catcalling significato

Cosa è davvero il catcalling? Tutte le informazioni da avere

Che cos'è e perché se ne parla tanto: il fenomeno catcalling fa riflettere sulla libertà di ogni persona di esprimersi ed essere ciò che è

Cos'è il catcalling

Cosa è il catcalling e perché fa tanto discutere? Con il termine "catcalling" si intende una molestia verbale, che avviene generalmente in un luogo pubblico ai danni di una persona estranea.

Solo pochi giorni fa l'ultima notizia: un'inchiesta partita nella città di Milano per catcalling ai danni di una studentessa da parte di un militare addetto al servizio “Strade sicure“. Ma al momento non c'è una legge che intervenga a disciplinare situazioni di questo tipo. Le molestie in strada dentro hanno la ferocia del bullismo, la componente ansiogena e ossessiva dello stalking: sono dirette, nella maggior parte dei casi, contro ciò che si presenta "al femminile". Ma attenzione, le donne non sono le uniche vittime. In gioco c'è la libertà di ognuno di noi di vivere il proprio corpo senza essere giudicato, senza dover camminare nell'ombra e nella vergogna, senza doversi nascondere temendo per la propria sicurezza.

Origini e etimologia della parola "catcalling"

Il termine "catcalling" viene utilizzato a partire dal 1956, ma, ci racconta l'Accademia della Crusca, esiste dal 1780. “Catcalling” si attesta con il significato di “lamentoso” e “lamento, grido, suono simile a un lamento”.

Passiamo all'etimologia: questa parola viene dal verbo inglese (to) catcall, a cui corrisponde anche il sostantivo catcall: nel teatro della seconda metà del Settecento è il fischio con cui si disapprova la performance degli artisti non graditi. Dentro questo termine ritroviamo la parola cat, gatto, e non è un caso. Il significato originario della parola rimanda all'estenuante verso dei gatti che miagolano alla luna, in uso già dalla seconda metà del Seicento.

Oggi con “catcalling” si fa riferimento alle parole che talvolta ci si sente rivolgere per strada da estranei: si va dal proverbiale fischio, passando per il semplice commento (più o meno di apprezzamento) fino all'insulto o alla minaccia. In ogni caso si tratta di un gesto che invade la sfera dell'altro, diventando vera e propria molestia.

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Il significato di catcalling oggi

Quando (ri)nasce l'uso in Italia del termine? Gli studiosi della Crusca riportano l'articolo di un blog del 2013, in cui l'autore, Loris Righetto, scrive in merito alla situazione del quartiere di Veronetta. A questo proposito, parlando dei cittadini che circolano a piedi: «Negli ultimi tempi, poi, sono insistenti le testimonianze (reali, verificate e verificabili) di street harassment. Lungo via Venti e via San Nazaro si formano crocicchi di uomini di diverse etnie che stazionano a braccia incrociate sulle soglie dei negozi e dei bar. Commenti volgari, cat calling, fischi, schiocchi, sorrisi e attenzioni non sollecitate da parte di un gruppo di maschi fisicamente imponenti, hanno il potere di intimorire, di far sentire a disagio e inferiori alcune ragazze. Si tratta di una vessazione bella e buona, ha che fare con il bullismo e il maschilismo, in certi casi può arrivare anche al contatto fisico, e non c’è ragione per cui si debba tollerare».

Ecco il punto è proprio questo. Non si tratta di un semplice fischio, al contrario di chi riassume così, superficialmente, il significato della parola catcalling e di questo atto (forse non avendolo mai subito in prima persona!).

Ci troviamo di fronte a un comportamento che ha il potere di offendere, intimorire e mettere a disagio, al punto da far paura. È uso del proprio potere personale ai danni di un altro. È violenza: verbale, e quindi invisibile, ma non per questo meno pericolosa o giustificabile. Le parole hanno potere, lo sappiamo. Parole usate come coltelli con cui ferire, parole sfiorate o ignorate, parole date (o no) in risposta a una parola: quali reazioni può scatenare la miccia accesa da una parola?

catcalling

Testimonianze e dati

Novembre 2020: Ruth George viene uccisa a a diciannove anni. La studentessa, del secondo anno, è stata aggredita e strangolata nel parcheggio del campus universitario dell'Università dell’Illinois mentre stava tornando a casa. A raccontarlo è Donald Thurman, 26 anni, che confessa di averlo fatto per rabbia. Ruthl lo aveva ignorato, rifiutandosi di parlare con lui. Il caso riporta l'attenzione sul fenomeno dello street harassment. Il movimento "Hollaback! Together We Have the Power to End Harassment" rende noti i risultati di un'indagine condotta su scala internazionale dalla Cornell University sull'esperienza di catcalling. Lo studio, effettuato fra 2014 e 2015, ha coinvolto oltre 16.600 donne appartenenti a 42 città nel mondo. In media l'84% delle donne intervistate ha dichiarato di di aver subito molestie per strada prima dei 17 anni d'età.

La studentessa newyorkese Sophie Sandberg nel 2016 ha fondato il progetto “Catcalls of Nyc” e attraverso il suo profilo Instagram ha raccolto in forma anonima le testimonianze delle vittime di catcalling trascrivendo sull'asfalto, nelle strade in cui erano state pronunciate, le parole dette. Frasi offensive scritte con i gessetti colorati, simbolo dell'infanzia: un contrasto che desiderava essere motivo di riflessione. Iniziative come questa si sono moltiplicate in diverse città italiane e del mondo.

Nel novembre 2020 Zurich Italia e Zurich Connect decidono di studiare il fenomeno online. Tramite un link “esca” e account creati in modo mirato gli hater, autori di commenti sessisti, vengono reindirizzati verso un sito di informazione sul catcalling, che in alcuni Paesi costituisce già un reato punibile per legge. Il motore di ricerca Google il 5 dicembre 2020 ha conteggiato 28.000 ricerche per il termine catcalling (oltre a 33.000 ricerche nelle varianti cat calling e cat-calling). Nell'arco di pochi giorni si scatena un tam tam capace di scuotere l'opinione pubblica su vari livelli: il dibattito infiamma la discussione sulle piattaforme social.

Nel link di seguito trovi le testimonanze raccolte nella nostra community Instagram di DmNow:

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Il catcalling è reato? Cosa dice la legge

Belgio, Finlandia, Perù, Francia, Portogallo e alcuni stati degli Usa: in questi Paesi il catcalling è considerato un reato. Le donne costituiscono il soggetto sociale più colpito, ma non l'unico. Anche il sesso maschile viene coinvolto: lo sfondo riguarda quasi sempre la sessualità, il modo di vestirsi o muoversi. In una parola, l'uso del nostro corpo. Il corpo è mio, questo è ciò che si dovrebbe insegnare a ogni essere umano fin da bambini: nessuno deve poter ritenersi in diritto di entrare in quella zona sacra che segna la sfera dell'intimità più profonda.

Secondo una rilevazione Istat del 2018 effettuata sul territorio italiano il 15,9% delle donne e il 3,6% degli uomini ha dichiarato di aver vissuto una molestia con contatto fisico, ovvero situazioni in cui si è stati baciati o accarezzati contro la propria volontà. Nella maggioranza dei casi si tratta di estranei e il luogo in cui più facilmente accade è sui mezzi di trasporto pubblici (nel 27,9% dei casi). A te è capitato? Qualcuno era presente? Ha fatto qualcosa per aiutarti a difenderti?

Tenere alta la protezione intorno a sé è un esercizio quotidiano e, a volte, una necessità, a cui vengono educate soprattutto le bambine. “Tu urla, urla più forte che puoi”, suona da sempre il monito materno. È fondamentale ricordare che vittime non sono solo le donne, ma chiunque di noi si trovi in una situazione di vulnerabilità: stigmatizzata, additata, messa in ridicolo e impaurita, la persona che subisce molestie in strada rimane sola quando, al contrario, compito di una società civile sarebbe insegnare a non lasciar soli, a schierarsi, a fare scelte che proteggano la libertà di ognuno di noi.

Sono solo complimenti”, recita ironico il profilo Instagram che raccoglie storie di violenza e abusi. In Italia è considerato reato di molestie l'azione commessa da "chiunque in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo". Fra le pene previste l'arresto fino a sei mesi o l'ammenda fino a 516 euro. Il catcalling potrebbe rientrare in questa casistica, ma al momento non esiste una legge al riguardo.

Come difendersi

Come ci si difende dalle parole? L'effetto traumatizzante di una violenza verbale ha una ripercussione, questa è la prima rivoluzione di cui prendere coscienza: non è vero che non succede niente. Qualcosa accade, perché anche le parole lasciano una traccia. Feriscono gli sguardi, gli atteggiamenti, i doppi sensi dietro le azioni. Non si tratta di apprezzamenti, complimenti, o tutto ciò che superficialmente si potrebbe tendere a inserire nel grande contenitore del corteggiamento.

È importante fare una distinzione, perché molestia è qualcosa già in partenza differente, in grado di minare profondamente l'equilibrio e costituire una minaccia per il benessere a livello psicofisico. Impariamo a dirlo quando ci sentiamo minacciati, urliamolo forte: il corpo non si tocca, neanche con le parole.

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