Con l’arrivo della menopausa le donne devono essere più attente alla salute del cuore e del sistema cardiovascolare. Ma non c’è solo la pillola per la pressione. «Quello che dico sempre alle mie pazienti, è che al giro di boa bisognerebbe arrivare preparate, per far sì che non diventi una condanna, ma un’opportunità» dice la dottoressa Serenella Castelvecchio, cardiologa e responsabile del Programma di Medicina di genere presso l’IRCCS Policlinico San Donato. Primo passo, il peso e, soprattutto, la massa muscolare. «Se guardo alla media delle pazienti che arrivano oggi al nostro centro, dovrebbero entrare in menopausa con 5 kg in meno di massa grassa e 3 kg in più di massa muscolare, proprio per limitare gli scompensi cardiaci che il passaggio può provocare al nostro organismo» racconta l’esperta.

L’attività fisica agisce su metabolismo e colesterolo alto

Basta ricominciare proprio da qui, dall’attività fisica. «Oggi se una donna ha il colesterolo alto, in molti casi purtroppo ci si limita a prescrivere una statina. Invece a seconda della situazione, potrebbe essere sufficiente modificare le abitudini, magari solo aggiungendo movimento per riattivare un metabolismo pigro, far scendere i livelli di colesterolo cattivo ed evitare il farmaco» continua la dottoressa Castelvecchio. «Muoversi di più non significa seguire la moda del momento e iniziare a giocare a padel a 50 anni, se non si è mai fatto sport. L’American Heart association consiglia 75 minuti di attività fisica intensa a settimana, oppure 150 di attività moderata. Sa a conti fatti che cosa significa? Che si possono raggiungere ottimi risultati semplicemente con una camminata veloce per poco più di 20 minuti al giorno. È sufficiente fare in modo che la frequenza cardiaca arrivi a 110-115 battiti al minuto, un valore facilmente misurabile con un comune frequenzimetro. Tra l’altro, è anche il tipo di attività che con questo ritmo del battito permette di bruciare più calorie e far salire il colesterolo buono. Camminare annoia? Anche un corso di ballo va bene, l’importante è che sia un’attività che piace e gratifica, perché tutto funziona se praticato con costanza».

La sera no all’alcol sì a cenare presto

Un’altra regola d’oro è limitare gli alcolici, specie quelli di un certo tipo. Se sei una addicted del bicchiere di vino bianco a cena, conceditelo con moderazione. «Le “bollicine” alla sera hanno un effetto negativo sul ritmo cardiaco, possono dare tachicardia notturna, fenomeno che può innescare persino aritmie più complesse, come la fibrillazione atriale. Non a caso i vecchi clinici chiamavano la fibrillazione il “cuore della festa”» prosegue la cardiologa. E l’alimentazione? Il consiglio di una dieta varia e bilanciata, valido per tutte le età, si rafforza in questa fase. «Ovviamente meglio prediligere carne bianca, pesce e legumi. E attente all’orologio: la sera si cena presto, l’orario ideale è intorno alle 19.30, perché la qualità del sonno è importantissima per il cuore» risponde la dottoressa. Basta così? «No. Va data molta attenzione alla glicemia, limitando al massimo gli zuccheri semplici. Quando pensiamo al cuore, per lo più ci concentriamo ancora solo su grassi e colesterolo, ignorando che un livello alto di zuccheri nel sangue può danneggiare i vasi sanguigni, fino a favorirne l’occlusione parziale». Allora iniziamo da oggi, magari con un piccolo gesto. Come eliminare il cucchiaino di zucchero dalla tazzina di caffè.

Se il cuore batte forte serve un controllo

All’improvviso, e senza motivo, il cuore inizia a galoppare. Sono le palpitazioni, comuni in menopausa, ma da tenere d’occhio in certi casi. «Molto dipende dalla frequenza» dice la dottoressa Castelvecchio. «Una cosa è avvertire questa sensazione poche volte al giorno, altro è se le palpitazioni sono continue. Se poi i battiti sono irregolari, potremmo essere in presenza di extrasistole, una condizione da indagare, specie se si è ipertesi, perché può essere spia di un malfunzionamento cardiaco. Si procede con un monitoraggio di 24 ore per individuarne la causa». Anche la “fame d’aria”, che a volte proviamo dopo gli sforzi, e che si può contrastare con l’attività fisica, non va confusa con la dispnea, una respirazione difficile che è sintomo di un problema più importante.

4 domande per far pompare bene il cuore

La tiroide è un po’ la “regista” del nostro benessere: regola gli ormoni, la fertilità, l’umore, e ha un ruolo importante, anzi, di primo piano, anche nella salute del cuore. È il motivo per cui, arrivate al traguardo dei 50, non dovremmo dimenticarci di lei. «La funzionalità tiroidea serve per mantenere adeguati i livelli di tutti i nostri valori, e regola la forza contrattile dei muscoli, compreso quello cardiaco» spiega il professor Alessandro Marugo, endocrinologo e responsabile del Centro Tiroide presso l’IRCCS Policlinico San Donato. «Se non fa il suo lavoro, il cuore pompa meno, gli organi ricevono meno ossigeno e tutto l’organismo ne risente».

Cosa succede in menopausa?

«La diminuzione degli ormoni sessuali femminili provoca un’alterazione della concentrazione di ormoni tiroidei, e anche in questo caso la tiroide potrebbe subire scompensi, con effetti diretti sul cuore».

Come ci si rende conto che la tiroide lavora male?

«Il rischio più comune è l’ipotiroidismo. I sintomi sono stanchezza, affaticabilità, tendenza a ingrassare, mani più fredde e riduzione della circolazione, perdita di capelli, unghie fragili e pelle secca».

Quali esami consiglia per i 50 anni?

«Un’analisi del sangue per controllare i valori FT3, FT4, e TSH, che indicano gli ormoni tiroidei, in seconda battuta lo specialista interpreta i valori ed effettua un’ecografia della tiroide per valutare la morfologia».

Come si interviene se qualcosa non va?

«Se il valore del TSH è molto alto, va assunto l’ormone, negli altri casi sono sufficienti integratori che servono a stimolare la tiroide a produrlo. Basta poco per stare meglio».