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Sara Gama: la “leonessa” della nazionale italiana che prende a calci i pregiudizi

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Determinata e con una personalità da guerriera, Sara Gama, capitano della nazionale italiana e della Juventus, ha grinta da vendere.

Sara colleziona premi e riconoscimenti: nel 2017 è stata inserita nella top 50 delle calciatrici mondiali votate dalla Federazione Internazionale dei calciatori professionisti, un risultato senza pari!

La sua tenacia è fonte d’ispirazione per le ragazze di tutto il mondo al punto che nel 2018 è diventata il volto della famosa bambola Barbie, scelta come modello femminile in grado di abbattere gli stereotipi e guidare ogni bambina a perseguire i propri sogni.

Non a caso, Head&Shoulders, lo Shampoo n.1 al mondo, l'ha scelta come nuovo volto di DERMA&PURE – una linea che con delicatezza ed efficacia è in grado di combattere prurito, secchezza e capelli grassi, rappresentando l’ultima frontiera scientifica del brand. Un approccio ed un metodo mutuato dallo skincare, capace di preservare la salute e la bellezza dei capelli in un solo gesto. Ideale anche per le super sportive e per chi si trova ad affrontare lavaggi frequenti, desiderando una maggiore delicatezza, ma non per questo minore efficacia del prodotto.

Il calcio: una passione scritta nel destino

Dopo vent’anni, la nazionale italiana di calcio femminile si è qualificata ai mondiali di calcio che avranno luogo in Francia a partire da guigno. E sarà proprio Sara Gama a guidare una combattiva squadra femminile, che col duro lavoro e grandi sacrifici si è conquistata un posto in questa prestigiosa competizione.

C’è chi nasce con una naturale predisposizione verso una disciplina sportiva. È questo il caso di Sara, che fin da piccola ha manifestato una passione profonda per il calcio. Nata a Trieste il 27 marzo del 1989 da madre istriana e padre congolese, ha cominciato a giocare all’età di 7 anni: “Nei miei ricordi da bambina c'è sempre il pallone. Ma era un divertimento. Oggi è pure gioia e dolore”, racconta nelle sue interviste.

È indossando la maglia del Tavagnacco che Sara Gama esordisce in prima squadra, per poi gareggiare col Chiasiellis. Da qui la sua impennata a Brescia nel 2012, dove ritornerà nel biennio 2015-2017. È proprio a Brescia che colleziona un premio dopo l'altro: uno scudetto, una Coppa Italia e due Supercoppe, conquistate con determinazione e gioco di squadra.

Credits: (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images )

Sara Gama: una carriera ricca di primati

Sara ha avuto anche un’importante esperienza estera col Paris Saint-Germain firmando un contratto da professionista, cosa che non succede in Italia, accanto a delle giocatrici considerate top player internazionali.

Dal 2017 Sara gioca col ruolo di capitano indossando la maglia bianconera della Juventus, con la quale si è aggiudicata consecutivamente due scudetti e una Coppa Italia.

Dal 2008 è membro della Nazionale italiana, dove ha presenziato per 84 volte segnando 5 reti. Ha vinto anche gli Europei Under 19, cosa le manca?

<p><br data-mce-bogus="1"></p> Credits: (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)


“Prendo a calci i pregiudizi da tutta una vita”

Ma le sfide di Sara Gama non si esauriscono sul verde campo da calcio: siede al Consiglio della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) in quota AIC.

Come ben sappiamo, il calcio è da sempre visto come uno sport esclusivamente appannaggio maschile, con conseguenti luoghi comuni sulle donne che svolgono attivamente questa disciplina. Per questo motivo in ogni intervista e apparizione Sara, che ha a cuore la causa, difende sempre il calcio femminile in Italia.

Un obiettivo della campionessa della nazionale in questo senso è quello di cambiare le regole, di abbattere i muri fatti di luoghi comuni sempre più antiquati e svecchiare il preconcetto che vuole che “le donne, di calcio, non potranno mai capirci niente”.

Una rivoluzione sportiva

Sembra proprio che stia avvenendo una rivoluzione nel calcio femminile, e lascia ben sperare il fatto che il pubblico se ne stia interessando sempre più, arrivando a riempire gli stadi. Per fare un esempio, nella finale per lo scudetto tra Juventus e Fiorentina, lo stadio di Torino ha registrato il tutto esaurito.

Segno importante del superamento dei tempi lo hanno dato squadre importanti come Juventus, Inter e Milan, aprendo i loro club a team tutti al femminile.

Sara Gama vorrebbe superare anche il “gap legislativo” dello status di calciatrice, per far riconoscere quest’attività come professionistica e non solo dilettantistica; un riconoscimento questo che permetterebbe anche l’accesso ai contributi, alla previdenza e alla maternità.

Lontanissime dalle cifre esorbitanti dei compensi dei calciatori uomini, le donne non hanno ancora un vero e proprio stipendio ma solo un rimborso spese che non può superare 30.658 euro lordi all’anno.

Sara Gama è attivamente impegnata su questo fronte con la Federazione, ma non solo: un'altra novità che potrebbe attirare l’attenzione di professioniste dall’estero riguarda l’introduzione di premi individuali al raggiungimento degli obiettivi di squadra.

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La vita privata è privata

Sara Gama è una donna discreta e riservata, ed è sempre attenta a non rivelare informazioni che non hanno a che fare con la sua professione. Dimentichiamoci di chiederle se sia fidanzata o meno: se la vita privata si chiama così, ci sarà un perché!

Al di fuori del calcio è una vera poliglotta: laureata in lingue e letterature straniere all’Università di Udine, parla perfettamente inglese, francese e spagnolo.

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