Il vizio della speranza: una clip del film di Edoardo De Angelis

Credits: Medusa

Arriva in sala il 22 novembre Il Vizio della Speranza, ultimo film di Edoardo De Angelis, opera di gran valore che ha stregato il pubblico della Festa del Cinema di Roma dove è stato applaudito e premiato.

Ambientato a Castel Volturno, rifugio di peccatori, donne e uomini in fuga da fame, guerre o semplicemente da fallimenti professionali e personali e in cerca di un luogo dove ricominciare a vivere, Il vizio della speranza è un film che strega e coinvolge attraverso una storia potente e complessa e una tematica attuale e urgente.

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Foto

In questo inferno popolato da dannati e dimenticato da tutti si muove Maria (Pina Turco), una giovane donna segnata dalla violenza del passato e da un presente ignobile che la vuole complice di una megera agghindata a festa ma manager di un traffico di donne e corpi da sfruttare. Sprovvista di sogni e desideri, le giornate di Maria scorrono tutte uguali, divisa tra quei momenti in cui deve prendersi cura della madre e quelli al servizio di questa donna senza scrupoli. Ogni notte, la ragazza attraversa un fiume per traghettare da una sponda all’altra, giovani donne incinte e condurle in un luogo spettrale.

Ma quando la speranza fa un giro strano ed è proprio Maria a trovarsi nella condizione di tante giovani fino ad allora incrociate lungo il percorso, si fa spazio dentro di lei il desiderio umano di preservare qualcosa che è finalmente solo suo e proteggerlo da tutto e tutti: da una madre troppo egoista, da una matrona schiavista, da una condizione insoddisfacente. Così, pian piano, sorretta dalla forza della giovane Fatimah, una ragazza che vorrebbe tenere per sé il suo bambino, e dalla bontà d’animo di Pengue, Maria si spinge verso un altrove dove una vita diversa non è solo possibile ma auspicabile.


In cerca di un luogo accogliente e volti amichevoli in grado di sostenerla e amarla e con i quali condividere nuovi attimi di vita, Maria impara ad amarsi e amare, capisce di dover finalmente preservare se stessa e allontanarsi da quell’universo di fatiche, stenti dove si può solo scendere a patti con un diavolo che preferirebbe vedere il suo bambino annegare in quel fiume dalle sponde maledette. Motivata dalla fiducia della giovanissima Fatimah e dalla forza di Pengue, Maria riesce a donare una speranza a se stessa e a molti altri, ritrovando in quei pochi volti una dignità umana che le era fino ad allora sconosciuta.

Il vizio della speranza si preannuncia, come ben si evidenza in nella breve clip in esclusiva, come un film intenso, visivamente potente e impregnato di quel realismo che ci fa spesso chiudere gli occhi per non vedere. Dopo Indivisibili, film già molto apprezzato dalla critica e dal pubblico, il regista torna a raccontare la bellezza ferita di essere umani in attesa di qualcosa o qualcuno, la disperazione, la resistenza, la ribellione, la vita dei corpi, soprattutto quelli delle donne, segnati da profonde cicatrici, ma salvati dai gesti e proiettati verso un futuro che è in fondo ancora carico di speranza.

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