Matt Damon: quattro figlie e una vita ‘normale’ (a Hollywood)

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    Credits: Olycom

    In questi giorni è nelle sale cinematografiche con il suo ultimo film, The Martian – Sopravvissuto (diretto da Ridley Scott), dove interpreta la parte di un astronauta che, ritenuto morto e quindi abbandonato su Marte, che riesce a sopravvivere grazie al suo ingegno. Un film drammatico, ma dai risvolti comici, che Matt Damon (45 anni, compiuti l’8 ottobre scorso) regge alla perfezione.

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    Credits: Olycom

    In una recente intervista a Vanity Fair, esordisce così: “Secondo me la gente, dopo avermi incontrato, pensa: ‘Vabbè, ma quello non può essere un attore di Hollywood, se è un divo lui sono un divo anch'io!’”. Ma è proprio questo ciò che piace tanto non solo ai fan ma anche a registi del calibro di Martin Scorzese, Clint Eastwood e Steven Spielberg. L’accessibilità che trasmette dallo schermo, unita però alla ricchezza di sfumature e versatilità scenica lo rendono uno degli attori più prolifici del cinema americano (più di 30 film dal 2000 a oggi).

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    Matt nasce in una famiglia agiata, da padre banchiere e madre professoressa di pedagogia. A soli due anni i suoi si separano e cresce con la mamma e il fratello. A 10 conosce quello che sarà uno dei suoi più grandi amici, Ben Affleck (43), che viveva a due isolati di distanza. Nel ’98 vincono l’Oscar e un Golden Globe per la “migliore sceneggiatura originale”, scritta a quattro mani, per Will Hunting – Genio ribelle.

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    Secondo Manohla Dargis, critica  del New York Times , la sua forza sta nella capacità di “nascondersi nel film, pur essendo del tutto presente” e l’ultimo ruolo in The Martian non fa eccezione.

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    Il prossimo 9 dicembre festeggerà dieci anni di matrimonio con l’inseparabile Luciana Barroso, conosciuta nel 2003 durante le riprese di un suo film a Miami, dove lei lavorava come barista. Hanno avuto tre figlie, Isabella, Gia e Stella, ed è patrigno di Alexa, la figlia nata da una precedente relazione della moglie.

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    Dal teatro al cinema, prima con un piccolo ruolo in Mystic Pizza, poi con parti sempre più importanti da protagonista (chi non ricorda la fortunata saga di Jason Bourne?), Matt Damon di strada ne ha fatta tanta. Non solo attore affermato, ma anche uomo capace di coltivare sentimenti stabili, inusuali nel capriccioso mondo dello star system.

    Parlando dell’amore ha rivelato, scherzando ai microfoni di Entertainment Tonight: “Il matrimonio è una follia, la monogamia un'idea pazzesca. Ma io amo essere sposato con mia moglie” e ha aggiunto: “Sono stato davvero fortunato ad averla incontrata, ma non mi sento di dare consigli sulle relazioni. Se proprio deve esserci un segreto, l'unico è solo questo: sentirsi fortunati”.

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Ne è passata di strada dal 'Genio ribelle' degli esordi fino all'ultimo film 'The Martian'. In mezzo un matrimonio e tre (più una) figlie. Ecco chi è l'anti-divo per eccellenza

È uno degli attori più versatili del panorama cinematografico americano e la sua carriera sembra essere inarrestabile. Parliamo di Matt Damon, che in questi giorni è nelle sale cinematografiche con il suo ultimo film, The Martian – Sopravvissuto, diretto da Ridley Scott dove Matt veste i panni dell’astronauta, ingegnere meccanico e botanico Mark Watney, membro della missione Ares 3 su Marte.

Dagli esordi in teatro ai piccoli ruoli al cinema (Matt ottiene la sua prima parte rilevante ne Il coraggio della verità, interpretando un reduce tossicodipendente della guerra del Golfo al fianco di Denzel Washington e Meg Ryan) fino all'Oscar alla migliore sceneggiatura originale e un Golden Globe - ricevendo persino una candidatura all'Oscar come miglior attore per Will Hunting, ndr - Mr. Damon ha sempre dato grande prova di se.

Ma lui, seppur conteso dai più grandi registi di Hollywood, conduce una vita normalissima: una moglie (sempre la stessa da 10 anni che per Hollywood è quasi un record) e quattro figlie (tre sue e di Luciana Barroso e una 'ereditata da una precedente relazione della Barroso) da cui non riesce stare lontano per più di quindici giorni.

Pensate che in un'intervista a Vanity Fair il “genio ribelle” del cinema si definisce addirittura noioso, ma forse è solo modestia!

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