A TUTTE LE BAMBINE

Essere una donna, che cosa racconteresti a una bambina sul significato profondo di queste parole? Una figlia che cresce davanti ai nostri occhi è una sorpresa continua: un sapore dolce amaro, di tutte le somiglianze e le inevitabili differenze che dividono. Siete due persone diverse e, pur nell’amore immenso che vi unisce, ognuna avrà il suo destino. Qualche volta non vi capirete e magari in certi momenti difficili volerà un “Ti odio”: passeranno anni prima di poter capire, entrambe, le scelte dell’altra, perché spesso andare oltre il ruolo è la sfida più difficile.

 

ESSERE UNA FIGLIA

Com’è stato per te essere una figlia? Rompi il silenzio. In questo gioco di ruoli che divide le generazioni trovare il coraggio per creare una comunicazione differente è uno spiraglio di libertà in mezzo al senso del dovere che ci opprime. Davanti a una regola ci ribelliamo, ma di fronte al racconto di un’esperienza spalanchiamo il cuore, ecco perché tutti noi, che siamo stati adolescenti, sappiamo quanto la fiducia e la capacità di un dialogo autentico possano diventare un allenamento per la consapevolezza che ci aiuta a crescere più forti, libere, in grado di scegliere.

 

DONNE CHE LOTTANO

Il 10 marzo 1946 le donne votano per la prima volta in Italia, dopo poco seguirà il referendum del 2 giugno fra Repubblica e Monarchia: la guerra è finita e la ricostruzione è solo all’inizio. Donne che lottavano, e lottano, per la libertà, con la fatica di mettere il pane in tavola ogni giorno, pronte a morire per chi amano. Quante storie si perdono nella memoria, eppure la storia si rinnova nel volto di ognuna, ogni giorno. Si tratta di andare a cercare, chiedere, ascoltare. La storia di una persona è un dono immenso, che nutre e aumenta la nostra forza. Raccontare è consegnare la propria eredità al futuro.

 

CHE COSA RACCONTI DI TE?

«Le parlerei solo della mia esperienza: per anni mi sono chiesta cosa vuol dire essere una donna felice, poi ho capito che il punto era cosa vuol dire Essere Felice! E allora mi sono chiesta chi sono, dove vado, da dove vengo? Come essere umano, prima che come donna. Ho scoperto che non sono le risposte a farmi felice, sono le domande» spiega Annabella Coiro, referente dei progetti educativi del Centro di Nonviolenza Attiva di Milano.

 

OSA

Ogni mattina ti guardi riflessa nello specchio, raccogli le forze e parti alla rincorsa della giornata. Qualche volta gli occhi sembrano quelli di una sconosciuta, uno sguardo in cui non ti ritrovi. Che fatica trovare il modo per  esprimersi e avere un posto al sole in questa vita!

Tempo, vogliamo più tempo per noi. Lottiamo, a caccia di nuove  possibilità, per un’esistenza più felice, dove famiglia e lavoro non siano una lotta. Cerchiamo il  sostegno per ruoli che portiamo avanti da secoli, faticosamente, nell’ombra.

Spezza il silenzio e inizia a raccontare. Alle tue figlie, alle nipoti e non solo. Al di là dell’essere madre, c’è un filo che unisce tutti gli adulti e i bambini: possiamo scegliere se entrare, almeno per un attimo nelle loro vite. Raccontare il modo in cui siamo diventati grandi è fare pace con il bambino dentro di noi, offrire autostima ai più piccoli. Contribuire, almeno di un piccolo passo, alla trasformazione di tutti.