L'ITALIANO PIÙ BRAVO È UNA RAGAZZAJenny Lavarda è uno dei più grandi talenti dell’arrampicata

L’ITALIANO PIÙ BRAVO È UNA RAGAZZA

Jenny Lavarda è uno dei più grandi talenti dell’arrampicata che l’Italia abbia mai avuto. A dimostrazione che il free climbing non è uno sport per soli uomini.

Ha 31 anni, ha preso parecchie medaglie in Coppa del Mondo ed è stata 26 volte campionessa italiana nelle 6 specialità: l’arrampicata tradizionale, il bouldering (l’arrampicata sui massi), l’ascesa senza corde, il lead (la salita con la corda dal basso), la velocità (dove conta il tempo) e la combinata.

(Immagine indicativa)

Con l'arrampicata si può iniziare a qualsiasi età

L’arrampicata non è uno sport solo per giovanissimi, basta essere in buona salute. «È l’ideale per rimanere tonica non solo fisicamente, perché usi dal primo all’ultimo muscolo, ma anche mentalmente, perché devi sempre cercare la soluzione che ti permetta di fare meno fatica» commenta la campionessa.

«È uno sport che mi sento di consigliare a tutte, anche alle over 50 più attive, visto che l’unico requisito davvero importante per iniziare è avere un buon tono muscolare» aggiunge la dottoressa Bauer.

Il free climbing non è uno sport pericoloso

«Gli incidenti accadono soprattutto per distrazione o per aver sottovalutato elementi fondamentali della sicurezza» spiega la campionessa. «Perché nessuno si arrampica senza aver seguito almeno due, tre lezioni di teoria. Imparare a usare l’attrezzatura è fondamentale. Per esempio, per capire come funzionano i “freni”, come si dà corda al compagno, come si bloccano i moschettoni».

Insomma, in questo sport non ci si improvvisa. Solo così non si rischia mai. «L’unico problema possono essere le vertigini, ma basta imparare a guardare sempre avanti, cioè in alto. Questo aiuta, oltre a non sbilanciarti, a imparare a cercare la via migliore. In parete, infatti, conta molto l’aspetto mentale, ovvero la concentrazione per scovare gli appigli giusti».

L'arrampicata è piacevole anche d’inverno

Il modo migliore per scoprire questo sport è farlo in palestra.

«Il mio consiglio è proprio quello di provare prima indoor. Esistono centri ad hoc, dove le pareti sono attrezzate con appigli che simulano la roccia naturale. «Il vantaggio è che qui ognuno trova vie di difficoltà diversa, in base alle proprie capacità. E può imparare la tecnica in un ambiente protetto, rassicurante e con l’aiuto di un istruttore» conclude Jenny Lavarda. In attesa che arrivi la primavera e ci si possa arrampicare all’aperto.