365 giorni nei luoghi del terremoto

Convivere
con il
disordine

31 ottobre 2017
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La torre civica di Amatrice il 12 settembre 2016 e il 14 dicembre 2016
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La torre civica di Amatrice il 25 gennaio 2017 e il 28 settembre 2017

Più di un anno fa sono entrato per la prima volta nel cratere. Ad Amatrice. E’ stato come entrare in una bolla dove regnava l’assenza di ordine umano. Dove l’organizzazione dello spazio, fatta di linee rette, divisione fra pubblico e privato, aree ed edifici con una destinazione facilmente leggibile era completamente scomparsa.

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Pare che il terremoto abbia sollevato un’enorme nuvola bianca sui centri abitati. Gli edifici, collassando su se stessi, hanno liberato nell’aria una polvere chiara, leggera. Tutto ne è rimasto intriso e un manto diafano ha ricoperto ciò che è rimasto, per molto tempo. Col passare dei mesi il panorama è cambiato: la polvere è stata assorbita dalla fanghiglia e i detriti ammassati sono diventati terrosi.

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La torre simbolo di Amatrice è stata, durante tutto quest’anno, un monumento all’instabilità. I Vigili del Fuoco ci passavano malvolentieri, temendo che una delle scosse di assestamento ne facesse crollare la cima. La prima volta che mi ci sono avvicinato, il sole era basso e traguardava attraverso le finestre di quello che rimaneva del palazzo pubblico: la sala consiliare, al secondo piano, sventrata. Le scosse autunnali hanno decapitato la torre e ridotto in pezzi il Comune.

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Chiunque io abbia incontrato qui nell’ultimo anno per sopravvivere ha convissuto col disordine imposto dalle scosse incessanti che non hanno mai dato tregua. Nessuno escluso. Lo hanno fatto gli operatori e i tecnici, costantemente immersi fra le macerie; gli albergatori sulla costa, con le strutture pensate per i villeggianti invase di sfollati senza più nulla; gli allevatori, con le stalle devastate. Soprattutto lo hanno fatto tutti i terremotati, ciascuno di loro forzato a convivere con un disordine che non dà pace, interiore ed esteriore: fatto di paura e di incertezza per ogni aspetto del presente e del futuro.

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A un anno di distanza, corso Umberto I di Amatrice è tornato ad avere la sua altezza normale, non ci sono più calcinacci sull’asfalto. Ma ai lati della strada, il disastro è solo tamponato alla vista da una lunga serie pannelli in legno da cantiere.

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Ho provato a ritrovare un ordine e una distinzione fra collettivo e familiare, comune e personale, per 365 giorni. Per convertirmi all’idea che questa ripartizione, qui, non esiste più.

Il SISMA

24 agosto 2016
Alle 3.36 un terremoto di magnitudo 6.0 colpisce Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Ci sono 299 vittime.

26 e il 30 ottobre 2016
Nuove scosse interessano il Centro Italia, in particolare il confine tra Umbria e Marche. La scossa del 30 ottobre, magnitudo 6.5, è la più forte in Italia degli ultimi 30 anni. Non ci sono vittime.

18 gennaio 2017
4 scosse di magnitudo superiore a 5.0 colpiscono ancora le zone del centro Italia, in particolare Lazio e Abruzzo provocando 34 vittime di cui 29 sommerse dalla slavina che colpisce l’hotel Rigopiano, alle pendici del Gran Sasso, in provincia di Pescara. Qui le operazioni di ricerca e soccorso durano 8 giorni e 8 notti e consentono di mettere in salvo 11 persone.

55.000
Le scosse registrate in tutto il periodo nella zona, di cui 9 in totale superiori al grado 5 di magnitudo

51
I Comuni più colpiti, in 4 regioni: 13 in Abruzzo, 6 in Lazio, 29 nelle Marche, 3 in Umbria.

LA PRIMA ASSISTENZA

1.174
vigili del fuoco intervenuti subito dopo la prima scossa

507
militari

1.141
poliziotti

431
addetti della Croce Rossa

1.047
volontari di organizzazioni regionali e 751 di organizzazioni nazionali

392
feriti portati presso le strutture ospedaliere dopo la prima scossa

43
aree di accoglienza e soluzioni provvisorie in strutture polivalenti

7.063
persone assistite nelle settimane successive,
5.245 in strutture ricettive,
1.002 in container,
816 in palazzetti, centri e strutture appositi.

23
le aree container realizzate tra dicembre e febbraio in 9 Comuni marchigiani e umbri

I DANNI

23.530.000.000 €
La stima dei danni, di cui 12,9 miliardi per gli edifici privati e 1,1 miliardi per i pubblici

32.150 case
completamente inagibili

15.841 imprese artigiane
colpite, per un totale di 38.991 addetti: il 25% del totale delle aziende nei territori del cratere (il 37,6% delle imprese colpite opera nel settore delle costruzioni, il 24,8% nei servizi alle persone, il 24,4% nel manifatturiero e l’11,3% nei servizi alle imprese).

25.000 aziende agricole
colpite su 292.000 ettari di terreni agricoli, quasi tutte a gestione familiare. I danni, diretti e indiretti, ammontano a 2,3 miliardi

50%
gli edifici classificati come beni culturali considerati inagibili

14.000
beni culturali mobili recuperati, tra tele, statue, arredi sacri, campane, quadri, pale d’altare. In più, 7.000 volumi e quasi 3.000 metri lineari di documenti custoditi negli archivi storici

LE DONAZIONI

34.562.557,15 €
raccolti dalla Protezione civile o in collaborazione: 23.020.963 attraverso il numero solidale e 11.541.594,15 attraverso il conto corrente bancario e il conto di tesoreria.

Di questi, 30.570.809,15 euro sono stati ripartiti tra le Regioni interessate sulla base dei danni subiti: alle Marche è stato assegnato il 62% delle risorse, al Lazio e all’Umbria il 14 % e all’Abruzzo il 10%. Il resto è andato ai progetti per le scuole.

TORNARE A CASA 

Verifiche di agibilità  in edifici privati con procedura FAST
(fabbricati per l’agibilità sintetica post-terremoto). Risultati: 57% agibili, 40% non utilizzabili per temporanea, parziale o totale inagibilità.

67.062 verifiche di agibilità in edifici privati con procedura AeDes (agibilità e danno in emergenza sismica, successiva alla verifica Fast che ha dato per risultato la temporanea non agibilità). Risultati: 42% agibili, 28% inagibili, 22% parzialmente inagibili.

3.649
Sae (Soluzioni abitative in emergenza) ordinate per i 51 Comuni (di tutte e 4 le Regioni colpite) che ne hanno fatto richiesta: 225 dall’Abruzzo, 798 dal Lazio 1.843 dalle Marche, 783 dall’Umbria.

815
casette consegnate a metà settembre 2017: 381 ad Amatrice, 145 ad Accumoli, 178 in Umbria, 110 nelle Marche e una a Torricella Sicura in provincia di Teramo.

744
persone che hanno trovato sistemazione in Sae nelle quattro Regioni e 605 in Mapre (Moduli abitativi provvisori rurali di emergenza).


TORNARE A SCUOLA

66%
le scuole dichiarate agibili su 2.642 presenti nei territori colpiti

7 strutture scolastiche nuove realizzate tra settembre e dicembre ad Amatrice (Ri), Cittareale (Ri), Norcia (Pg), Gualdo (Mc), Acquasanta Terme (Ap), Arquata del Tronto (Ap) e Corridonia (Mc). In totale hanno accolto oltre 1.000 studenti.

TORNARE ALLA NORMALITA’

389.000.000 €
La prima tranche del programma degli interventi per ripristinare la viabilità e garantire la mobilità nell’area colpita e le attività connesse con la gestione dell’emergenza. 85 milioni la seconda tranche

2.400.000 di tonnellate
Le macerie da smaltire dopo un anno dal sisma nelle 4 Regioni colpite

© Donna Moderna 2019
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La vecchia via Salaria è com’è sempre stata. L’unico inquietante indizio di qualcosa di anormale sono le auto che incrocio. Quelle di civili, residenti e contadini lasciano il posto ai mezzi di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco…
L’accesso al centro di Amatrice è proibito. Passo il cordone delle forze dell’ordine e scivolo dentro una bolla sospesa. Il piano di calpestio è a due metri d’altezza, l’equivalente del primo piano dei palazzi: è la massa di detriti su cui cammino.
Casette in legno intorno a un'area verde. Una grande scultura al centro della piazza. La nuova Area Food di Amatrice appare subito come uno spazio fatto per vivere, incontrarsi. La racconta in questa intervista audio Stefano Boeri, l'architetto che l'ha progettata.
CAPITOLO 53