365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

DI GIORNO A CASA
NOSTRA, DI NOTTE
IN UNA CASETTA

8 Maggio 2017

La prima volta che ho incontrato Ludovica è stato a gennaio ad Amatrice, un giorno in cui lei e le compagne di scuola parlavano della notte del terremoto, e della loro vita “dopo”. La vedo di nuovo a Cittareale, lungo la Salaria, in un parcheggio vicino al campo base dei Vigili del Fuoco. Sta tornando con la famiglia da una giornata di sci organizzata per distrarre i ragazzi.

I suoi genitori, Sabrina e Clemente, mi invitano a casa: una villetta a 2 piani affacciata sulla strada, con una distesa di campi alle spalle. «Avevo 15 anni quando il terremoto del 1979 distrusse ogni cosa, me lo ricordo bene, così decidemmo di ricostruire in cemento armato. Perciò in questa zona non ci sono stati crolli importanti. Le case però sono inagibili… Dal 24 agosto le abbiamo provate tutte: all’inizio abbiamo dormito in macchina, poi i Vigili del Fuoco ci hanno portato una tenda che abbiamo montato in giardino. Per un periodo siamo stati anche in garage. Con mia moglie parlavamo dell’ipotesi di una casetta, ma finivamo per non deciderci mai. Le scosse del 30 ottobre hanno fugato ogni dubbio: l’abbiamo ordinata e comprata con i nostri soldi il giorno dopo, senza aspettare che arrivassero le abitazioni d’emergenza».

ASCO7494

La casetta, in legno chiaro, è sul lato destro del giardino: i genitori di Ludovica si sono occupati di tutto, dal plateau in cemento all’impianto di riscaldamento realizzato da Clemente, che di mestiere fa l’idraulico. Dalla porta si accede a un primo ambiente, con una bella finestra affacciata sui prati. Qui Sabrina, la mamma di Ludovica, ha disposto 3 letti. A destra un bagno, e accanto una piccola stanza da letto decorata da Ludovica e dalla sorella Elisa. C’è spazio anche per la sorella più grande, che studia a L’Aquila ma torna ogni tanto.

Mentre Ludovica mi fa da guida, mi accorgo che nella casetta manca la cucina. Sabrina mi spiega che non l’ha voluta: «Me lo sono imposto, volevo una ragione che mi obbligasse, almeno per i pasti, a tornare in casa. Anche se per un periodo abbiamo pranzato in garage». Il terremoto, qui, non si è abbattuto solo sugli edifici: ha trafitto le persone. Se una famiglia ha la fortuna di avere una casa ancora in piedi, è difficile che se la senta di dormirci dentro.

mi accorgo che nella casetta manca la cucina. Sabrina mi spiega che non l'ha voluta
ASCO7567

Prima di sera, Clemente va a mungere le mucche in una piccola stalla adiacente alla villetta. A Ludovica tocca portare un po’ di mangime ai 2 cavalli. Si avvicina con circospezione e quando mi accompagna a vedere la stalla rimane sulla porta. «Non entri?» le chiedo io. «No, resto qui». «Ha paura delle mucche» ride Sabrina.

ASCO7962
ASCO7918
© Donna Moderna 2019
Leggi gli altri episodi di questo macroracconto.
Il sisma infinito, gli amici che non ci sono più, i centri storici che "uccidono” le persone... Le alunne di Amatrice raccontano.
CAPITOLO 31 CAPITOLO 33