In un mondo dominato da notifiche, schermi, informazioni e stimoli visivi, vedere bene non significa soltanto leggere da vicino o da lontano, riconoscere un volto o vedere un’auto in arrivo. Significa interpretare rapidamente ciò che ci circonda, mantenere la concentrazione e passare con naturalezza da un’attività all’altra, senza affaticare la vista o avvertire fastidi. Ecco perché è importante sapere che non tutte le lenti per occhiali sono progettate allo stesso modo.

Lenti evolute

Dietro una lente c’è molta più scienza di quanto immaginiamo. Le lenti da vista nascono da un delicato equilibrio tra fisica, ottica, matematica e, oggi, neuroscienze. Da anni la ricerca si concentra su un obiettivo: ridurre al minimo le inevitabili distorsioni ottiche, collocandole nelle zone meno utilizzate durante la visione.

Grazie all’analisi dei comportamenti visivi reali, oggi è possibile sapere dove guardiamo più spesso, per quanto tempo e con quali movimenti oculari. È da queste informazioni che nasce il concetto di lente evoluta.

Dal comportamento degli occhi a milioni di dati reali

Negli ultimi anni ZEISS ha ampliato la propria ricerca sul comportamento visivo umano. Attraverso studi internazionali e tecnologie avanzate di eye tracking, l’azienda ha analizzato milioni di dati sui movimenti oculari durante il lavoro al computer, l’uso dello smartphone, la guida, la lettura e il tempo libero. Anche quando le attività vengono svolte contemporaneamente.

Queste informazioni sono state elaborate da modelli matematici per identificare le aree della lente più utilizzate e ottimizzarne la nitidezza nei punti sui quali si concentra maggiormente lo sguardo.

La nuova frontiera: studiare (anche) il cervello

Per oltre un secolo la ricerca sulle lenti si è concentrata su come l’occhio riceve la luce. Oggi sappiamo che la visione è un processo più complesso: gli occhi raccolgono le informazioni, ma è il cervello che le interpreta, attribuendo loro significato.

Quando un’immagine è nitida, il cervello può elaborarla rapidamente. Quando invece alcune informazioni visive risultano meno chiare, deve impiegare maggiori risorse per ricostruire e interpretare ciò che vede. È ciò che gli scienziati definiscono carico cognitivo, cioè lo sforzo mentale necessario per elaborare le informazioni e portare a termine un compito. Una visione non nitida può aggiungere una quota di lavoro evitabile: ridurla può fare la differenza, soprattutto in una realtà già ricca di stimoli.

Lo studio che ha aperto una nuova strada

Per verificare questa ipotesi, lo ZEISS Vision Science Lab di Tubinga ha condotto, in collaborazione con l’Università di Bologna, alcuni studi pionieristici utilizzando l’elettroencefalogramma, una tecnologia non invasiva che misura l’attività elettrica cerebrale.

Per la prima volta è stato possibile osservare in modo oggettivo come la sfocatura influenzi il lavoro del cervello. I partecipanti hanno svolto compiti di precisione visuo-motoria in condizioni di visione nitida e di visione intenzionalmente sfocata. I risultati hanno evidenziato un aumento significativo dell’attività cerebrale associata al carico cognitivo quando la visione risultava meno definita.

In parallelo, il punteggio soggettivo di carico cognitivo misurato con il questionario NASA-TLX è aumentato mediamente del 128% in presenza di sfocatura. Lo studio ha quindi dimostrato che la qualità della visione non influisce soltanto sugli occhi, ma anche sulla quantità di lavoro richiesta al cervello.

Quando l’innovazione ottica incontra le neuroscienze

Partendo da queste evidenze, ZEISS ha sviluppato NeurOptix, la tecnologia integrata nelle nuove lenti ZEISS ClearMind, che rappresenta un’evoluzione del tradizionale approccio alla progettazione ottica.

Il cambio di prospettiva introdotto dalle neuroscienze consiste nel collocare le distorsioni non soltanto dove lo sguardo passa meno frequentemente, ma anche dove possono incidere meno sul lavoro del cervello. Perché vedere chiaro significa anche lasciare più spazio a ciò che conta davvero: pensare, concentrarsi e vivere con maggiore serenità.