365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

LA CASA INTATTA
DI MARTINE
E CLAUDE

21 Settembre 2016
Per puro caso, durante il mio primo giorno di lavoro ad Amatrice, entro in contatto con una coppia di franco-belgi che vive su queste montagne da anni: Martine e Claude. Lei risponde al telefono in un italiano stentato, poi passa la cornetta a Claude, proseguiamo in francese: «Venga… venga pure a stare da noi… la nostra casa è intatta…». ​
01-Belgi
​Saranno una specie di famiglia adottiva per tutta la durata del mio soggiorno, con quell’attitudine alla solidarietà che emerge incondizionata nelle situazioni di emergenza. È una cosa che mi ha sempre affascinato, dopo un terremoto, come in guerra. Così mi trasferisco nell’appartamento al piano terra della loro villetta integra, perfetta, inalterata perfino nei soprammobili, un’oasi immersa in un contesto di distruzione e precarietà. Con loro ripercorro le immagini che ho scattato nel centro di Amatrice. Il computer è sul tavolo, accanto a una bottiglia di vino rosso. Claude e Martine si avvicinano allo schermo ed è come se stessero guardano un luogo che non hanno mai visto…
02-Belgi
La casa di Martine e Claude si trova in una delle frazioni del comune di Amatrice. Piccoli gruppi di case, a volte solo 3 o 4, arroccate sulle montagne lungo la direttrice che porta ad Accumoli. Tante frazioni sono rimaste isolate, nelle ore immediatamente successive al terremoto, per il crollo degli edifici costruiti a ridosso dell’unica strada che le collega.
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