1/11 – Introduzione

Le malattie fungine, che possono colpire le piante che coltiviamo, sono innumerevoli e proliferano indipendentemente dalle nostre accortezze e capacità di giardinieri. Nostro è però il compito d’individuarle tempestivamente, al fine di debellarle nel minor tempo possibile, con un basso dispendio di energie ed un elevato risparmio in termini economici. Il modo più sensato per combatterle è sempre quello di evitare d’intervenire a sproposito con inutili prodotti chimici, ma con rimedi naturali, di seguito vediamo come fare.

2/11 Occorrente

  • ossicloruro di rame
  • poltiglia bordolese
  • zolfo bagnabile
  • decotto di equiseto
  • macerato di equiseto e/o di ortica

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Alternariosi è causata da un fungo che prolifera nel terreno, sui residui delle piante già infette e sui semi contaminati, che divengono i principali veicoli di diffusione della malattia. Questa patologia si manifesta sulle foglie con delle macchie gialle e al centro un punto nero, marcescente o lacerato. Sul fusto compaiono dei cancri, sulle ramificazioni e sul colletto ci sono delle lesioni nere, con una strozzatura. Per combatterla, oltre alla distruzione delle piante colpite, usiamo trattamenti con macerato di equiseto, alternato ad un funghicida rameico, direttamente sulla malattia.

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Antracnosi è una patologia che riguarda le leguminose come i piselli, i fagioli, le fave e i ceci. È favorita dal tempo umido e fresco e dalla permanenza di residui verdi non eliminati e all’inizio si presenta con piccole macchioline color ruggine diffuse su tutti i baccelli. Per combatterla è necessario che utilizziamo dei trattamenti a base di ossicloruro di rame o di zolfo, oltre alla disinfezione dei semi in decotti di equiseto.

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Botrite è una patologia che colpisce sia gli ortaggi, che gli alberi da frutto e i che fiori. Si sviluppa in luoghi non areati e umidi, come le serre e i magazzini. Si riconosce dalla presenza di aree marcescenti sulle piante e dalla successiva formazione di una muffa grigia. Si diffonde rapidamente, è quindi necessario che eliminiamo le parti colpite ed eseguiamo dei trattamenti con propoli, che rinforzano le difese immunitarie delle piante e con ossicloruro di rame.

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Cladosporiosi è una malattia che colpisce le coltivazioni in serra. Si presenta con piccole macchie gialle o rossastre vicino alle nervature fogliari e se non curata si estende a tutta la foglia, provocandone l’accartocciamento e la morte. Sui frutti si sviluppano macchie marroni e compaiono ulcere con colatura gommosa, che si trasforma in muffa. Per difenderci, affidiamoci ad ampie rotazioni colturali, evitando i ristagni idrici e le concimazioni azotate.

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Oidio è la più comune fra tutte le patologie fungine ed è facile da riconoscere. In caso di attacco le piante si presentano cosparse di una muffa bianca, simile al borotalco. Se colpisce le foglie o i boccioli, questi non riescono a svilupparsi e appaiono come atrofizzati. Anche se molto diffusa è comunque difficile da debellare in modo definitivo. Preveniamo la malattia, irrorando le colture con decotti a base di equiseto e con la soluzione idro alcolica di propoli. In caso di forte diffusione sono invece necessari dei trattamenti a base di zolfo bagnabile.

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Peronospora, colpisce prevalentemente le foglie. Sulla pagina superiore troverete delle macchie tondeggianti, mentre sulla zona inferiore si forma una muffa grigia e violacea. Una buona difesa è quella di utilizzare trattamenti a base di poltiglia bordolese e preparati idro alcolici di propoli. Per prevenirla possiamo fare irrorazioni con macerato d’ortica.

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Sclerotinia. I funghi responsabili di questa patologia causano marciumi a radici, bulbi, fusti e tuberi. Purtroppo resistono nel terreno anche per anni e la diffusione è favorita da un’eccessiva presenza di sostanza organica nel terreno, dall’umidità e dalle alte temperature. Per combatterla, oltre all’utilizzo della comune poltiglia bordolese e all’ossicloruro di rame, possiamo utilizzare anche dei funghi “benefici” antagonisti come il Trichoderma Hartianum e il Trichoderma Viride.

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Septoriosi è la più letale fra le patologie e se non curata comporta la distruzione totale di tutti i vasi linfatici della pianta. È riconoscibile dalla presenza di macchie necrotiche brune, circondate da un alone clorotico, sulla tinta fogliare. Ai primi sintomi dobbiamo utilizzare della poltiglia bordolese ed eliminare immediatamente le parti colpite.

11/11 Consigli

  • aerare spesso le serre e i magazzini
  • evitare di bagnare le foglie durante le annafiature, se non indicato specificatamente nelle norme colturali
  • trattare le piante ai primi sintomi della malattia
  • evitare semine troppo fitte
  • utilizzare solo concime organico ben maturo