365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

LE PRIME
CASETTE
DI NORCIA

11 gennaio 2017
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Il primo segno evidente della ricostruzione mi si presenta con la forma di una spianata di cemento: una lastra grigia affacciata sul paesaggio che mi ricorda le terrazze dove la gente si mette a prendere il sole.

Mi trovo a ridosso delle mura castellane di Norcia. Le grandi terrazze ospiteranno quelle che la Protezione Civile chiama SAE, Soluzioni Abitative di Emergenza: sono le ormai famose “casette” di cui sentiamo parlare da mesi. Qui si farà un piccolo villaggio dove gli sfollati del terremoto di agosto potranno vivere con la famiglia almeno fino al termine della ricostruzione.

Le casette, che dovrebbero servire per anni, arrivano imballate in un nastro di cellophane come un Tetris ben completato di travi lunghe di acciaio zincato, a L, pareti a sandwich di coibentazione, lana di roccia, tetti e pavimenti. Una decina di operai sballano questi enormi cubi e li ricompongono. Si parte dalle terrazza più in alto, a scendere.

Quando arrivo al cantiere lungo la prima stecca già stanno lavorando agli impianti di riscaldamento autonomi; un paio di terrazze più sotto si preparano ad agganciare le strutture in acciaio alla piattaforma di cemento.

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Sono moduli identici che si agganciano come un Tetris e che compongono appartamentini autonomi di 40, 60 o 80 metri quadri.
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Mi fermo a riflettere su come una situazione di emergenza e di necessità porti a una estrema razionalizzazione dell’abitare: ogni stecca di casette è concepita per essere molto versatile. Sono moduli identici che si agganciano come un Tetris, appunto,  e che compongono appartamentini autonomi di 40, 60 o 80 metri quadri: nei più piccoli si sistemeranno i single, gli intermedi sono per le coppie, i più grandi riservati a famiglie con figli.

Questa piccola impresa servirà a consegnare 20 casette entro gennaio. E sembra già un grande risultato, fra burocrazia, stime dei costi, gare, appalti, coordinamento e costruzione; ma di quanti moduli come questi ci sarà bisogno per i cittadini colpiti dalle scosse di fine ottobre? Questo nemmeno si sa. Finché non saranno terminate le verifiche di agibilità, la Protezione Civile non sa neanche quante ne dovrà ordinare. Le voci però dicono che saranno centinaia.

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