Retinolo: verità e falsi miti sulla più famosa molecola antietà

Il retinolo Credits: Corbis
01/09
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Il retinolo (o vitamina A) è ritenuto responsabile dei segni dell'invecchiamento secondo gli esperti del settore. Scopriamone qualità e punti deboli per sfruttarlo al meglio

Protagonista del mondo beauty da ormai alcuni decenni, il retinolo resta uno degli attivi più gettonati anche nei cosmetici di ultimissima generazione.

Si tratta della vitamina A nella sua forma alcolica, da non confondersi con un altro derivato della stessa vitamina, l’acido retinoico: quest’ultimo è un vero e proprio farmaco e viene prescritto esclusivamente dal medico, per esempio in caso di acne.

Nonostante la sua lunga storia, ancora oggi c’è chi ritiene che il retinolo sia un ingrediente indispensabile e chi ne diffida, pensando sia troppo aggressivo. Due specialisti ci aiutano a chiarire qualsiasi dubbio.

Vitamina A: a cosa serve

La vitamina A è riconosciuta come una delle responsabili per combattere tutti i segni del tempo, ma soprattutto quelli causati dal photoaging, cioè dall’esposizione ai raggi Uv. Infatti neutralizza la molecola che dà poi origine alla formazione di radicali liberi, i maggiori responsabili dell’invecchiamento.

Soprattutto, favorisce il turnover cellulare, facilita cioè l’eliminazione delle cellule morte lasciando spazio a quelle sottostanti, più giovani. In questo modo si evitano anche gli accumuli di melanina: si tengono sotto controllo le macchie scure e allo stesso tempo si schiariscono quelle esistenti. Risultato, una pelle luminosa e un colorito uniforme.

Retinolo: dove si trova

La vitamina A è contenuta negli alimenti di origine animale e in particolare: carni, frattaglie, uova, formaggi, burro e alcuni pesci. Negli alimenti di origine vegetale, si trovano i carotenoidi, precursori della vitamina A. «Gli alimenti più ricchi di vitamina A sono frutta e verdura di colore giallo-arancio» dice Maria Grazia Boniardi, biologa esperta in dermocosmetica. Per fare il pieno di questa vitamina, quindi, metti in tavola albicocche, cachi, melone, carote e zucca. «Tutti i cosmetici, invece, contengono retinolo biotecnologico, realizzati in laboratorio».

Retinolo ed esposizione al sole: effetti collaterali per la pelle delicata

Se vai al mare e ti esponi al sole evita di utilizzare un prodotto al retinolo: è fotosensibilizzante.

«Soprattutto se la pelle è delicata rischi che tenda ad arrossarsi o che si manifestino fenomeni di irritazioni e allergie. Se non vuoi interrompere il trattamento ti consiglio di applicare la crema o il siero solo la notte. O almeno utilizza una protezione solare molto alta» avvisa Riccarda Serri.

Retinolo e Vitamina C

In sinergia con altri attivi rende al meglio è falso. «È frequente il mix con la vitamina E, per accentuare le caratteristiche antiossidanti, e con la vitamina C. In questo caso l’abbinamento è perfetto perché rende più efficace l’azione illuminante e antimacchia» precisa Maria Grazia Boniardi.

Retinolo e pelle sensibile: cosmetici a rilascio graduale sempre più sicuri

Il retinolo, ingrediente molto attivo, può provocare lievi arrossamenti. Ma oggi i cosmetici sono sempre più sicuri. «La percentuale di retinolo che si trova nelle creme va dallo 0,1 all’1 per cento, una quantità in genere ben tollerata anche dalla pelle sensibile» spiega Riccarda Serri.

Per evitare ogni rischio, poi, le formule di nuova generazione puntano sul rilascio progressivo.
Di che cosa si tratta? È come se il retinolo fosse distribuito con il contagocce in modo che non si superi mai la soglia di tollerabilità.

«Se hai la pelle delicata, per sicurezza ti conviene sempre fare un test: applica un po’ di prodotto all’interno del braccio, e attendi almeno 24 ore. Se dopo un giorno non ci sono reazioni, vai tranquilla» conclude la specialista.

Controindicazioni: il retinolo è pericoloso?

Esistono mix di integratori che racchiudono anche vitamina A. Gli specialisti consigliano sempre di evitare il fai-da-te, e in modo particolare quando si tratta di vitamina A perché, essendo liposolubile, non si elimina naturalmente.

«In caso di sovradosaggio può accumularsi negli organi, soprattutto nel fegato. Le conseguenze? A volte dolori addominali e nausea» avvisa Maria Grazia Boniardi. Rispetta quindi sempre i dosaggi prescritti.

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