Luca Zingaretti: i dieci personaggi più belli che ha interpretato

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    Credits: Olycom

    “Montalbano sono...”

    Questa è la leggendaria battuta che Luca Zingaretti recita ne “Il commissario Montalbano” - la serie televisiva iniziata nel ’99 -  tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, che lo fece conoscere al grande pubblico come un commissario di polizia di un paesino siciliano di nome Vigàta. Luca veste i panni di  un poliziotto dal carattere un po’ burbero ma bonaccione, amante della buona tavola, del vino e anche delle donne. Ciò nonostante rimane fedele alla sua bella che vive lontano, la psicologa Livia Burlando interpretata da Katharina Böhm.

    A Montalbano, che gli ha donato la sua attuale fama, Zingaretti ha saputo dare quel senso di realismo che ha fatto di lui più di un semplice personaggio creato dalla penna di un abile scrittore, ma l’amico che possiamo trovare al bar a prendere un caffè, dal meccanico o a fare la spesa. Zingaretti è riuscito, con una sapiente interpretazione e una mimica perfetta , a calarsi nel personaggio “vivificandolo”!

    Nel 2008 ha deciso di dare l’addio a Salvo Montalbano ma, come ha ammesso lo stesso Luca, gli mancava e così nel 2011 ha girato ancora quattro episodi e altrettanti nel 2013.

    Meno male!!!

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    Credits: Olycom

    L’amore per la recitazione in Zingaretti è fortissimo, tanto che un giovane Luca, ancora ignaro del suo destino di attore, verrà preso al posto di un amico – da lui accompagnato per un provino - all’Accademia Nazionale drammatica “Silvio d'Amico” di Roma dove si è diplomato nel 1984.

    Da una passione nata per caso, per la quale abbandona la facoltà di Psicologia, è riuscito a costruirsi una carriera, prima in teatro, dove recita con buon successo per tutti gli anni ’80, poi sul grande schermo, dove esordisce nel 1987 con “Gli occhiali d’oro” di  Giuliano Montaldo, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani.

    Sarà nel 1994 che inizierà a dare vita sul grande schermo a una serie di personaggi poco raccomandabili, come nel film di Marco Risi, “Il branco”, che l’ha visto nel ruolo di Ottorino, un feroce stupratore. Questo è stato un film chiave per uno Zingaretti poco conosciuto, che ha così dimostrato di essere pronto per ruoli più consistenti e per partecipazioni a produzioni di più ampio respiro!

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    Nel curriculum di Luca Zingaretti non mancano le interpretazioni relative alla vita di personaggi realmente esistiti, come quella del 1993 nella miniserie televisiva “Il giovane Mussolini” nel ruolo di Pietro Nenni, il leader storico del Partito Socialista Italiano.

    La scelta di personaggi con un forte impegno civile è cara a Zingaretti e infatti poco dopo parteciperà a “Una questione privata”, uno sceneggiato tratto da un racconto di Beppe Fenoglio, ambientato durante la Resistenza.

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    A distanza di qualche anno Zingaretti interpreterà Giorgio Perlasca nella miniserie “Perlasca – Un eroe italiano”  che nella II Guerra Mondiale, spacciandosi per un diplomatico spagnolo, salvò la vita a oltre cinquemila ebrei ungheresi.

    Luca Zingaretti sa dare a questo personaggio tutta l’ “italianità” che ci contraddistingue, tirando fuori la nostra abile arte dell’arrangiarsi… qualità che il vero Perlasca ha saputo sfruttare per un fine eroico.

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    Nel 2012 Zingaretti interpreta il ruolo di Paolo Borsellino nel film TV “Paolo Borsellino. I 57 giorni”, i giorni che separano la morte di Giovanni Falcone da quella di Borsellino.

    È un commovente racconto sugli ultimi giorni di vita del giudice, che dopo l’uccisione di Falcone presagisce che avrà poco tempo da passare con la sua famiglia; è proprio sulla vicenda umana, più che sulla realtà del magistrato, che si snoda il film.

    Per interpretare il giudice siciliano, l’attore romano si è sottoposto a lunghe sedute di trucco per assumere le sembianze di un uomo sofferente che sa di avere poco tempo!

    Zingaretti ha dichiarato: “Ho cercato di restituire la fragilità di quei giorni, perché un eroe non è tale se non prova paura e cerca di vincerla”.

    Le musiche di Ennio Morricone sanno, più che le parole, cogliere una situazione drammatica sottolineando il tratto dei personaggi.

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    Nel 2013 lo vediamo impegnato nella miniserie, in due puntate in onda su Rai1, “Adriano Olivetti – La forza di un sogno”. Zingaretti ridà vita a quello che fu un idealista, un visionario, ma prima di tutto un uomo umile e competente che credeva nella forza dei sogni e nelle persone!

    Con lui, nei panni dell’aviatrice americana Karen Bates salvata dal pericolo nazista dopo un incidente aereo, c’è Stefania Rocca; nel ruolo dell’amico d’infanzia che poi passò alla concorrenza troviamo Massimo Poggio; la prima moglie è interpretata da una stupenda Francesca Cavallin, mentre la seconda da Elena Radonich; Roberto Arconero ha rivestito il ruolo di Enrico Fermi e Francesco Pannofino è Dalmasso, l’acerrimo industriale oppositore di Olivetti.

    La regia di Marco Soavi è significativa e Zingaretti ha reso appieno l’umanità di un uomo che sognava un Paese migliore per tutti.

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    Soffermandoci sulla carriera cinematografica dell’attore, non si può non nominare l’impegnato “Alla luce del sole” del 2005, dove interpreta il parroco del quartiere Brancaccio di Palermo, Don Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993.

    Smessi i panni del famoso commissario Montalbano, Zingaretti è riuscito magistralmente a calarsi nella parte di un prete che opera in una realtà molto difficile.

    Luca Zingaretti è credibile al cento per cento, tanto da poter dire che la carriera ecclesiastica sembra calzargli a pennello!

  • 8 10
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    Nel 2008 è la volta di “Sanguepazzo”, un film di Marco Tullio Giordana, dove recita accanto a Monica Bellucci.

    I due attori vestono i panni di due divi all’epoca del ventennio fascista, Luisa Ferida e Osvaldo Valenti.

    Il film narra la tragica sorte dei due che furono arrestati e fucilati, dopo un processo sommario, perché  considerati amanti dissoluti e per la loro adesione alla Repubblica Sociale Italiana.

    I due attori riescono a ricreare i personaggi storici, grazie allo stile dandy che Zingaretti conferisce al mefistofelico Osvaldo e al fascino provocante della Bellucci, in un sapiente equilibrio che alterna sulla scena miseria, astuzia, ebbrezza del trasgredire e arte dell’arrangiarsi o, meglio, del sopravvivere. Grande è anche la recitazione di Alessio Boni!

  • 9 10
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    Con “Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà” Zingaretti recita in una produzione internazionale al fianco di Gérard Depardieu, Edouard Baer, Catherine Deneuve e Dany Boon.

    L’attore dà volto a un personaggio comico interpretando un generale romano, il personaggio “cattivo”. In un’intervista ha simpaticamente dichiarato di essere sempre stato affascinato dal personaggio di Asterix: “Quello di Asterix è un personaggio che mi ha sempre appassionato, da ragazzini era con le avventure di Tintin la lettura preferita da me e mio fratello Nicola (fratello minore e politico) e io e Nicola parlavamo con le battute di Asterix!…”.

    Insieme a Zingaretti ci sono anche altri attori italiani:  Neri Marcorè, Niccolò Senni e Filippo Timi.

  • 10 10
    Credits: Olycom

    Come nella vita di tutti, anche per Zingaretti l’amore è importante e il suo si chiama Luisa!

    Non è una Luisa qualsiasi, ma Luisa Ranieri, con cui fa coppia fissa dal 2005 e ha messo su famiglia, con un matrimonio nel 2011 e un figlia (Emma) nata nel 2012… la sorellina è in arrivo!

    L’incontro fra Zingaretti (separatosi dalla giornalista e scrittrice Margherita D’Amico nel 2004) e la Ranieri non è avvenuto per caso o tramite amici, a legarli è stata la loro comune passione: la recitazione.

    La coppia, infatti, si è conosciuta sul set della miniserie “I giorni dell’amore e dell’odio – Cefalonia”, basata sui fatti avvenuti a partire dall’8 settembre del ’43 e incentrata sulla Resistenza, con Zingaretti nei panni del sergente Saverio Blasco e Luisa Ranieri in quelli dell’amata Feria!

    Galeotto fu il set!

Bravo, simpatico e con un certo fascino, Luca Zingaretti sta proseguendo la propria scalata nel mondo del cinema e della televisione, risultando sempre più apprezzato e non solo come il memorabile “commissario Montalbano” che gli donò la notorietà

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