donna al lavoro sulla scrivania, dipendente brillante ma tossico

Come comportarsi con un dipendente brillante ma dall’atteggiamento negativo?

Ce n’è uno in tutte le aziende o quasi. Brillante, produttivo, sul pezzo. Eppure il suo atteggiamento riesce in qualche modo ad affossare l’intera squadra. Ecco come comportarsi

Hai davanti un esempio da manuale di dipendente brillante ma tossico. La sua intelligenza è chiaramente sopra la media e i suoi risultati lo provano, eccome se lo fanno! Potrebbe trattarsi di uno specialista qualificato e quasi insostituibile. Eppure, il suo atteggiamento tossico rovina l’atmosfera e il clima lavorativo.

Quando sei il project manager o ti occupi di un determinato ramo aziendale, queste schegge impazzite possono in qualche modo ostacolare il lavoro di tutti. Ecco qualche consiglio per imparare a gestire un temperamento turbolento, mettendolo al servizio del progetto.

Dipendente brillante ma tossico: una sfida per il boss

Sei appena diventata responsabile e già ti trovi davanti un elemento problematico, proprio com’è il dipendente brillante ma tossico. Si tratta di una persona che forse conosci già da un pezzo, o con cui ti stai relazionando ora per la prima volta. Qualunque rapporto vi leghi, è giunto il momento di prendere il toro per le corna. Non in senso letterale, però. Queste persone richiedono il giusto temperamento per essere gestite, poiché rappresentano un asset essenziale all’azienda che, purtroppo, è accompagnato da pessime capacità relazionali.

Partiamo col dire che molte discussioni riguardo questo genere di dipendente spaccano l’opinione degli esperti. Da una parte c’è chi preferisce licenziare un simile elemento. Del resto, una singola persona non può e non deve arrogarsi il diritto di rovinare l’atmosfera lavorativa. Alcuni esperti pensano che si debba parlare chiaro con loro e, davanti a un mancato cambiamento in un certo lasso di tempo, rescindere il contratto.

L’altra scuola, invece, ha messo a punto svariate idee creative e mezze misure per minimizzare la tossicità. Dopotutto, una persona brillante è merce rara sul mondo del lavoro, e può essere saggio non lasciarsi sfuggire le sue competenze. La domanda diviene dunque: ti lasceresti sfuggire uno Steve Jobs solo perché il suo atteggiamento è troppo negativo? Ti piacerebbe vedere la sua mente al servizio della diretta concorrenza? Ecco qualche consiglio pratico per valutare il da farsi, basandosi sulle proprie esperienze e capacità di gestione.

Non farti abbagliare dal talento di un dipendente brillante ma tossico

Che sia o meno un dipendente brillante, ma tossico, non puoi ignorare le lamentele degli altri dipendenti riguardo al suo atteggiamento. Sarebbe un atteggiamento tanto negativo quanto quello della persona che sta causando tutti questi problemi. Prendendo in considerazione i feedback di tutti, stai promuovendo un clima di collaborazione, interesse e affidabilità nella tua figura di leadership. Ignorando le lamentele, invece, stai facendo in modo che la gente possa mettere in discussione la tua autorità.

Per quanto possa essere sgradevole mettersi a discutere con un dipendente problematico, rimboccati le maniche. Se non sei tu, la boss, ad aprire il dialogo sui comportamenti potenzialmente distruttivi di un sottoposto, non lo farà nessuno. E se rimani in silenzio a proposito, in qualche modo sarai tacitamente co-responsabile della sua negatività.

Quando un membro del tuo team ti segnala un comportamento riprovevole da parte di un suo collega, intervieni. Non dire mai “Che cosa ti aspettavi? È fatto così”. Se anche i suoi colleghi si aspettano comportamenti poco ortodossi da lui, ciò non significa che la situazione debba persistere.

Quanto è tossico questo dipendente?

Fai un passo indietro e analizza la situazione nel suo complesso. Quali sono i comportamenti che gli altri dipendenti trovano riprovevoli? Un atteggiamento negativo, per come lo vediamo noi in questo articolo, riguarda comportamenti che:

  • Riducono la capacità e la volontà di collaborare dei colleghi;
  • Umiliano o sminuiscono il lavoro altrui;
  • Bypassano gli ordini dei superiori;
  • Violano la fiducia e la serenità del team.

Qualunque comportamento razzista, violento o sessista, qualora comprovato, dovrebbe immediatamente essere riportato alle autorità aziendali. Eventualmente anche alla polizia in caso di situazioni estreme. Ricordiamo sempre che il senso di questo articolo riguarda problemi che un manager può risolvere senza coinvolgere le autorità.

Sii proattiva e risoluta

Muoviti velocemente e crea in poco tempo una finestra d’azione per intervenire. Rivolgiti a questa persona problematica e offrigli un feedback critico, ma costruttivo. Lavora in collaborazione con questo individuo per aiutarlo a capire come sbaglia, fornendogli consigli pratici su come dovrebbe migliorare. Non dimenticare di fornirgli un feedback positivo quando sfrutta i tuoi consigli per migliorare.

Se il dipendente brillante ma tossico merita una seconda chance, valuta la possibilità di offrirgli un corso di coaching specifico. Aiutalo a superare le sue criticità in maniera da farlo rientrare nell’ambiente di lavoro in maniera positiva e costruttiva. Può sembrare un controsenso: perché investire risorse in una figura problematica? Se questa persona si rende conto di essere in errore, dimostrarle fiducia e disponibilità a collaborare potrebbe essere la chiave di svolta.

Cosa succede se anche questa operazione fallisce? Rivolgiti a un superiore e valuta la possibilità di terminare la collaborazione con questa persona alla prima occasione. Si tratta di un’opzione spiacevole per tutti, ma necessaria. Il tuo lavoro non dovrebbe essere quello di salvare i casi disperati, ma di operare per il bene dell’azienda.

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