Bollette pazze addio? Pare di sì, almeno in parte. Dovrebbero finire le peripezie di famiglie e piccoli imprenditori a cui arrivano fatture stratosferiche e conguagli iperbolici, non per colpa loro, ma perché i distributori non leggono i consumi di energia elettrica o li leggono e li comunicano con grande ritardo. Lo prevede un provvedimento firmato dall’Autorità di regolazione per energia, gas e ambiente, l’Arera. Le aziende di settore, per effetto di quella che si chiama “prescrizione breve”, nelle richieste di pagamenti non potranno andare a ritroso più di tanto. E gli incolpevoli clienti tartassati, ecco la novità, dovranno saldare “solo” gli ultimi 2 anni fatturati e non più 5 anni di pendenze. In pratica, gli operatori di energia elettrica non potranno più mandarci fatture con conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. 

Nuovo sistema al via dal primo marzo

Il nuovo sistema, previsto dalle legge di Bilancio, sarà applicato per la bollette emesse dal primo marzo 2018 in poi. La prescrizione, che inizialmente non sarà automatica, potrà e dovrà essere fatta valere dai clienti in due casi: per rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori e per l’addebito di maxiconguagli, quando il motivo è la mancanza di dati sui consumi effettivi, protratta a lungo.

Previsti rimborsi in caso di violazioni

C’è un’altra serie di situazioni a cui si prova a porre rimedio. Se le letture dei consumi effettivi sono a disposizione, ma il fornitore non manda le bollette di conguaglio in tempi accettabili, il consumatore avrà comunque il diritto di tutelarsi. “Nei casi di fatturazione ritardata e riferita a consumi relativi a periodi superiori ai due anni – dice Arera – l’utente potrà sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e sempre che l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo”. E chi ha versato più del dovuto, qualora i controlli si concludano con l’accertamento di una violazione, sarà rimborsato.

Obbligo di informare i clienti

“Le società di settore – spiega sempre Arera – sono tenute a informare gli utenti. Devono comunicare loro che c’è possibilità di sollevare la questione della prescrizione contestualmente all’emissione della fattura e comunque almeno 10 giorni in anticipo rispetto alla scadenza dei termini di pagamento, cioè entro 45 giorni dall’ultimo giorno fatturato”.

“Si arriverà alla prescrizione automatica”

Nel futuro prossimo si dovrebbe arrivare alla prescrizione automatica e non più su richiesta. L’Autorità di regolazione per l’energia sta studiando un provvedimento ad hoc. Nelle bollette, probabilmente a partire dall’anno prossimo, andranno evidenziati gli eventuali importi da considerare prescritti e quindi da non pagare. Altro punto. Sarà definito in modo più chiaro quando la mancata lettura della luce è addebitabile all’operatore e quando al cliente finale.

“Più protette le famiglie e le piccole imprese”

“Famiglie e piccole imprese – assicura l’Autorità per l’energia – saranno più protette dal rischio di dover saldare le cosiddette maxibollette. Stiamo parlando di quelle con cifre richieste molto al di sopra del consueto, che derivano da pesanti ritardi dei venditori di energia, rettifiche delle misurazioni dei consumi fornite al distributore e utilizzate per fatturare oppure perduranti mancate letture del contatore da parte dei distributori, laddove la colpa non sia del cliente finale”.

Il plauso e la vigilanza dell’Unione consumatori

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori (consumatori.it), commenta positivamente la novità. Ma non depone le armi. “Si tratta di ottime notizie, un bel passo avanti rispetto al fenomeno intollerabile dei maxi conguagli. Vigileremo, comunque per verificare che il venditore informi correttamente i clienti sulla possibilità di far valere la prescrizione. Altrimenti, come accade ora, gli utenti finiranno per pagare ugualmente. Per questo invitiamo tutti a segnalarci eventuali anomalie”.

Oneri di sistema da recuperare

Quanto alle bollette della luce più care per coprire il buco di chi non paga, a cui si aggiungono gli oneri di sistema non versati dalle aziende in crisi, arrivano alcune indicazioni ufficiose. La cifra sparata da alcuni siti – 35 euro a testa – è stata smentita. L’importo pro capite che verrà addebitato ai clienti solventi, costretti a “socializzare” le insolvenze altrui, secondo alcune fonti autorevoli e prudenti dovrebbe essere intorno ai 2 – 2.50 euro spalmati sulle bollette di un anno. O comunque, stando ad altre stime, al massimo arriverà a 5 -6 euro. La fatturazione con gli extra dovrebbe cominciare nel secondo semestre di quest’anno.

In arrivo le offerte Placet

Dal primo marzo 2018 scatterà un’altra novità, positiva, anche se con uno slittamento di due mesi rispetto agli annunci. I consumatori di luce e gas avranno a disposizione un’opzione in più, a metà strada tra il mercato tutelato e il mercato libero: le offerte Placet (in burocratese le “offerte a prezzo libero a condizioni equiparate di tutela”).

Le clausole contrattuali saranno definite dall’Autorità per l’Energia, mentre i prezzi verranno “liberamente fissati dai venditori”. Il tutto, almeno nelle intenzioni e sempre che l’utente medio riesca ad orientarsi, garantirà “proposte omogenee e confrontabili”. Tutti i venditori saranno obbligati a utilizzare i moduli predisposti dalla stessa Autorità, non modificabili. Per ogni servizio, elettricità oppure gas, dovranno presentare due tipi di offerte Placet: una a prezzo e fisso e una a prezzo variabile.