365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

«HO SFIDATO
LE SCOSSE PER
ANDARE AL CIMITERO»

5 novembre 2016

MICHELINA È FRA I PRIMI A SVEGLIARSI.


VIVE ALL'ALBERGO RELAX, A SAN BENEDETTO DEL TRONTO,

come molti degli sfollati di Accumoli. Nella hall, alle 6, la trovo già ben pettinata, con uno scialle. Mi sorride, oggi per lei è un giorno speciale. Michelina ha 66 anni, è vedova e suo figlio Alfredo ha promesso di accompagnarla su, al cimitero. «Con le scosse forti di settimana scorsa è crollato tutto. E io voglio controllare che la tomba di mio marito sia a posto! Anche se me dice che sta a posto io voglio vedere».

Alfredo faceva il muratore, come suo padre. I suoi bisnonni sono stati fra i fondatori di Accumoli. Ora collabora con il Comune come volontario. Saliamo in macchina.

Sulla Salaria Michelina guarda da dietro il finestrino verso il paese: «Ora non ce fanno passà. Se no ti facevo vedere che posto bello era dove stavamo noi: io c’avevo una casetta staccata dalle altre, di qua un orticello e di là una strada. C’avevo tutto il sole davanti che guardava Pizzo e io vedevo tutto. Se nevicava, me mettevo sul tavolo da pranzo e guardavo la montagna. Era uno spettacolo. Sono venute delle persone di fuori e mi dicevano: Michelina, tu non c’hai una finestra c’hai un quadro! Quant’era bello. Su un lato c’avevo un palazzo del ‘600, sull’altro pure. Non sentivo manco il vento. C’avevo un balconcino sempre fiorito. Son ricordi… meglio de niente».

Dopo una serie di tornanti appare il cimitero, un piccolo cumulo di macerie bianche in mezzo ai prati. «Eccolo» dice Alfredo «da qui si vedono tutte le tombe scoperte».

Saliamo ancora ed entriamo.

1AS10239
01-1AS30700
1AS10303

La tomba di famiglia l’ha costruita lui, in cemento armato: «Gli ho fatto una base col ferro da 16. Questa non si muove!» Michelina la guarda soddisfatta e si mette a pulire la soglia dalle foglie autunnali. Poco più in là, la chiesetta è crollata: «Mamma stai attenta, non ti avvicinare troppo!»

«E COME?» FA LEI. «DEVO PULI’ A TOMBA, CE SO VENUTA APPOSTA!»
1AS10156

Alfredo ha transennato la zona vecchia, lì quello che non è crollato è pericolante. Dopo qualche minuto Michelina fa capolino fra i loculi aperti, le scosse li hanno scoperchiati: «Questa è di un amico mio. Madonnina, che disastro! Ha distrutto ogni cosa. Quelli sono i nonni de mia nuora, che stavano a Roma. Ma poi la figlia ha preferito riportarli quassù. Certo, da lontano uno non si rende conto».

1AS10360

Dopo 5 minuti arriva una telefonata dal Comune, Alfredo deve recuperare l’ordinanza che dichiara il cimitero inagibile. E anche una catena con lucchetto da mettere al cancello.

Ridiscendiamo verso la Salaria e quando passiamo davanti a quello che era l’accesso di Accumoli, presidiato dagli Alpini, io dico che ci sarà una ricostruzione, che lo hanno promesso.

«Ma che facciamo più lì!» mi risponde lei «Il paese è tutto in salita. Prima che toglieranno le macerie ci vorranno 10 o 15 anni. Io dentro casa ci arrivavo con la macchina, ma dovevo fare la salitella stretta stretta del Comune: se d’inverno c’era la neve, mica ce la potevo portare la macchina. Mo’ con queste viette, come ci può andare una ruspa grande? Immaginati un camion».

Le chiedo cosa pensa del futuro. «Penso che ce vuole tanto tanto tempo. Si farà tutto, ma il tempo non si sa: io mica ci arriverò a vederlo».

Recuperata ordinanza, catena e lucchetto torniamo al cimitero. Alfredo sbarra il cancello e attacca il foglio firmato di pugno dal sindaco. Michelina sta zitta e aspetta paziente di essere riportata giù, a San Benedetto, in albergo.

1AS10529
1AS10564
© Donna Moderna 2019
CAPITOLO 10 CAPITOLO 12