365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

Ogni mattina
siamo qui a
infornare il pane

10 Giugno 2017
ASCO2369

Alle porte di Visso, una decina di metri prima del posto di blocco che delimita l’accesso alla zona rossa, c’è un piccolo edificio con una veranda di legno. Da ottobre chiunque debba incontrarsi per entrare nel paesino in provincia di Macerata si dà appuntamento qui, alla Pasticceria Vissana. L’ho fatto anch’io per vedere Giulio Burattini e Andrea Novelli dei Carabinieri forestali quando Visso era ancora sepolta dalla neve, a febbraio. E’ stato allora che ho conosciuto Fabio e Lina.

ASCO4832

Lina è stanca ma sorridente, mi presenta suo marito Fabio.
«Ma tu non sei di qui, lo sento dall’accento».
«No, sono di Pisa».
«E che ci fai a Visso?».
«Mi sono innamorato, e Lina qui ci vuole rimanere a tutti i costi».

Lina e Fabio sono i titolari dell’Albero del Pane, il forno che ha rifornito quasi tutti i cittadini e gli esercizi commerciali di Visso e Ussita per anni. Lavorava 800 chili di farina al giorno: ora giace devastato oltre il posto di blocco, a 200 metri da noi. «Lina lavorava lì come commessa dal 2001» mi racconta Fabio. «Io ero venuto da queste parti facendo tutt’altro lavoro, l’ho conosciuta lì… Nel 2005 abbiamo rilevato insieme il 50% percento dell’attività, nel 2013 è diventata tutta nostra. Grazie al forno abbiamo costruito quello che abbiamo, compresa questa pasticceria».

Mentre Lina inforna dietro al bancone, Fabio prosegue: «La prima scossa, del 24 agosto, ha lesionato le pareti. Siamo rimasti un paio di giorni fermi per l’inquinamento delle acque causato dal terremoto, ma appena possibile abbiamo ripreso a lavorare. Al sisma del 26 ottobre, invece. non abbiamo resistito: abbiamo dovuto chiudere».

Cammino con Fabio e la scorta di due Vigili del Fuoco oltre il posto di blocco. L’Albero del Pane è sbarrato: la struttura è rimasta in piedi, ma inagibile. Prima che Fabio e Lina potessero rientrare, una settimana prima del nostro incontro, sono passati mesi durante i quali le infiltrazioni d’acqua hanno fatto marcire gli arredi e rovinato i macchinari.

ASCO4172
ASCO3746
ASCO3795
ASCO3929

I due hanno deciso comunque di recuperarli e di trasferirli in un piccolo capannone fuori dalla zona rossa. «Il valore è alto e restaurarli dai danni dell’acqua è costato comunque meno che comprarli nuovi» dicono. «Ora siamo esposti personalmente per 250.000 euro. Per fortuna l’azienda che aveva costruito forno e pasticceria ha capito la situazione e ci sta dando una grossa mano con la dilazione dei pagamenti. Ma quei soldi comunque li dobbiamo restituire». Visito con loro la nuova sede, dove le macchine sono riposte in attesa di riprendere a funzionare.

ASCO2443

Quando torno a Visso, a primavera inoltrata, Fabio e Lina sono i primi che vado a trovare. La vecchia insegna “L’Albero del Pane” è davanti alla nuova sede, alcune delle commesse che lavoravano in pasticceria sono di nuovo al forno. «Abbiamo cercato di non lasciare a casa nessuno» mi dice Fabio, soddisfatto del risultato. Lui e Lina hanno vissuto in un residence a Porto S. Elpidio, sulla costa, fino al 30 aprile. Quando sono stati mandati via, hanno trovato ospitalità dalla cognata di Fabio a Belforte del Chienti. Un’ora di auto da Visso. Ma, dal 26 ottobre, ogni mattina alle 4.30 sono venuti qui per infornare. Prima alla Pasticceria Vissana, poi al nuovo Albero del Pane. Non si sono mai fermati dopo il sisma, e per questo hanno ricevuto un premio. Fabio però, non è andato a ritirarlo: quel giorno doveva lavorare al forno.

ASCO2338
ASCO2392
ASCO4341
ASCO4224
ASCO5050
© Donna Moderna 2019
CAPITOLO 32 CAPITOLO 34