni locali come medicinali. A causa della caccia, la lumaca gigante africana rischia l'estinzione.

L'impegno di Martina Panisi? Sensibilizzare la comunità locale alla protezione degli abitanti "non-umani" della foresta; e costruire un piccolo centro di conservazione della Lumaca Gigante d’Obô nel Giardino Botanico di São Tomé dove la specie ha già cominciato a riprodursi regolarmente. Il tutto coinvolgendo le comunità rurali.


<p>Martina Panisi al lavoro nelle foreste</p>

Martina Panisi al lavoro nelle foreste

Emanuela Saporito: coltivare orti sui tetti degli edifici abbandonati delle città italiane

OrtiAlti è il nome del progetto dell'architetto torinese Emanuela, 36 anni: si tratta di un “dispositivo urbano” che intende realizzare orti sui tetti degli edifici costruiti, ma abbandonati o sotto-utilizzati. Entro il 2030 più di metà della popolazione mondiale abiterà in città. Le città sono il luogo in cui si manifestano con più evidenza problemi ambientali e sociali.

L'impegno di Emanuela? Mettere a punto un piano di azione per diffondere sul territorio nazionale la cultura della riutilizzazione dei contesti urbani abbandonati. Il tutto unendo vari contesti: sociale, lavorativo e ambientale. 

L'iniziativa è partita a Torino, ma sta già ricevendo interesse da parte di gli enti delle altre regioni italiane.


<p>Un tetto di Torino, riutilizzato come orto</p> Credits: SONY DSC

Un tetto di Torino, riutilizzato come orto

Marina Massaro e il riciclo creativo di oggetti di scarto delle aziende toscane

<p>Marina Massaro, 34 anni</p> Credits: mde

Marina Massaro, 34 anni

Il progetto di Marina, 34 anni, si chiama RecuperARTI: è un centro di riuso creativo dove vengono raccolti, selezionati e immagazzinati materiali di recupero e scarti di aziende del territorio. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la cittadinanza al rispetto ambientale ed al consumo responsabile, al recupero dei materiali di scarto in una prospettiva creativa-espressiva.

L'idea è partita da Pietrasanta in provincia di Lucca con l'intento di consolidare una partnership con gli istituti scolastici locali e la realizzazione di residenze d’artista tematiche: gli artisti sono invitati a sviluppare relazioni con la comunità ospitante favorendo la sensibilizzazione della cittadinanza al rispetto ambientale, al consumo responsabile della materia e al riuso creativo.


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