In questo periodo, un bambino su tre viene portato dal pediatra perché è stanco e svogliato. “Le mamme chiedono sempre un ricostituente per “tirarlo su”” dice Carlo Agostoni, pediatra all’ospedale San Paolo di Milano. “Ma il più delle volte queste cure non servono perché le cause della stanchezza sono altre. Un po’ di astenia, poi, va sempre messa in conto in primavera. L’organismo deve abituarsi gradualmente ai nuovi ritmi luce-buio”. Prima di preoccuparsi, si può rispondere a queste quattro domande.

SEGUE UNA BUONA DIETA?

Alcuni bambini hanno poco ferro. “E, quindi, sono affaticati per colpa di una leggera anemia” spiega il pediatra. “Per rimediare, bisogna mettere in tavola carne rossa due-tre volte a settimana e aumentare il consumo di vitamina C, che favorisce l’assorbimento del ferro. Con i primi caldi, la merenda dolce può essere sostituita da frutta e verdura sotto forma di frullati e centrifughe”. E se il bimbo punta i piedi perché non ha fame? Non importa se non mangia molto a pranzo e a cena. Il pasto fondamentale è il primo della giornata, una bella colazione per partire bene. Il trucco è stuzzicarlo anche con un gelato fiordilatte o un trancio di pizza margherita.

DORME ABBASTANZA?

“Fino ai 10 anni, un ragazzo ha bisogno di dormire dieci, undici ore per notte” spiega l’esperto. “Purtroppo, quasi nessuno rispetta questa regola. Quindi è facile che a primavera, con la stanchezza dell’inverno sulle spalle, il debito di sonno si faccia sentire. E che, al mattino, un bambino non si voglia svegliare. Comunque, basta poco per recuperare: andare a letto un’ora prima del solito. Lo so che è difficile convertire un figlio a questa sana abitudine. Ma almeno si dovrebbe proporgli di schiacciare un pisolino nel pomeriggio, quando si vede che è più stanco”.

È TROPPO IMPEGNATO?

Molti bambini, oggi, hanno un’agenda pomeridiana degna di un manager. Ed è normale che arrivino ad aprile con il fiatone e la voglia di mollare tutto. “Sì, certo, è un peccato rinunciare ora al corso di pianoforte o di nuoto” dice Paola Scalari, psicologa. “Però, l’impegno va ridotto. Si può, perciò, parlare con l’insegnante, spiegargli il problema e decidere insieme una tabella di marcia più leggera”.

STA STUDIANDO MOLTO?

Gli ultimi due mesi di scuola sono i più faticosi. “Si dovrebbe aiutare il bambino a distribuire i compiti durante la settimana” dice l’esperta. “E per tirarlo su sono utili i fiori di Bach, due gocce in un bicchiere d’acqua da bere durante il giorno. Quali usare? Wild Rose se è svogliato, Mimulus se ha paura di non farcela, Clematis se è distratto.