Microblading o dermopigmentazione? Cosa scegliere per sopracciglia effetto naturale

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Molti li definiscono trucco permanente o tatuaggi semipermanenti, o ancora a “effetto pelo”; ma che cosa sono realmente la dermopigmentazione estetica e il microblading? Scopriamolo insieme

In ambito estetico, ormai lo sappiamo, gli occhi rivestono un’importanza fondamentale; e basta davvero poco perché quest’area non sia valorizzata come merita, anche solo “un sopracciglio fuori posto”. Per fortuna, in caso di bisogno, c’è il trucco semipermanente.

Le sopracciglia infatti fungono da cornice dello sguardo, lo mettono in evidenza e ne sottolineano la profondità e l’espressività; ma per farlo al meglio vanno curate attentamente. Anni di pinzette, ceretta o semplice natura avversa possono rovinare l’arcata sopraccigliare, creando buchi, zone più rade o forme che proprio non ci piacciono. Quando il make non è più sufficiente si può ricorrere a due particolari tecniche: la dermopigmentazione estetica e il microblading.

Purtroppo, le informazioni che circolano a riguardo sono spesso frammentarie e confuse; c’è chi sovrappone le due metodiche, definendo l’una semplicemente un altro modo di chiamare l’altra. Ma non è proprio così.

Partiamo dalle basi.

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Dermopigmentazione: cos’è

Se ne parla soprattutto in relazione alla ricostruzione delle sopracciglia, ma in realtà la dermopigmentazione ha un campo d’azione molto più vasto che non riguarda solo l’estetica ma anche l’ambito paramedicale.

La dermopigmentazione, come dice il nome stesso, è una tecnica di colorazione cutanea semipermanente che può essere usata per definire o riempire le sopracciglia, ma anche per ricostruire il contorno labbra o il contorno occhi (eye liner). Non solo.

La dermopigmentazione viene utilizzata anche per la correzione delle cicatrici, per la ricostruzione dell’areola mammaria (ad esempio dopo interventi al seno) e per infoltire il cuoio capelluto in caso di calvizie (in questo caso prende il nome di tricopigmentazione).

Molti la definiscono un tatuaggio permanente o semipermanente, ma possiamo davvero chiamarla così?

Somiglianze e differenze con il tatuaggio decorativo

È vero che la dermopigmentazione così come il tatuaggio è una tecnica di tatuazione - ovvero di inserimento di colore sottopelle mediante strumenti da taglio o con aghi, con l’intento di farli durare a lungo - tuttavia vi sono tra i due notevoli differenze.

1. In primis i colori utilizzati sono diversi. La dermopigmentazione fa uso (per legge) di pigmenti semipermanenti anallergici, perlopiù organici a base minerale e quindi riassorbibili. Per i tatuaggi, invece, si impiegano pigmenti spesso a base metallica, più duraturi, è vero, ma che virano al blu/verde o viola con il tempo. Questi ultimi hanno un costo nettamente inferiore rispetto a quelli per la dermopigmentazione e purtroppo può capitare che sedicenti esperti li utilizzino per il trucco semipermanente (non a caso, qualche anno fa le sopracciglia blu in circolazione non erano poche). Ecco perché è importantissimo verificare a chi ci si affida e quali materie prime utilizza.

2. Anche lo strumento non è lo stesso. Il manipolo usato nella dermopigmentazione è più leggero e quindi più pratico da maneggiare, ma di potenza inferiore rispetto a quello per il tatuaggio da corpo. Gli aghi impiegati poi non sono gli stessi; il trucco semipermanente infatti richiede un tratto molto più sottile persino di quello di una frase tatuata.

3. Infine, la tecnica. Ovviamente, trattandosi di disegni diversi, con scopi diversi e che impiegano materiali diversi, richiedono anche due tipi di manualità differenti. Pertanto, essere tatuatori esperti non significa anche poter riprodurre un’arcata sopraccigliare naturale e con le giuste proporzioni. Così come non ci si rivolge all’estetista per un Maori sul polpaccio, no?

In entrambi i casi parliamo di ambiti ben specifici in cui non ci si può improvvisare professionisti. Sia per la dermopigmentazione che per il tatuaggio occorrono corsi e certificazioni ad hoc, da verificare prima di incorrere in spiacevoli sorprese.

Dermopigmentazione sopracciglia

Le sopracciglia rappresentano senza dubbio la ragione principale per la quale si ricorre alla dermopigmentazione. Mediante macchine elettriche ad aghi si ricrea la forma delle sopracciglia basandosi sulle proporzioni del viso, che sono ovviamente diverse da persona a persona. Anche la scelta del colore parte da quello naturale e la tatuazione vera e propria avviene solo dopo aver realizzato un disegno preparatorio (marcatura).

Dopo circa un mese, o poco più, si effettua in genere il cosiddetto trattamento di rinforzo, che non va confuso con il ritocco e completa il lavoro iniziale, intervenendo su eventuali buchetti o infoltimenti, o anche per scurire il colore e così via.

Quanto dura

Come abbiamo sottolineato si tratta di una tecnica semipermanente il che significa che se non ritoccata tenderà via a via a sbiadire fino a sparire quasi del tutto. La durata della dermopigmentazione dipende molto da persona a persona e nello specifico da età, qualità della pelle e abitudini.

Potremmo dire che per alcuni dopo 6-7 mesi è già venuta l’ora del ritocco, mentre per altri si può aspettare molto di più. Online si legge che in genere i risultati della dermopigmentazione durano anche un anno, ma tenete conto che questo non vale per tutti e che dopo un anno l’effetto può essere anche così sbiadito da richiedere persino una nuova marcatura.

Fa male

Anche questo è un punto decisamente soggettivo. La dermopigmentazione prevede l’utilizzo di aghi che lavorano sul volto, una zona molto sensibile del nostro corpo e che quindi può provocare del fastidio. Tuttavia, alcuni utilizzano delle creme anestetiche che lo specialista applica localmente sull’area interessata prima di iniziare la seduta, così da ridurre l’eventuale disagio.

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Microblading: cos’è

Veniamo quindi al microblading e cerchiamo di capire come mai spesso le due tecniche vengano confuse. Anche il microblading è una forma di tatuazione, esclusivamente riservata alle sopracciglia (per lo meno questo accade finora in Italia), che sfrutta uno strumento manuale dotato di tanti piccoli aghetti che vanno a formare una punta simile ad un bisturi. Da questa conformazione particolare deriva il nome della tecnica, microblading, ossia piccole lame che producono micro-taglietti sulla cute, dove si deposita il colore.

La tecnica viene da molti definita “a peletto” o si parla di “effetto pelo”, poiché sembra restituire un risultato davvero realistico del sopracciglio. In realtà, anche in questo caso, molto dipende dalla mano di chi lo esegue, ma è fuori di dubbio che, se praticato da esperti del settore, l’effetto finale sarà molto naturale.

Microblading e dermopigmentazione: differenze e punti comuni

Cerchiamo quindi di chiarire quali siano le reali differenze tra le due tecniche, partendo però dai tratti in comune:

- Prevedono tutte e due l’inserimento di pigmenti organici sottopelle.

- Entrambe le metodiche sono semipermanenti e richiedono prima o dopo dei ritocchi.

- Anche il microblading necessita di una prima fase di marcatura e un trattamento di rinforzo successivo.

- Sia la preparazione al trattamento che la fase di cura successiva sono molto simili: evitare per almeno un paio di settimane l’esposizione solare e le lampade, la piscina, la sauna o il bagno turco, e in generale tutte le attività che facciano sudare.

- I tempi di guarigione sono molto simili (10-15 giorni) e comunque dipendono dal tipo di pelle e dall’osservanza degli accorgimenti citati sopra.

Veniamo invece ora alle principali differenze:

- Il microblading è una tecnica manuale e non meccanica;

- La dermopigmentazione deposita il colore leggermente più in profondità rispetto al microblading e per questo ha una durata superiore, sebbene, come abbiamo detto, molto dipenda dal tipo di pelle;

- Il microblading permette di agire in modo più preciso sul sopracciglio, anche perché non ci sono le vibrazioni della macchina, e questo assicura un risultato più naturale.

Microblading sopracciglia: costo

I costi relativi alle due metodiche sono in realtà molto simili poiché richiedono entrambe una grande manualità di chi le pratica nonché materiali e attrezzature particolari. A seconda del professionista a cui ci si rivolge i prezzi possono essere anche molto diversi, da un minimo di 300€ (sotto le quali è possibile che ci sia qualcosa di poco chiaro) fino a superare persino i 1000€ nel caso di veri maestri della tecnica.

Diciamo che in genere la prima seduta costa in media sui 450-500€, la seduta di rinforzo può in alcuni casi essere compresa oppure costare circa 100-150€. Il ritocco invece ha un prezzo leggermente inferiore rispetto alla prima seduta poiché di solito non necessita di disegno preparatorio, ma non va comunque confuso con il rinforzo.

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