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Zombieing, come sopravvivere a chi decide di ripiombare nella tua vita

A volte ritornano. E a nessuno piace quando succede. Magari, sì, potrà anche fare piacere per i primi cinque minuti, ma risulta evidente che lo zombieing è un fenomeno a cui, nell'era digitale, bisogna imparare a sopravvivere. Un po’ come il ghosting, insomma

Lo zombieing? Partiamo dalle basi. Nell'epoca dei social network e degli smartphone, dove la comunicazione è veloce e tutto funziona su base istantanea, le relazioni sono cambiate da così a così. E non parliamo solo di quelle sociali in generali: parliamo soprattutto di quelle sentimentali, per cui ci sono letteralmente mille neologismi che vengono utilizzati quotidianamente per dare un senso ai comportamenti che, pian piano, si stanno trasformando in prassi nel mondo degli incontri romantici.

Un tempo c'era il ghosting, ovvero quel fenomeno per cui una persona che ti piaceva smetteva di farsi viva di punto in bianco. Scomparsa come un fantasma, puff. Oggi abbiamo un nuovo modo per rimanere deluse dall'umanità – che poi così nuovo non è. Lo zoimbieing è letteralmente il ritorno di coloro su cui hai già messo una pietra sopra, nella speranza che sia ben sigillata e che non facciano qualche trucco alla David Copperfield per uscirne. Insomma, che cos'è questo zombieing e perché potrebbe essere la fonte di stress di cui non ci eravamo ancora rese conto?

Lo zombieing fa male alla salute (di entrambi)

Quando arrivano gli zombie, in generale e nei film, lo fanno per mangiarti il cervello. Quando arriva lo zombieing nella vita reale, significa che qualcuno che era scomparso nel nulla e che ormai avevi dato per smarrito ha deciso di fare ritorno nella tua vita. Un tocco di bassa eleganza che, non ti stupirà sapere, è piuttosto diffuso nell'epoca digitale. Gente che si presenta e mette un like al tuo post quando semplicemente dovrebbe essersi volatilizzata. Gente che ti scrive un messaggio non richiesto di punto in bianco, senza nessun tipo di spiegazione logica.

Ebbene, lo zombieing è un gentile omaggio di chi torna dalla tomba – non in senso proprio letterale, ma quasi. È un neologismo uscito da PrimeMind di Sophia Kercher.

Qui la zampa se anche tu stai vivendo lo zombieing

Non è un fenomeno così sorprendente come ci si aspetta. Molta gente torna sui suoi passi dopo mesi o anni di riflessioni poco ponderate e decide di ripiombare nella tua vita, poco importa che tu sia pronta o meno. Poco importa quali siano i trascorsi, che talvolta non sono per niente piacevoli. Se ti arriva il messaggio improvviso di un ragazzo con cui ti frequentavi qualche mese fa che ti chiede "ciao, come stai?", significa che stai sperimentando lo zombieing sulla tua pelle.

Niente di male, dirai, se la persona in questione non ha lasciato traccia nella tua vita. Ma se un tuo ex, con cui magari hai avuto una relazione complicata, si ripresenta d'un tratto nella tua vita in un momento in cui non sei al top delle tue forze, il problema dello zombieing si palesa da sé. Le persone possono ferirti in maniere che neanche immagini, mantenendo un candore e un'innocenza che talvolta fanno perfino un po’ paura.

Da non confondere con il breadcrumbing

Aggiungiamo un po’ di benzina sul fuoco dello zombieing e parliamo del breadcrumbing, ovvero una tattica indiretta per la quale qualcuno vuole flirtare con te – anche dal lontano passato. Una persona che mette likes a tutti i tuoi post o non si perde nemmeno una stories, magari reagendo con degli emotes senza però mai avviare una conversazione vera e propria.

Si può dare una seconda chance agli zombie?

Partiamo dal presupposto che questa persona, a un certo punto della tua vita, ti ha ghostato oppure ha interrotto ogni comunicazione con te in maniera diretta e schietta. Va bene. Ora questa persona ha fatto zombieing, ovvero si è ripresentata nella tua vita, come i cavoli a merenda, e vuole forse avere una seconda chance. Il senso della questione, e tutto quello che ne deriva, è: vale la pena dare una seconda chance a questi redivivi?

Sono questi gli standard che ti sei data per la tua vita? Se il ritorno dalla tomba in qualche modo ti ha urtata o infastidita, probabilmente dovresti riservare a questo individuo una dose della sua stessa medicina e optare tu stessa per il ghosting. Specie ora che sei molto più in controllo delle tue emozioni per questa persona.

Nel caso però in cui questo zombie dovesse in qualche modo fare breccia nella tua corazza, superando il semplice zombieing per diventare una persona interessante con cui avere spunti di conversazione che ti fanno sentire bene, sei la benvenuta. Se ti senti sicura e non attribuisci il controllo della situazione a queste persone, allora sì, perché no?

L'unica cosa veramente importante di questa faccenda è che non bisogna mai ignorare le red flag. Sì, un'altra parola in inglese, dovrai scusarmi. Le red flag, ovvero le bandiere rosse, sono quei segnali che ti arrivano, diretti o indiretti, dalla comunicazione o dal linguaggio non verbale della persona che hai davanti e che ti fanno pensare che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Può essere una frase, una foto, un like ad un'altra persona, una voce di corridoio. A volte sono elementi di poca importanza: altre volte, invece, sono una tacca sul fucile che dovrai costruirti se vuoi sopravvivere nel mondo del dating moderno. Un fucile che spara agli zombie, beninteso.

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