Solari: cosa c’è da sapere per una protezione top

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Lo sapevi che chi si protegge dal sole sembra più giovane? Ecco i consigli per abbronzarti senza rischi. E le regole di sempre da ripassare prima di esporti al sole

Dagli studi scientifici risulta che chi si protegge adeguatamente dai raggi solari dimostra 4 anni meno della propria età. Il che non vuol dire solo schermarsi al mare o in montagna, ma anche in quelle situazione di "sole involontario", cioè in città. Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una crescita della consapevolezza dei rischi dell'esposizione al sole e infatti incrementa in modo significativo l'uso di protezioni specifiche per la pelle del viso anche in montagna (50%) e in città (45%), e quasi un terzo delle donne italiane utilizza prodotti di make up contenenti SPF.

"Per ottimizzare l'efficacia del solare o dell'idratante dotato di SPF, occorre usare anche in città una crema antiossidante. In molti prodotti di ultima generazione le due funzioni (protettiva e antiage) sono associate." - conferma la dermatologa Magda Belmontesi.

Gli UV infatti aumentano lo stress ossidativo, riducono il collagene e alterano i pigmenti, favorendo l'insorgenza di macchie cutanee che non sono altro di accumuli di melanina - il "colorante del corpo" - concentrate in alcune zone "sensibili" dell'epidermide. Questa condizione può imputarsi sia ad una prolungata e scorretta esposizione al sole, che da fattori come l'assunzione di farmaci che alterano gli equilibri epidermici. Gli studi hanno dimostrato che i danni da photoaging (macchie e rughe in primis) possono apparire entro 6 mesi dall'esposizione al sole.

Chi ne è soggetto dovrebbe scegliere solari con SPF elevato, in modo da ridurre al minimo la penetrazione dei raggi UV, e applicare prodotti che aiutano a prevenire l'insorgenza di macchie scure. Ottima l'abitudine di usare un siero anti-ossidante sotto il solare, che miri a prevenire l'accumulo "disordinato" di melanina.

Quanto solare applicare per essere (davvero) protette?

La corretta applicazione del prodotto solare è importante tanto quanto la sua scelta (sia in termini di texture, che in termini di fattore di protezione, che dipende dal fototipo specifico di ogni persona). Inizia dal viso: 5 tocchi di crema, su fronte, naso, zigomi o guance e mento, senza dimenticare gli occhiali da sole per proteggere gli occhi e un cappello, meglio se a tesa larga. Spalma la crema anche sulle parti più sensibili come le orecchie o le palpebre, che spesso si tende a tralasciare. Per le labbra, se la crema ti infastidisce, puoi puntare prodotti specifici che aiutano ad idratare ed insieme prevenire fastidiose screpolature.

Ricordati: le parti che non vengono mai esposte al sole sono le più dedicate e meritano attenzione e protezione maggiori, specialmente se parliamo di un'area dalla pelle delicata e sensibile ai cedimenti come quella del seno. Particolare attenzione quindi all'applicazione della protezione su décolléte e addome. Anche su braccia, spalle e parte posteriore del corpo meglio abbondare: sono parti sempre esposte ai raggi del sole e il rischio di scottature è alto. Infine, non dimenticare le gambe: 5 tocchi se è crema, che in caso di olio, diventano 20.

Sembra facile ma non lo è: spesso ci si dimentica, oltre che delle orecchie, della parte sotto il collo e dell'attaccatura dei capelli. I punti più trascurati del corpo invece sono il dorso di mani e piedi, l'interno ginocchia, le zone vicino alle ascelle e al costume.

Con quale frequenza?

Il sudore, il contatto con l'asciugamano o, peggio, con l'acqua del mare o la sabbia, riducono l'efficacia del solare. È bene quindi prevedere una "ripassata" dell'applicazione ogni due ore, anche se l'intervallo dipende dalla tipologia di prodotto usato, dalla sua texture e delle abitudini vacanziere. Questo non significa che, con l'uso di una protezione, anche se alta, sia consigliato esporsi al sole per lungo tempo.

Le regole per prendere il sole senza rischi per l'organismo sono quelle che ormai tutti conosciamo, ma che è sempre bene ripetere: non esporti al sole durante le ore più calde della giornata e comunque mai troppo a lungo, utilizza la protezione più adatta al tuo tipo di pelle, anche quando non ti esponi direttamente al sole e anche se la tua pelle è già abbronzata. Se ti serve una protezione in più, armati di pareo, cappello e occhiali da sole e tieni conto della località in cui ti trovi: non solo mare, montagna e città richiedono tipologie di protezione diverse, ma anche differenti località balneari in diverse zone del pianeta, come i paradisi tropicali, necessitano di prodotti adeguati.

Piccolo glossario delle protezioni solari

SPF: Sun Protect Factor, è il potere schermante del prodotto. Quattro le categorie contemplate dalla normativa europea in vigore da settembre 2006: protezione bassa, media, alta e molto alta. Otto i valori ammessi: 6, 10, 15, 20, 25, 30, 50 e 50+.

UVA indica che il prodotto scherma anche da questa categoria di raggi. Va considerato che non sempre il valore relativo alla protezione UVB è lo stesso offerto contro gli UVA.

IR: raggi infrarossi. Meno potenti degli UV, hanno una lunghezza d'onda più ampia e un'altissima capacità di penetrazione. A piccole dosi hanno un'azione benefica. Diventano dannosi se prolunghiamo l'esposizione in maniera sconsiderata.

DNA-Sun Defence: vuol dire che un prodotto solare è in grado di limitare i danni arrecati dai raggi UV al DNA, ovvero alla sede del patrimonio genetico di ciascuno di noi.

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