1/5 – Introduzione

La Felicia, pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteracea, è originaria dell’Africa meridionale, precisamente della Provincia del Capo, zona del continente dove trova diffusione in terreni sabbiosi e ad elevata esposizione solare. Una curiosità che la riguarda: il suo nome più diffuso, in latino, le è stato attribuito storicamente per omaggio a Felix, ufficiale tedesco, consigliere di legazione in Sud Africa, morto nel 1846. In Italia, la pianta, è detta soprattutto Agatea (Agathea), altro nome, sempre latino, attribuito al medesimo esemplare. In questa guida, spiegherò come coltivare questa magnifica pianta ornamentale.

2/5 Occorrente

  • Vaso, ciotola, o spazio in giardino idonei
  • Terreno sabbioso e drenato
  • Concime liquido con azoto, ad elevata concentrazione di fosforo e potassio

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Innanzitutto, la Felicia si caratterizza per uno sviluppo folto, leggermente ramificato, con piccole foglie ovali, al tatto ruvide poiché interamente ricoperte da una sottile peluria. Oltre al fogliame, in primavera, emette degli steli sottili i quali si sopraelevano rispetto alle foglie e fioriscono, generando degli splendidi fiori dai capolini dorati e dei petali, nel numero di tredici, di un colore tra il blu e l’azzurro cielo. Nel mese di giugno, i fiori assumono una colorazione fra il blu e il viola. La fioritura appare continua, e, dato il suo molto agevole invaso, la Felicia è, tra l’altro, facilmente collocabile sulle vasche nei balconi, abbinandosi perfettamente con gerani di vario colore.

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La pianta si adatta bene sia alla coltivazione da giardino che a quella praticata in vaso; ciò che conta è che abbia a disposizione un terreno sabbioso ma ben drenato, e che venga messa a dimora in punti ben esposti alla luce solare. Inoltre, è in grado di reggere la siccità fino a periodi abbastanza prolungati, ma si consiglia di innaffiarla regolarmente, assumendo, come intervallo regolare, un arco di 10, ma anche 15 giorni. Quanto alla sua concimazione, essa va effettuata ogni 30 giorni, con concime liquido, da somministrare tramite l’innaffiatura, a base di azoto, fosforo e potassio. In inverno, per scongiurare il rischio gelate, è opportuno proteggere la Felicia con teli da serra.

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Nella ripresa primaverile della fioritura, si noteranno a terra delle nuove macchie plantifere di auto-semina, che si produrranno dai semini di capolino giallo caduti. La Felicia, essendo pianta perenne, tende ad avere una vita più lunga di altre piante non in tal modo classificate, ma non è eterna e la pianta madre muore. Di ciò non sempre ci si accorge, specialmente nel caso di coltivazione in giardino anziché in vaso: prima che la pianta originaria sarà scomparsa, avrà avuto modo di riprodursi svariate volte tramite i suoi semi, espandendo la coltivazione nel complesso, con nuove piante che tenderanno ad estendersi gradualmente in larghezza.

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