Mantenersi in movimento, anche con una semplice passeggiata quotidiana, può fare una grande differenza per la salute. Un’ampia ricerca internazionale ha dimostrato che percorrere circa 7mila passi al giorno è associato a una riduzione significativa del rischio di numerose malattie croniche e di mortalità generale.

Lo studio sulle malattie cardiache

La ricerca, pubblicata su The Lancet Public Health, ha preso in considerazione i dati di oltre 160mila adulti provenienti da diversi Paesi. Gli studiosi hanno confrontato l’incidenza di patologie in persone con diversi livelli di attività fisica, rilevando che coloro che camminano quotidianamente per almeno 7mila passi hanno meno probabilità di soffrire di malattie cardiache, depressione, demenza, cancro e diabete.

L’incidenza di 7mila passi sulla salute

I numeri parlano chiaro. Secondo quanto emerso, la probabilità di sviluppare disturbi cardiovascolari si riduce del 25%, mentre il rischio di demenza cala del 38%. I casi di depressione diminuiscono del 22%, il diabete di tipo 2 si abbassa del 14%, e la mortalità generale si riduce quasi della metà. Anche il rischio di cadute accidentali si riduce sensibilmente.

Anche 4mila passi sono sufficienti

Lo studio non si è limitato a considerare solo il traguardo dei 7mila passi. Gli autori hanno osservato che anche percorrerne circa 4mila al giorno comporta benefici rispetto a uno stile di vita troppo sedentario. In particolare, per chi supera i 7mila passi, i vantaggi per la salute cardiovascolare continuano a crescere, mentre per altre condizioni, come il cancro o la depressione, i miglioramenti tendono a stabilizzarsi attorno a quel numero. Un altro aspetto importante emerso dallo studio riguarda l’accessibilità di questo obiettivo. Rispetto al classico consiglio dei 10mila passi al giorno, considerato spesso troppo ambizioso da chi ha una vita meno attiva, il traguardo dei 7mila passi risulta più raggiungibile per molte persone. E questo potrebbe rappresentare un incentivo più efficace per incoraggiare la popolazione a muoversi di più.

Il conteggio dei passi

Secondo l’analisi condotta, raggiungere questo livello di attività quotidiana è una strategia utile e concreta per prevenire una vasta gamma di patologie. Il conteggio dei passi, facilmente monitorabile attraverso dispositivi tecnologici o semplicemente prestando attenzione alla propria routine, può diventare uno strumento prezioso per la promozione della salute pubblica. I ricercatori sottolineano che non è necessario praticare attività sportive intense o iscriversi in palestra per trarre vantaggi significativi. Anche azioni quotidiane come camminare per andare al lavoro, spostarsi a piedi per fare la spesa, dedicarsi al giardinaggio o svolgere faccende domestiche contribuiscono a mantenere attivo il corpo.

I benefici cambiano in base all’età

Naturalmente, i benefici possono variare in base all’età, alle condizioni di salute di partenza e allo stile di vita individuale. Per alcune persone, come gli anziani o chi convive con patologie croniche, raggiungere 7mila passi può essere più impegnativo. In questi casi, anche un numero inferiore di passi, se mantenuto con regolarità, rappresenta comunque un passo nella giusta direzione.

Oltre l’aspetto fisico

Lo studio evidenzia, inoltre, come il legame tra movimento e benessere si estenda oltre l’aspetto fisico. L’attività fisica, anche moderata, influisce positivamente sul tono dell’umore e sulle capacità cognitive, rappresentando un valido supporto anche nella prevenzione di malattie neurologiche.

I limiti dello studio sui passi

Nonostante i risultati promettenti, i ricercatori riconoscono alcuni limiti nell’analisi. Per condizioni come il cancro e la demenza, la quantità di dati disponibili è inferiore rispetto ad altre patologie, il che rende le conclusioni meno definitive. Inoltre, non tutti gli studi considerati hanno tenuto conto di variabili come età avanzata o fragilità, che possono influenzare i risultati. Tuttavia, l’ampiezza del campione analizzato e la varietà degli esiti valutati conferiscono a questa ricerca un’importanza notevole. Con 57 studi e oltre 30 meta-analisi esaminate, si tratta di una delle revisioni più complete sul tema.