365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

IL SENSO DI
GIULIO E ANDREA
PER LA NEVE

21 febbraio 2017

«Buongiorno! Sorridi, la temperatura si sta alzando». Giulio Burattini e Andrea Novelli si tolgono i guanti per stringermi la mano. Sono Carabinieri Forestali e stanno per iniziare la loro missione: il monitoraggio dello stato della neve sul Monte Bove, nella catena dei Monti Sibillini.

Nella piazza deserta del paese di Ussita prepariamo zaini e ciaspole, li carichiamo sulla loro Panda 4×4 e partiamo. A Frontignano, una piccola stazione sciistica chiusa dopo i terremoti degli ultimi mesi, lasciamo l’auto e ci avviamo a piedi verso la cima.

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Qui Giulio e Andrea vengono ogni mattina per il Servizio Meteomont, un monitoraggio quotidiano della neve a disposizione di chiunque possa trovarsi in aree a rischio. In questo momento il loro lavoro è essenziale, perché le continue scosse possono causare valanghe in tutta la zona. Il rilevamento era stato fatto anche nell’area di Rigopiano prima della tragica slavina che il 18 gennaio ha travolto un hotel, causando 29 morti: era stato segnalato un rischio di grado 4 su una scala di 5.

Mentre saliamo, Andrea e Giulio leggono le increspature e le ondulazioni della neve, le orme che gli animali hanno lasciato lungo il percorso, la forza e la direzione del vento.

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A 1.800 metri ci fermiamo. Andrea e Giulio estraggono un sondino per misurare la profondità della neve, scavano una buca rettangolare e, come fossero geologi, analizzano strato dopo strato. Misurano la temperatura in superficie e in profondità e stimano il peso della neve prelevata dal primo strato: 400 chili al metro cubo. «E’ tanto?» chiedo io. «Abbastanza, la neve fresca mediamente pesa sui 100-120 chili al metro cubo. Se dovesse formarsi una valanga, questa sarebbe una variabile significativa: è tutto peso che scivolerebbe a valle».

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Quindi analizzano i cristalli attraverso un lentino da fotografi e ne annotano dimensione, forma e resistenza. Tutta la procedura viene ripetuta per ognuno degli strati di neve scavata. Le misurazioni vengono trasmesse in tempo reale al loro Centro dati per essere elaborate e diffuse a Comuni, Provincie e Regioni, in modo da segnalare le zone a rischio.

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Ciaspole ai piedi, scendiamo di corsa finché il sole è ancora alto. Giulio e Andrea hanno un altro monitoraggio da fare prima di tornare all’ex campeggio di Ussita. Da quando la caserma è inagibile, dormono lì, in una motorhome.

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