Sul mercato stanno nascendo nuove professioni

Tra quelle su cui puntare ora, ce ne sono alcune legate alla casa. Perché?

Dopo Stati Uniti e Francia, siamo il Paese con la maggiore offerta di ospitalità privata al mondo: su Airbnb.it, il portale leader per gli affitti turistici (ma ne esistono anche altri come homeaway. it, wimdu.it e flipkey.com, per esempio), ci sono 250 mila annunci e 3 milioni e mezzo di ospiti.

«In passato abbiamo investito sul mattone più di altre nazioni e ora abbiamo a disposizione un grande patrimonio di seconde case, comprate al mare e in montagna o per far studiare i figli all’università» spiega Federica Calcaterra, responsabile comunicazione di Airbnb Italia. «Il problema è che pesano sul budget familiare a causa delle tasse. Da qui nasce il bisogno di trasformarle da costo in profitto».

La casa: una fonte di reddito da sfruttare

Questa formula è un affare perché rende più dell’affitto tradizionale e dà il vantaggio di non vincolare un immobile che così resta libero per la vendita o per un weekend al mare. «Gli introiti hanno permesso a tanti, soprattutto donne senza un lavoro e over60 con pensioni insoddisfacenti, di arrotondare o guadagnare». In più, il settore si è rivelato una fonte di reddito anche per chi aiuta gli host a gestire il loro appartamento promuovendolo online, organizzando pulizie e manutenzioni, accogliendo gli ospiti.

Le nuove professioni legate alla casa

L’home stager

La crescita degli affitti brevi ha aperto un nuovo mercato per gli home stager, i professionisti che valorizzano gli spazi e li rendono comodi e attraenti senza modificarne la struttura e con investimenti minimi. «Su portali come Airbnb le foto sono la chiave del successo e quando alcuni proprietari hanno cominciato a pubblicare annunci di appartamenti molto belli e curati, tutti gli altri si sono dovuti adeguare. Ecco perché fioccano le richieste per i professionisti dell’interior design» spiega Francesca Martinelli, home stager ed esperta di marketing immobiliare (homestagingexpert.it). «Il nostro lavoro non serve solo a rendere bella una casa e ad attirare clienti. Dobbiamo anche far sì che sia confortevole per il maggior numero di persone possibile. L’obiettivo è ricevere buona recensione online. Per raggiungerlo usiamo criteri precisi: disponiamo le piante in base agli spazi e all’intensità della luce, scegliamo le tonalità giuste per le pareti, compriamo gli accessori immancabili come il bollitore che nelle case italiane spesso manca, ma è amato dagli stranieri».

Vuoi specializzarti? La Home staging school di Roma e Milano apre un corso per la microricettività. Oltre ai criteri per il relooking di un immobile si insegnano basi di marketing per farlo fruttare (homestagingschool.it).  

Il vice host

Più la descrizione è curata, le foto sono belle e gli ospiti escono soddisfatti, più la tua casa viene messa in evidenza sui portali come Airbnb e più è facile da affittare. Ma promuoverla è un lavoro che richiede tempo e pazienza. «Ce ne siamo accorti con Expo a Milano: tanti volevano affittare perché c’era, e continua a esserci, richiesta. Ma molti non avevano tempo o capacità per star dietro a alla promozione» spiega Tatiana Skachko, ideatrice di cleanbnb.net. La sua è una startup con una rete di collaboratori in dieci città e offre due pacchetti: quello base prevede la cura dell’annuncio, la gestione delle richieste, la conferma delle prenotazioni e la verifica dei pagamenti, il secondo garantisce anche pulizia, manutenzioni e check in e out degli ospiti. «Così liberiamo da ogni pensiero i proprietari, massimizziamo i profitti e gestiamo i rapporti con la cura che ci metterebbero loro».

Vuoi specializzarti? Sono tante le piattaforme come Cleanbnb nate per facilitare i compiti dei proprietari: in genere guadagnano una percentuale dal 15 al 20% sugli affitti. Clicca su sweetguest.com, it.bnbsitter.com, guest hero.com. Prendi spunto o affiliati: alcuni siti cercano collaboratori in varie città.

La guida local

Chi prenota l’appartamento di un privato anziché una stanza d’albergo vuole vivere un’esperienza più autentica. «All’arrivo gli ospiti devono trovare qualcuno che, oltre a mostrare la casa, descriva la zona o il quartiere, spiegando cosa c’è da vedere o provare, quali sono gli eventi particolari o le attrazioni nascoste da visitare» prosegue Tatiana. Per soddisfare questa richiesta sono nati tanti portali su cui i local si mettono a disposizione per offrire avventure speciali in base alle proprie passioni e conoscenze. Dal corso di cucina del territorio offerto dall’aspitante chef allo shopping nei mercatini del centro guidato dalla fashion blogger (zestrip.net, guidemeright.com, withlocals.com).

Vuoi specializzarti? Airbnb ha aperto una nuova sezione al link airbnb.it/experiences che al momento in Italia è attiva solo a Firenze, ma entro la fine dell’anno lo sarà in altre città. Qui si può mettere a disposizione non una casa ma un’esperienza: una passeggiata alla ricerca dei tartufi nella campagna toscana o un’uscita in windsurf sul lago. Il prezzo lo decidi tu con la consulenza di Airbnb.

Come fornire servizi aggiuntivi

Se dai la tua casa in affitto e vuoi offrire qualcosa in più ai tuoi ospiti, puoi partecipare agli home sharing club, gruppi di host che forniscono servizi aggiuntivi. Qualche esempio? Trovano una lavanderia che faccia un buon prezzo, si affiliano a negozi che offrono sconti, contattano enti culturali che propongono convenzioni. In alcuni casi organizzano anche iniziative benefiche. Scopri di più su italy.airbnbcitizen.com.

Vuoi offrire un servizio che pochi hanno? Rendi la tua casa accessibile anche alle persone con esigenze speciali. Su bedandcare.com noleggi attrezzature e servizi per chi è anziano, ha una difficoltà motoria o una disabilità.

Se sei un turista

Bagbnb.com è la prima community di deposito bagagli in Italia comoda per chi visita una città. Bar, bistrot, caffetterie e noleggi custodiscono borse e valigie giorno e notte al costo di 5 euro fino a 24 ore. Prenoti online e non trascini più il trolley in giro per il centro.