Frutta secca in cucina: dove la metto, come la uso?

Le mandorle
Si mangiano, sgusciate e spellate, fresche o tostate come snack, ma anche in piatti dolci e salati.
Quelle comunemente consumate sono dolci e morbide, ma esiste anche la varietà amara, che in piccole dosi, viene usata in pasticceria e nella preparazione di liquori.
Quando si degustano, bisogna fare attenzione al profumo fruttato e apprezzare la croccantezza e il sapore che richiama il pane appena sfornato e spalmato di burro.
Si sposano con formaggi teneri e saporiti, come il pecorino fresco, e con il miele millefiori. In cucina Si usano per marzapane, orzata e latte di mandorle; oppure, glassate o affumicate, come snack: Buonissime se tostate nel forno insieme a del sale grosso.
Potete abbinarle rossi amabili o vini con aroma dolce, quali l'Uva di Troia e il Moscato di Trani.
In Italia la varietà più pregiata di mandorle proviene dalla Sicilia; è la Pizzuta di Avola, piatta e di forma ovoidale regolare, usata per fare i confetti di qualità.
Se vuoi curiosare nel nostro ricettario, abbiamo tantissime proposte con le mandorle.

Pinoli
Sono i semi del pino. Bianchi, teneri e leggermente resinosi, sono usati in molte ricette regionali.
Nella cucina ligure, ma anche in quella siciliana, si ritrovano in molti piatti. Se li acquistate confezionati, prendetene in piccole quantità. Se invece li raccogliete voi - con una buona dose di pazienza - ricordatevi di toglierli dal guscio solo al momento di utilizzarli. Soffrono il caldo e l'umido, quindi, se li conservate da molti mesi" a meno che non fossero in frigorifero" accertarvi che non siano irranciditi o che non siano stati attaccati da ospiti indesiderati.
Tra la frutta secca sono certamente i più versatili in cucina, grazie al sapore delicato ma non invadente, dolce e oleoso. Ne basta una manciata per arricchire la struttura del pesto genovese, per dare aroma alle teglie di patate o a certi piatti mediterranei dal sapore un po' orientale. Nel Meridione d'Italia, in effetti, il pinolo è un po' come il prezzemolo: spunta dappertutto; sarà, probabilmente, perché il papà dei pinoli "il Pinus pinea, chiamato anche pino d'Italia" è originario di quelle contrade. Vuoi scoprire in quante ricette li trovi? Guarda nel nostro ricettario.

Le noci
Le noci comuni sono disponibili tutto l'anno. Solo per un breve periodo, all'inizio dell'autunno, però, si trovano quelle fresche, deliziose, cui si può levare la sottile pellicina interna.
Le noci sono da acquistare preferibilmente con il guscio, non sbiancate e non trattate con sostanze chimiche, soprattutto se si consumano come frutto, tra le qualità più apprezzate sono quelle di Sorrento. Puoi anche acquistare i gherigli già sgusciate. Vanno conservate in luogo fresco e asciutto, mettendole dentro un sacchetto di carta o di stoffa oppure in un cestino.
Con il mallo delle noci non ancora mature si produce in vari luoghi d'Italia un liquore antico dalle proprietà digestive: il nocino, ma l'uso in cucina e in pasticceria è molto più ampio: dalle torte al pane, dalle insalate ai biscotti, ma anche dalle confetture ai primi e ai secondi, insomma a 360°!
Se vuoi divertirti, scopri tutte le nostre ricette e vai al nostro ricettario!

Le nocciole
Le nocciole hanno un guscio molto resistente che protegge un "cuore" saporito consistente e assai aromatico, maturano alla fine dell'estate come la maggior parte dei frutti secchi e tra le varietà migliori c'è la "tonda gentile delle Langhe", e la "tonda di Giffoni", particolarmente adatte a guarnire torte e creme. Le nocciole vanno conservate in un luogo fresco e asciutto, così si mantengono bene anche per un anno. Se ne avete acquistate o raccolte in abbondanza, sgusciatele e conservatele in freezer per 3-4 mesi.
Hanno mille applicazioni in pasticceria, ma si sposano, come le noci, con mille ingredienti e su tutte le portate: dagli antipasti ai formaggi, passando dagli arrosti e ovviamente arrivare ai gelati!
Prova a cercare tutte le nostre proposte con le nocciole nel nostro ricettario.

Pistacchi
Il pistacchio in Italia è sinonimo di Sicilia. È in questa regione, infatti, che crescono i migliori pistacchi d'Europa, quelli di Bronte (Presidio Slow Food), inconfondibili per il colore verde smeraldo brillante e il profumo intenso. In commercio si trovano in genere pistacchi turchi, meno pregiati, dalla pasta di colore giallognolo in più punti e molto meno profumati. Oltre che tostati o ridotti in pasta, per gelati e dolci, i pistacchi, con guscio o senza, sono conservati allo stato naturale sottovuoto o in frigorifero.
Degustandoli vi accorgerete della dolcezza marcata già dall'aroma, ma non fatevi sfuggire, la punta di salinità e il retrogusto biscottato. Sono da provare a scaglie con formaggi stagionati, come il pecorino, o in mousse di frutta. Si impiegano in dolci e insaccati; nel pesto, con olio, pepe e aromi, nella carne in umido e nel pesce grigliato. Gli abbinamenti migliori ai vini sono: con i dolci, i passiti dell'isola e, con le preparazioni salate, l'Etna, un rosso frizzante. Vuoi trovare la tua ricetta preferita con i pistacchi? Cerca nel nostro ricettario.

Le arachidi
La famosa nocciolina americana, da noi detta anche "spagnoletta" in realtà ha origini sudamericane, anche se le colture sono ripartite bene anche nel territorio italiano. All'acquisto non devono avere buchi nella buccia, infatti è sempre meglio preferire quelle confezionate alle sfuse. La trasformazione in olio è stata probabilmente l'applicazione più conosciuta, ma questo non l'ha certo tolta dalle nostre tavola delle feste, insieme al resto della frutta secca.
Il seme è ricoperto da un guscio morbido, ma le arachidi si trovano anche spellate, tostate e salate: in questo caso si consumano come snack, mentre in cucina possono essere un ottimo ingrediente per molte ricette della cucina etnica, in particolare quelle asiatiche.
Se vuoi scoprire le nostre ricette con le arachidi cerca nel nostro ricettario.

Gli anacardi
Gli anacardi sono i semi dell'anacardio, che è un albero da frutta tropicale originario dell'Amazzonia.I semi nel guscio vengono quindi tostati e poi sguasciati, operazione fatta per lo più a mano. Il frutto viene poi scottato per facilitare la rimozione della leggera pellicola scura che lo ricopre. È un tipo di frutta secca che irrancidiscono in fretta, quindi è bene conservarla sottovuoto e non lasciarla per lungo tempo esposti all'aria.
Gli anacardi non sono molto diffusi in Italia, l'India e l'Africa orientale ne sono i maggiori produttori. Possono essere consumati al naturale, solo tostati o tostati e salati, oppure possono essere utilizzati nei piatti della cucina orientale, come il classico pollo agli anacardi della cucina cinese e tailandese, ma anche abbinati ad un'insalata ricca.
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