cosmetici no packaging

Bellezza “zero waste”: verso un mondo più pulito, anche negli acquisti beauty

Il beauty è in continua evoluzione. Dopo il green c'è una nuova categoria cosmetica che pensa all'ambiente: il no packaging. Mai pensato che potremmo azzerare gli imballaggi e tutto ciò che comportano?

Tutti ricordiamo l'immagine del cavalluccio marino che avvolge un cotton fioc o delle tartarughe intrappolate nelle buste di plastica. In tempi più recenti abbiamo visto piccoli pesci finire senza via d'uscita nelle dita dei guanti usa e getta. Sono tutte fotografie che raccontano la condizione dei mari. Secondo la Fondazione Ellen MacArthur, ogni anno finiscono in acqua 8 milioni di tonnellate di plastica. Di queste fanno parte imballaggi, contenitori e microplastiche.

Nello stesso tempo, sui social circolano immagini di recupero di rifiuti da parte di enti impegnati nella salvaguardia dell'ambiente. Insomma, il tema della sostenibilità è talmente caldo che gli analisti sostengono che saranno proprio i comportamenti virtuosi degli altri - visibili sui social - a dare un'importante pressione al cambiamento dei costumi.
Zero waste (zero rifiuti) è l'obiettivo dei prossimi anni. Le aziende cosmetiche ci stanno già pensando con iniziative interessanti. A cominciare dai packaging.

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Cosmetici con pack recuperabili

Il mondo del beauty sta facendo proprio il mantra delle 3 R del recupero (ridurre, riciclare, riutilizzare). Da qui l'impegno a usare cicli di produzione a basso impatto ambientale, attraverso la ridotta emissione di gas e il minore uso della plastica per gli imballaggi. Ecco comparire i primi packaging con bioplastiche compostabili come quelli a base di derivati di alghe, legno, canapa o patata (oltre ai noti e riciclabili vetro e alluminio).

Un esempio è l'Erbolario che usa plastiche vegetali provenienti dalla canna da zucchero. Novità anche dalla grande distribuzione, dove a scaffale è arrivata la linea UltraDolce di Garnier, tutta rinnovata con confezioni interamente riciclabili. Da Florena, nuovo brand naturale che punta alla fermentazione, i vasetti di crema sono ridotti per dimensione, pur mantenendo la stessa capacità.

Tuttavia, l'evoluzione del pack va oltre il riciclo, prevedendo il no-pack. In altri termini, la confezione viene azzerata da "prodotti nudi". L'inglese LUSH è pioniere del genere: i suoi detergenti solidi e le bombe da bagno hanno fatto scuola sin dagli anni '90. Oggi si impegna a divulgare una cultura dell'anti-spreco.

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Clean beauty, verso la trasparenza dei cosmetici

Quello del recupero ha inaugurato un nuovo modo di fruire cosmetica, che sta diventando sempre meno di nicchia. Sbagliato pensare che la sostenibilità sia appannaggio delle piccole filiere produttive di ingredienti a Km 0, provenienti da fonti rinnovabili.
Oggi l'eco-friendly è l'interesse principale di marchi storici, come Klorane, Yves Rocher, Caudalie, L'Occitane e Aveda, solo per citarne alcuni. Nel maggio 2020 L'Oréal ha annunciato la creazione del programma “L’Oréal for the future”, investendo 100 milioni di euro a sostegno della salvaguardia dell'ambiente.

Si tratta di una nuova era del beauty che accontenta sia gli amanti del design che quelli del lusso, dato che lusso oggi significa anche vivere in un ambiente pulito. Clean beauty, appunto, che comprende un concetto sempre più determinante nelle scelte dei consumatori: la trasparenza. Ha inaugurato il trend la leggibilità dell'INCI, con l'indicazione precisa di cosa c'è in formula, lo ha completato la tracciabilità di quelle stesse sostanze, con l'indicazione della provenienza territoriale. Il consumatore oggi è attento, vuole sapere, e premia le aziende che lo informano correttamente.

Microplastiche, addio!

Dal primo gennaio 2020 la legge vieta la commercializzazione in Italia di prodotti contenenti microplastiche. Nei cosmetici li si trovava in detergenti, scrub per viso e corpo, docciaschiuma, dentifrici e tutti i prodotti con microgranuli non necessariamente esfolianti. Dallo scarico del lavandino ai fondali del mare il passo è breve, anzi lo è stato. Come riconoscere le microplastiche? Dalle diciture nell'INCI di parole come Polyethylene (PE), Polymethyl methacrylate (PMMA), Nylon, Polyethylene terephthalate (PET), Polypropylene (PP). Tutte queste sostanze sono state sostituite da frammenti di noccioli di frutta, senz'altro biodegradabili!

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Prodotti ricaricabili

La frontiera del recharcing è ancora in embrione. Sarebbe bello andare in profumeria e riempire il proprio vasetto con un'emulsione a scelta, no? Un po' come una volta si andava dal lattaio con la bottiglia di vetro. Finora, hanno prodotto packaging ricaricabili le franchise di lusso di Lancome, Dior, La Prairie e Shiseido. Ma qualcosa è allo studio. Se non altro, presto o tardi lo sconto sul recupero del proprio cosmetico sarà la normalità! Le azioni virtuose devono essere premiate, giusto?

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