365 giorni nei luoghi del terremoto

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DOP delle Marche

25 ottobre 2017
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«Se dobbiamo ricostruire, dovremo pure campare, no?»

Avevo lasciato Paolo e Roberta prima di Natale, affannati per star dietro agli ordini per le feste. Il loro Daje Marche, un servizio di e-commerce lanciato appena dopo il terremoto, era un’idea talmente buona e aveva un’energia di gruppo così positiva che nessun commerciante, in una Tolentino ridotta in ginocchio dalle scosse di fine ottobre 2016, aveva voltato le spalle all’opportunità di far distribuire i propri prodotti gratuitamente sul web. Paolo, Roberta e una dozzina di colleghi fotografavano i prodotti e li mettevano sulla vetrina virtuale di Daje Marche, senza nulla chiedere. Nell’ultimo anno siamo sempre rimasti in contatto. Con le inquietudini di un’emergenza che scema, mi domandavo come potessero sostenere l’onere di gestire un intero e-commerce su base volontaria. Così sono tornato a Tolentino.

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Li incontro in piazza di primissima mattina, vitali come sempre. Daje Marche si è dovuto spostare in una sede più piccola, per l’impossibilità di far fronte alle spese d’affitto. Ma loro non si sono persi d’animo: «Andiamo a fare colazione da Fioretti, così approfittiamo per fare un po’ di selezione» mi dice Paolo. Fioretti è un negozio di alimentari con prodotti sofisticati, fra i primissimi ad aver iniziato a collaborare con Paolo e Roberta. Paolo mi spiega che non ci si può fermare alla logica dell’emergenza. Se di fronte alla necessità hanno accolto chiunque e qualsiasi cosa avesse da vendere, ora vogliono evolvere e gradualmente diventare l’e-commerce di riferimento per i prodotti marchigiani: «Se dobbiamo ricostruire, dovremo pure campare, no?».

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Il titolare di Fioretti sceglie con cura, insieme a Paolo e Roberta, salumi di ogni tipo, vini, bevande artigianali. Dopo ci dirigiamo in una macelleria-polleria per cui gli stranieri in visita in Italia impazzirebbero: ciò che è dietro il bancone viene da non più di una trentina di chilometri di distanza dal centro di Tolentino. Cambio di genere, e Paolo si trova a selezionare articoli per la casa in un bel negozio d’angolo: «Voglio solo i prodotti fabbricati qui nelle Marche» spiega. Poi con Roberta si mette al computer per vedere se i conti tornano: devono preparare un business plan ed essere certi che l’attività sia sostenibile per tutti, tanto per loro quanto per negozianti e produttori. Lavorano in condizioni precarie, ancora fra i calcinacci. Ma basta un tavolo, un computer e un luogo dove stivare qualche migliaio di scatoloni in cartone di diverse misure per evadere gli ordini. Anche un garage va bene.

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Parlo con loro a lungo. Come si fa a pensare che un’attività nata per l’emergenza possa diventare un’impresa che garantisce a tutti poter lavorare e vivere? Paolo mi dice che è merito di Luca. E mi racconta di come questo Luca, a una riunione fra imprenditori di Tolentino all’indomani del terremoto, abbia spronato vigorosamente i suoi colleghi a rimboccarsi le maniche se volevano non solo sopravvivere, ma far crescere le loro aziende in questo momento di difficoltà. «Per me» dice Paolo «è stato come se avesse dato una scossa al torpore in cui stavamo cadendo».

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Luca Bortolami, vicentino trapiantato nelle Marche, è il titolare della Tigamaro, un’impresa terzista di grandi firme nella pelletteria: fa avanti e indietro da Vicenza tutte le settimane, e appena dopo il terremoto ha allestito in azienda degli alloggi e un asilo temporanei per i figli dei dipendenti. La relazione fra Paolo e Luca è cominciata in occasione di quella riunione pubblica e da allora non si è mai interrotta: da l’imprenditore di esperienza che è riuscito a superare un grave momento di difficoltà, Luca ha visto in Paolo e nei suoi amici un’energia che il terremoto non sarebbe stato in grado di abbattere. Così li riceve regolarmente in azienda, dove insieme pianificano il futuro di quello che potrebbe diventare il portale dei prodotti marchigiani DOP.

© Donna Moderna 2019
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L’idea è venuta a due ragazzi di Tolentino subito dopo il sisma del 30 ottobre. Così hanno lanciate un sito di e-commerce dove le piccole imprese locali possono continuare a vendere i loro prodotti. Con un motto. “Daje Marche!”
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