Fantasticare non è una perdita di tempo, ecco i benefici del “portare la tua mente altrove”

Ma davvero perdersi nei propri pensieri è un'attività senza valore? La psicologia non è d'accordo e qui ci sono tutti i benefici del fantasticare.

Fantasticare, benefici di un'attività che dà la carica

Occhi bene aperti, sguardo perso, un sorriso che ti passa sulle labbra. Intorno hai tante persone, ma non sembra importarti perché hai tutto quello che ti serve proprio lì, nella tua testa. Stai fantasticando su qualcosa che ti piacerebbe vivere o fare, vero? Non c'è niente di male nel lasciarsi andare a qualche fantasia e anzi, la psicologia associa al sogno ad occhi aperti un significato molto importante: quello della ricarica, dell'infusione di energia anche mentale che ti serve per superare un periodo no, ad esempio, o uno in cui si senti stressata.

Gli psicologi da anni si battono nel dire che fantasticare non è una perdita di tempo, soprattutto nei bambini - che proprio con il pensiero finzionale imparano a crescere - ma anche negli adulti. Una ricerca portata avanti ad Harvard pubblicato su Science Daily nel 2018 ha raccontato gli esiti di un esperimento portato avanti su 2200 persone tra i 18 e gli 88 anni: ai partecipanti è stato chiesto di inviarsi messaggi esplicitando il contenuto dei pensieri che avevano avuto nell'arco della giornata. Da questo diario dei pensieri è venuto fuori che il 46,9% del tempo queste persone lo avevano trascorso perdendosi in pensieri per lo più positivi, sogni di esperienze o momenti che avrebbero voluto vivere: una promozione, un viaggio, una fuga su un'isola deserta.

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Distratta? No, produttiva

Spesso l'attività del fantasticare è correlata alla perdita di tempo, alla sfera della distrazione. Sin da bambini ci sentiamo dire di "smetterla di inseguire le farfalle" o di "avere la testa fra le nuvole", intendendo attività che non sono produttive, non danno un vero senso alla giornata. Ma se non fosse così? Una ricerca pubblicata sul Creative Research Journal ha identificato la fase del gioco di finzione, in cui i bambini sognano di essere qualcos'altro, come la più importante per la loro crescita. Che non si esaurisce solo nell'infanzia, ma continua anche da adulti davanti alle grandi sfide quotidiane.

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Quando fantasticare allena la mente

Gli esperti hanno effettuato molti studi sul legame tra sogno ad occhi aperti e produttività e hanno scoperto che non sempre vanno in contrasto. Anzi, fantasticare è un esercizio fondamentale per il cervello umano che, con l'aspettativa che si crea nell'immaginare, si allena quotidianamente ad affrontare problemi e a risolverli. Senza perdere tempo o distraendosi, semplicemente sfruttando le sue risorse in un modo diverso.

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La correlazione tra produttività e sogno ad occhi aperti ha molte evidenze scientifiche: uno studio della Cornell University punta a mostrare come fantasticare dia un'accelerata alle task quotidiane. Ma non solo: un'altra ricerca della Bar-Ilan University ha confermato che la capacità di creare associazioni spontanee tra cose e pensieri diretti anche se finzionali aiuta ad avere un approccio più positivo nei confronti della propria to do list.

C'è modo e modo di fantasticare

Fantasticare non ha solo lati positivi, è vero. Anche se ti dà la carica, ti permette di allontanarti dal mondo e di distrarti quando qualcosa non va, a volte questo bisogno di estraniarsi può prevalere sulla quotidianità e darti qualche piccolo problema. Uno dei sentimenti che potresti provare al "risveglio" è la frustrazione: perché quella cosa che stavi immaginando non si avvererà mai, ad esempio, perché sai che era solo una fantasia.

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Ma non per questo devi smettere di farlo, l'importante è tenere sotto controllo il grado di astrazione e di distrazione in quei momenti. La scienza riporta di casi di fantasticatori compulsivi che non avevano questa skill e neanche l'equilibrio per tornare alla realtà quando necessario. Te lo ricordi il dottor J.D. Dorian (interpretato da Zach Braff) nella serie tv Scrubs? Il personaggio si lasciava andare spesso e volentieri a fantasie che si sovrapponevano alla realtà in modo deciso, spesso confondendole. Nella serie tv a tema medico quei momenti erano l'espediente comico per far ridere il pubblico, nella vita vera però essere invalidante, soprattutto quando il fantasticare diventa patologico. Saper tornare nel qui e nell'ora è fondamentale per godersi il lato benefico del sognare a occhi aperti.

Il potere di andare altrove

Noi esseri umani ci distinguiamo proprio per la nostra capacità anticipatoria, finzionale, per il solo fatto di riuscire a immaginare il futuro. Sembra incredibile, ma ciò che ci rende unici e speciali è proprio questa possibilità - anche se rimane tale - questo poter pensare alle eventualità. Semplicemente immaginandole, anche se sono impossibili. E proprio in questa terra di mezzo che sta nella tua testa si trovano tutti i benefici del fantasticare, che ti aiutano ad andare lontano quando ne hai bisogno e a tornare, con i piedi ben piantati a terra, al momento opportuno.

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