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Come si capisce se siamo guarite da un dolore emotivo?

Il dolore emotivo è un evento da non sottovalutare, che per essere superato ha bisogno dei suoi tempi, ma dal quale alla fine si guarisce

Il dolore può assumere diverse forme, c’è quello fisico, spesso visibile, e quello emotivo, molto meno evidente dall’esterno ma in grado di lasciare ferite altrettanto complesse da guarire, che richiedono tempo e indulgenza.

Anche se l’ideale sarebbe ovviamente essere sempre felici, la vita di tutti purtroppo intervalla momenti positivi ad altri negativi, nei quali il dolore emotivo si affaccia fino a prendere il sopravvento.

Questo sentimento può essere scatenato da diversi eventi come la perdita di una persona cara, la fine di un amore, un tradimento, la diagnosi di una malattia, la perdita del lavoro o una delusione di qualunque altro tipo.

Quando ci travolge ci troviamo a fare i conti con la nostra vulnerabilità e se il dolore è talmente devastante da trasformarsi in trauma può farci perdere la stabilità emotiva e psicologica e rendere necessario l’aiuto di un professionista per essere affrontato e superato.

Dopo un periodo intenso però, solitamente il dolore emotivo se ne va per lasciare di nuovo posto alla voglia di vivere e far entrare nella propria esistenza pensieri positivi.

Molto spesso questa rinascita avviene in modo spontaneo e naturale, senza che nemmeno ce ne si renda conto. Tuttavia, esistono piccoli segnali sottovalutati che rappresentano indizi molto attendibili del fatto che siamo guarite da un dolore emotivo. Ecco quali.

Non si pensa più ossessivamente al motivo del dolore

Il dolore emotivo, quando è nella sua fase più acuta, assorbe completamente la nostra mente, diventando una presenza totalizzante. È la prima cosa alla quale si pensa al mattino appena sveglie e l’ultima prima di addormentarsi al sonno e anche nel corso della giornata, pur svolgendo attività diverse o incontrando persone, è sempre in prima linea nella mente e nei pensieri.

Fortunatamente con il passare del tempo la sua presenza si affievolisce e anche quando il trauma è talmente forte da essere divenuto parte integrante di noi, non sempre occupa il posto d’onore.

Uno dei segnali di guarigione più evidente è quindi accorgersi di pensare meno all’evento negativo che ha scatenato il dolore e dato il via al periodo negativo che si sta vivendo.

Liberarsi dal dolore è un cammino lungo ma se ti rendi conto che una volta aperti gli occhi la mattina il pensiero non corre più automaticamente lì puoi dirti sulla strada giusta.

Si riesce a parlare dell’accaduto

Quando si vive una situazione di forte dolore è molto difficile essere lucide in merito ai propri sentimenti, così come all’evento negativo alla base del malessere. Spesso non si riesce a pensare in modo razionale e questo porta anche a sentirsi in difficoltà nel trovare le parole giusto e il distacco emotivo necessario per raccontare l’accaduto.

Quando si guarisce, invece, le cose cambiano leggermente. Pur non sminuendo la portata di ciò che si è verificato, a guarigione avvenuta, ma spesso anche nelle fasi immediatamente precedenti, pensando all’evento traumatico non si è sopraffatte dal dolore e si riesce a parlarne in modo più lucido. Questo ovviamente non significa non provare più alcuna emozione in merito ma essere in grado di vedere le cose nella loro realtà, contestualizzarle e metabolizzarle, almeno in parte. Parlare della propria sofferenza è fondamentale per uscirne ma quando le si vive al massimo della sua potenza è molto difficile riuscirci. Se ti accorgi di essere in grado di esprimerti in merito, seppur a fatica, il peggio dovrebbe essere alle spalle.

Torna la voglia di uscire

Il dolore emotivo è spesso invisibile a un occhio esterno superficiale ma in realtà si manifesta in molti modi piuttosto riconoscibili. Uno di questi è la poca voglia di stare in compagnia e la conseguente esigenza di isolarsi. Anche se la vicinanza della propria famiglia e degli amici in momenti difficili è preziosa quando si soffre la nostra mente mette inconsciamente in atto un meccanismo contrario che porta a distaccarsi da tutti o quasi.

In particolare, a mancare è la voglia di divertirsi e in molti casi l’energia per farlo. Uscire a cena con il partner, a prendere un aperitivo con le amiche o fare una gita fuori porta in compagnia sembrano imprese fuori dalla nostra portata e probabilmente nella fase più acuta del dolore lo sono davvero.

Arriva però un giorno in cui torna, anche in questo caso quasi sempre istintivamente, la voglia di staccare la spina e la mente dalle preoccupazioni e concedersi un momento di distrazione con le persone che riempiono di positività la nostra esistenza.

Riemerge il desiderio di progetti

Il giorno in cui il dolore emotivo entra a far parte della nostra vita, quasi sempre succede un fatto: la mette in stand by. La nostra quotidianità e i progetti per l’immediato o il futuro più lontano vengono congelati, istintivamente e spesso inevitabilmente, schiacciati dall’evento.

Quando si guarisce invece si impara ad accantonare il dolore, a riprendere in mano la propria esistenza e a fare progetti. Non serve correre però, questo è il più difficile dei passi da compiere e probabilmente il segnale che si affaccia più tardi nel processo di guarigione.

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