365 GIORNI NEI LUOGHI DEL TERREMOTO

Il terremoto
visto dal
cielo

12 luglio 2017

Fin dalla prima volta che sono andato ad Amatrice, dopo il terremoto del 24 agosto, la maestosità dei Monti Sibillini mi aveva turbato. Ero impressionato da come il paesaggio non mostrasse i segni della devastazione che aveva colpito i centri abitati e i loro abitanti. Le montagne, i boschi, i prati: tutto apparentemente era indifferente alla tragedia.

Ogni volta che ho ripercorso le strade del Centro Italia, partendo dalla dorsale della Salaria, quel contrasto fra una natura che ha il sapore del paradiso e i paesi che si sono trasformati in un inferno è stata un’ossessione.

Così ho deciso di provare a raccontarla attraverso le immagini. Sono tornato a Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto. Ho sollevato la mia macchina fotografica a 150 metri, montandola su un drone, per riprendere dall’alto il paesaggio intorno a me. Da lì, poi, ho iniziato a farla scendere. Lentamente. Finché sono entrati nel mio obiettivo le case distrutte, le strade piene di macerie E paradiso e inferno si sono ricongiunti.

Amatrice
Accumoli
Arquata del Tronto
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