Inchiostri per tatuaggi pericolosi

Allarme tattoo. Gli inchiostri per i tatuaggi, dal momento che vengono iniettati sottopelle e i loro ingredienti possono quindi viaggiare nel corpo, sono a rischio di infezioni batteriche, allergie ed effetti tossici, senza escludere l'eventualità di tumori. Per questo “dovrebbero almeno rispondere agli stessi standard di sicurezza dei prodotti cosmetici". Anzi di più: "Sarebbe preferibile che fossero sicuri come i farmaci”. E' l'appello rivolto all'Unione europea dai dermatologi riuniti a Parigi per il 27esimo Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (Eadv). A fronte di quella che gli esperti definiscono "tattoo-mania", infatti, "i requisiti e i paletti europei sulla composizione degli inchiostri per tatuaggi e make-up permanenti non sono ancora sufficienti per garantirne la sicurezza".
 
Nei Paesi occidentali i tatuaggi sono diventati "una tendenza dominante", osservano gli specialisti: circa il 10% della popolazione ne ha almeno uno e fra i giovani la quota di tatuati arriva a un terzo o un quarto. E dopo la seduta dal body artist, "2 persone su 3 riportano qualche effetto collaterale". Dalla reazione ai raggi solari a manifestazioni allergiche o infettive. E "benché non siano ancora disponibili abbastanza studi epidemiologici – avvertono i dermatologi – anche il pericolo di cancro deve essere considerato".
Attraverso la risoluzione ResAp 2008, il Consiglio d'Europa ha stabilito regole di sicurezza, ricordano gli esperti, focalizzate sulle norme igieniche per prevenire le infezioni. Ciononostante, ammoniscono i dermatologi, "i tatuaggi non sono privi di rischi. La qualità e la sterilità degli inchiostri utilizzati, che in genere non sono controllati, rappresentano ancora un motivo di preoccupazione". Da uno studio danese, per esempio, è emerso che su 500 nuovi colori il 10% è contaminato da batteri: stafilococchi, streptococchi, pseudomonas, enterococchi, escherichia coli e simili. E i più vulnerabili sono le persone a rischio come cardiopatici, diabetici e pazienti con basse difese immunitarie.
 
Pigmenti, additivi, tracce di metalli pesanti, impurità pericolose, residui del processo produttivo. Gli inchiostri per tattoo contengono un cocktail di sostanze insidiose, compresi "coloranti che possono rilasciare composti potenzialmente cancerogeni. In molti casi, inoltre – proseguono i dermatologi europei – ingredienti e sostanze chimiche non sono chiaramente etichettati; il mercato è poco controllato; alcuni pigmenti non sono elencati dal Scientific Committee for Consumer Products (Sccp), organismo della Commissione europea, né ammessi nei cosmetici. Infine, su Internet possono essere facilmente acquistati prodotti illegali e contraffatti di scarsa qualità".
 
Su richiesta della Commissione europea, la European Chemical Agency (Echa) ha preparato due proposte per migliorare la composizione degli inchiostri per tatuaggi, che saranno ora sottomesse a consultazione pubblica e all'esame degli Stati membri, con pubblicazione finale attesa entro fine 2018. "Sfortunatamente – spiega Christa De Cuyper, membro del board Eadv – quanto predisposto è ancora insufficiente a garantire tatuaggi al sicuro da ogni rischio di tossicità e cancerogenicità.
Per eliminare sostanze cancerogene e limitare effetti collaterali a lungo termine, servono misure rigorose e limiti di sicurezza ben definiti attraverso appropriati metodi analitici, ma le proposte dell'Echa non forniscono adeguate soluzioni per centrare questi obiettivi"
Gli specialisti auspicano quindi la stesura di "una lista di prodotti sicuri", inchiostri "col bollino" che "dovrebbero essere testati per tossicità, fototossicità, diffusione di sostanze e cancerogenicità".
Progressi in materia di igiene sono stati fatti, precisano comunque gli esperti. Lo European Committee for Standardization ha definito proprio quest'anno degli standard che saranno pubblicati entro fine anno. Norme di buona pratica, regole per strumenti sicuri, requisiti organizzativi, infrastrutturali e per il training dei tatuatori.
Nuovi paletti che saranno discussi durante il meeting parigino, in occasione di un incontro tra dermatologi e guru del body painting