1/5 – Introduzione

Il cinipide del castagno è un parassita “importato” dall’estero, minacciando la grande ricchezza dei castagni del “Belpaese”, che corrispondono a più di 780.000 ettari nonché al 7,5% dei boschi nazionali. A causa di questo parassita, la produzione annuale di miele di castagno si riduce notevolmente. Inoltre, i castagni vengono attaccati da un nuovo parassita, la psilla, con effetti ancora più disastrosi e letali per queste piante. Cosa possiamo fare per la difesa di queste risorse botaniche importanti ed essenziali perché possano continuare a produrre prodotti apprezzati come il miele e il polline secreto? Cerchiamo allora di capire meglio cos’è il cinipide del castagno e come combatterlo.

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Il cinipide si riproduce per partenogenesi (uova non fecondate), e le femmine fanno la loro comparsa nel periodo tra l’inizio della primavera fino a luglio inoltrato, in cui riescono a deporre fino a 150 uova all’anno. Questa fase avviene ovviamente sul castagno, con una media di circa 30 uova per ogni gemma fruttifera.

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Subito dopo la schiusa, le larve si trasformano e diventano simili ad una farfalla, anche se sarebbe meglio definirle delle vespe per la loro somiglianza con questo famoso insetto. Le femmine sono quindi le più conosciute di questa specie, mentre il maschio ha un colore scuro, misura circa 3 millimetri ed ha delle zampe tendenzialmente di colore giallo scuro oppure arancio. Per combattere questo insetto-parassita del castagno, come già accennato all’inizio, ci sono ben pochi prodotti specifici di base chimica per distruggerlo e salvaguardare la pianta. Tuttavia, molti studiosi di ogni parte del mondo, vista la crescente diffusione, hanno individuato un insetto antagonista in grado di contrastare efficacemente questo parassita.

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Questa forma di trattamento biologico non è la prima volta che viene adottata: basti pensare che nei paesi dove la malaria è molto diffusa a causa della mosca tze tze, anche in questo caso sono stati introdotti degli eserciti antagonisti di insetti in grado di “filtrare” il pericoloso morbo di cui queste mosche sono portatrici. Se abbiamo dunque un impianto di castagni da proteggere, ci si può rivolgere al ministero dell’agricoltura oppure a qualche presidio agrario del Piemonte, per saperne di più e soprattutto ottenere tutte le informazioni necessarie circa le modalità e i tempi per inserire nelle nostre terre questi preziosi insetti antagonisti del cinipide.

5/5 Consigli

  • Non usare MAI pesticidi o altri prodotti chimici.