365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

LA NOSTRA MUCCA
HA APPENA
PARTORITO!

4 aprile 2017
Guido e Katia Pica l’avevano detto: «I nostri animali non li lasciamo». Così hanno passato tutto l’inverno sulle montagne di Accumoli. Continuando a lavorare nella stalla e nella piccola macelleria. E a rifornire con i loro prodotti 8 negozi di Roma
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È passato l’inverno che li ha sommersi di neve. Ma Guido e Katia Pica, gli “irriducibili”, non hanno mollato la loro roccaforte sulla montagna sopra ad Accumoli. Torno a trovarli. Appena varcato il cancello, i loro figli Barbara, Elisa, Sofia e Robertino mi corrono incontro con un sorriso. Non devono aver avuto molte visite negli ultimi mesi di gelo, sì e no qualche militare che lavora in zona. Non faccio a tempo a entrare in cucina per salutare i genitori che i bambini mi trascinano: «Vieni nella stalla».

Una mucca ha appena partorito. Sofia mi spiega: «Vedi, la mamma sta pulendo il piccolo» Dopo qualche minuto il vitello è già in piedi, a cercare le mammelle della madre. A ognuna di queste mucche i ragazzi hanno dato un nome, ognuna ha la sua storia, il suo carattere.

I bambini sono orgogliosi dei loro animali e si muovono con disinvoltura assoluta. Robertino imbraccia un forcone e inizia a srotolare una balla di fieno, alta il doppio di lui. «Muoviti Elisa! Forza!» dice alla sorella. Lei prende una carriola piena di mangime e gestisce le mucche come un carabiniere: «Tu, di qua!» e le infila la testa fra le sbarre del recinto. In pochi minuti le bestie sono ordinate, una dopo l’altra. Elisa sparge il mangime per stimolare l’appetito delle mucche. Robertino segue a ruota col forcone e sparge il fieno davanti ai musi chini. Poi passano a occuparsi dei maiali.

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Se la stalla è il regno dei bambini, la macelleria dietro la casa, a cui si accede dalla porta del salotto, è quello dei grandi. I nonni Roberto e Rossana mantengono tutto impeccabile: piastrelle, banchi d’acciaio e cella frigorifera. Roberto e il figlio Guido tagliano e pesano la carne, Rossana la imbusta sotto vuoto, la etichetta e tiene ordinata la contabilità. I loro prodotti riforniscono regolarmente 8 negozi di alimenti biologici a Roma.

A fine giornata i bambini sono cotti, Robertino è l’unico a conservare un po’ di energia: «Tu resti a dormire?». Sì, gli dico io. «E dove?». Dove vuoi, gli rispondo. «Ecco, guarda, puoi metterti sul divano: è comodo!».
All’alba arriva Katia, vestita di tutto punto e pronta ad andare a Roma. Come ogni settimana fa il giro dei clienti con il furgone pieno: carne, affettati, prodotti stagionati. Nonostante il terremoto, i Pica non hanno mai perso una settimana di fornitura.

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© Donna Moderna 2019
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La famiglia Pica ha 4 bambini ma non si è mai allontanata dalla sua casa. Katia e Guido fanno homeschooling ai ragazzi e si occupano della azienda agricola. La notte però, la casa si svuota. Vanno tutti a dormire in roulotte.
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