Imparo a cucinare con gli avanzi

I gambi degli asparagi, le foglie dei carciofi, la polpa avanzata dalle spremute. Quando si ha poco tempo, si buttano via. Eppure sono scarti preziosi, ricchi di sostanze: perché gettarli nella pattumiera aumentando così la quantità di rifiuti (ne produciamo a testa 1,5 kg al giorno e il 20 per cento è di tipo  alimentare)?  Si possono, con calma, riutilizzare per preparare piatti gustosi come dimostra il libro La cucina a impatto (quasi) zero di Lisa Casali e Tommaso Fara (Gribaudo, 22 euro). Fra le ricette, i bauletti di lattuga, le ecochips e la carbonara di pollo. La base di ogni piatto è uno scarto, gli altri ingredienti necessari sono quelli che si trovano comunemente in cucina.

Niente carne per il pranzo e la cena verdure legumi e cereali

Vi ricordate la piramide alimentare? Venne diffusa quasi vent’anni fa dal Dipartimento dell’agricoltura americano ed è stata efficace nel suggerire come mangiare sano ed equilibrato.  Alla base stanno frutta e ortaggi a volontà. Poi, pane, pasta, riso, patate e legumi. Verso la punta, invece, troviamo la carne rossa, i formaggi e i dolci, cioè quegli alimenti che vanno consumati con più moderazione. Ora la piramide si dimostra valida anche sotto l’aspetto ambientale, come hanno dimostrato le ricerche del Barilla Center for Food & Nutrition. In pratica, gli alimenti di origine vegetale hanno un minor impatto con l’ambiente quanto a gas ed effetto serra (Carbon footprint), consumo idrico (Water footprint) e uso del territorio (Ecological footprint). Quindi, chi si nutre seguendo la dieta mediterranea (caratterizzata per lo più dal consumo di carboidrati, frutta e verdura) immette nell’atmosfera circa 2,2 kg di CO2 e consuma virtualmente 1500-2.600 litri d’acqua al giorno contro i 5,4 kg di e i 4.000- 5.400 litri di chi segue una alimentazione in cui prevalgono la carne e i cibi ad alta concentrazione di zuccheri e grassi.

Nela foto, arredi e accessori in cartone riciclato realizzati da A4Adesign per il cocktail del FAI in occasione della mostra “La Mano del Grafico”.

Raccolta differenziata

Raccolta differenziata

La produzione di una tonnellata di carta richiede: 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7.600 kwh di elettricità. L’equivalente in carta riciclata? Nessun albero, 1.800 litri d’acqua e 2.700 kwh. Bastano questi numeri per capire perché è importante dividere i rifiuti. Ma occorre farlo bene. Per esempio, posate e bicchieri di plastica vanno nell’indifferenziato, il polistirolo con la plastica e le lattine nel bidone del vetro. Se ci sono dubbi: www.differenziata.org  

Se si vede un elettrodomestico abbandonato per strada, si può scattare una foto e inviarla a www.raeereporter. it: il consorzio Ecodom lo segnalerà perché venga ritirato.

Vado in bicicletta e faccio le scale

Se durante la settimana non potete farne a meno, sabato e domenica provate a rinunciare all’auto, così l’unico consumo sarà quello calorico. Si bruceranno dunque, rispettivamente, 300 e 380 calorie ogni ora andando a piedi o pedalando,  150 ogni 10 minuti in cui si salgono le scale. Tutto questo grazie ai muscoli che, per procurarsi l’energia necessaria, bruciano alcuni zuccheri, grassi o proteine, a seconda dell’intensità dello sforzo.  È vero, così si crea anche dell’anidride  carbonica, ma in dosi infinitesimali rispetto a quella emessa dai mezzi di trasporto.  Anche l’auto più eco-friendly, infatti, non produce mai meno di 87 g di CO2 ogni chilometro fatto.

Tornare a casa con un mazzo di rose fa subito festa. È un bel regalo per noi, per i nostri occhi e per il buonumore. Nelle 48 ore a impatto zero, però, anche questo gesto acquista un valore speciale. La maggior parte dei fiori arriva da lontano, ma ora c’è una novità. A Euroflora, l’importante rassegna che si è svolta a Genova la scorsa primavera, è stato presentato il marchio fiore giusto, che recepisce gli standard della certificazione internazionale FFP (fair flowers fair plants). In pratica, chi compra un fiore con quel marchio acquista un prodotto coltivato nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori  ([email protected]). Siamo solo all’inizio, ma anche per i fiori il marchio in futuro farà la differenza.

Pochi lo sanno, ma i giornali che si buttano possono diventare un fertilizzante per le piante. Basta tagliare la carta in piccole strisce e metterla nel contenitore del compostaggio: grazie all’azione dei microrganismi che degradano la cellulosa,  presente nella carta, il compost si arricchirà di carbonio.  Unica avvertenza: non si può utilizzare la carta patinata che, oltre alla cellulosa, contiene anche dei collanti.

Creare nuovi oggetti con la carta

Quante cose si possono fare con la carta? Tantissime. Per esempio non gettate la carta stampata in A4. Potete utilizzare il lato pulito per creare un blocco come quello qui a fianco (4,80 euro). Si compra la copertina e si infilano negli anelli i fogli. La proposta è del negozio la Zacca (in giapponese “piccoli oggetti”) e la carta disegnata è quella washi della tradizione giapponese. Ci sono poi i rotoli di carta adesiva, perfetti per decorare biglietti o appendere post it (2,70 euro l’uno). Kon Mayumi ha aperto il suo negozio perché ama l’artigianato italiano e vuole proporre quello giapponese nell’ottica dello spirito “Mottainai” , cioè del rispetto della vita degli oggetti, per cui non si butta via facilmente qualcosa (via Conchetta 17, Milano, tel. 0245486886, www.lazacca.com).