Per molti genitori il momento più complicato dell’estate non è a luglio né ad agosto, ma all’inizio di settembre, quando i centri estivi sono ormai terminati, le ferie anche e la scuola deve ancora ricominciare.

Per rispondere a questo bisogno, la Regione Emilia-Romagna avvia una sperimentazione importante: dal 31 agosto al 14 settembre le scuole primarie di 42 Comuni apriranno le loro porte in anticipo, per svolgere attività educative, sportive e culturali dedicate ai bambini, grazie a un investimento di 3 milioni di euro. L’obiettivo è rendere la misura stabile dal 2027 ed estenderla progressivamente a tutto il territorio regionale.

«La conciliazione tra tempi di vita, di lavoro e di cura è certamente una delle ragioni che ci hanno spinto a immaginare questa sperimentazione, ma non l’unica» spiega l’Assessora alla Scuola della Regione Emilia-Romagna, Isabella Conti. «Abbiamo scelto di leggere questo bisogno non soltanto come un problema di gestione dei tempi familiari, ma come un’opportunità educativa, trasformando un momento tradizionalmente “vuoto” in uno spazio di crescita, socializzazione e scoperta per i più piccoli».

L’idea è utilizzare gli spazi della scuola per laboratori, attività sportive, musica, creatività, esperienze artistiche, ambientali e di cittadinanza attiva, costruite insieme a Comuni, associazioni sportive, realtà culturali e del Terzo settore.

Un modo per far vivere la scuola anche quando non ci sono le lezioni e, allo stesso tempo, offrire ai bambini occasioni per sperimentare passioni e stringere relazioni.

«Parliamo di una scuola sempre più aperta al territorio, non solo come luogo di istruzione, ma come spazio per coltivare interessi, talenti, relazioni e competenze attraverso esperienze diverse e complementari rispetto all’attività didattica tradizionale» spiega ancora l’Assessora. E non è forse un caso che questa sperimentazione parta proprio in Emilia-Romagna, Regione che da decenni è considerata un laboratorio di innovazione educativa: basti pensare al modello Reggio Emilia Approach, ideato da Loris Malaguzzi e tornato di recente sotto ai riflettori dopo la visita della principessa del Galles Kate Middleton.

Avere un luogo sicuro e vicino a casa dove i bambini possano trascorrere le mattine prescolastiche svolgendo attività educative rappresenta un aiuto concreto ed è un investimento sul benessere delle famiglie. Particolare attenzione sarà data ai bambini con disabilità.

«Per capire se la sperimentazione sarà riuscita non conteremo solo quante persone avranno partecipato» sottolineano dalla Regione. «Ci interessa trasformare il tempo che precede l’inizio della scuola in un’occasione educativa significativa, dimostrando che la scuola può essere un presidio civico aperto alla comunità». Se i risultati saranno quelli attesi, dal 2027 il progetto potrebbe diventare una presenza stabile nel calendario delle famiglie emiliano-romagnole.