Puntura di ape o di vespa: l’esperta ci consiglia cosa fare

  • 03 07 2012

Puntura di ape o di vespa: scopri cosa fare, seguendo i consigli della nostra esperta

Abbiamo chiesto alla dottoressa Roberta Montelli, dirigente medico di Medicina e chirurgia d’accet

Abbiamo chiesto alla dottoressa Roberta Montelli, dirigente medico di Medicina e chirurgia d’accettazione e d'urgenza, come è meglio comportarsi quando un bambino viene punto da una vespa o da un’ape. “La prima cosa da fare” – ci ha spiegato – “è non agitarsi. Mai. Considerate che, se ad essere punta è solo una parte minimo del corpo, come ad esempio la punta di un dito, è sufficiente in genere mettere subito del ghiaccio, che riduce il  dolore e l’infiammazione.

Se, invece, i sintomi persistono e aumentano, oppure se compare prurito intenso e diffuso o difficoltà a respirare (indici di una reazione allergica in atto), allora è bene andare subito al Pronto Soccorso. Allo stesso modo è bene andare al Pronto Soccorso se il bambino è un soggetto allergico.
Oppure, è bene richiedere un consulto medico d'urgenza se la puntura è diffusa (cioè, se ci sono state più punture) o se la puntura è avvenuta in una zona particolarmente sensibile o delicata del corpo, come vicino alla bocca o agli occhi…”.

 Le mamme spesso hanno molta paura delle punture di api e di vespe ma – ci spiega la dottoressa Mo

Le mamme spesso hanno molta paura delle punture di api e di vespe ma – ci spiega la dottoressa Montelli – “in genere le api, come le vespe o i calabroni, sono pericolose se pungono in più di una, o, se il bambino è un soggetto allergico. Altrimenti non sono da considerarsi pericolose in generale.
La principale accortezza è, comunque, la prevenzione, avendo cura di proteggere i neonati o i bambini molto piccoli mentre dormono, con una zanzariera, ed evitando di tenerli senza protezione, vicino a piante e fiori che sono i luoghi privilegiati di api, vespe e calabroni”.

 “Consiglio, in genere, di fare in modo che i bambini non si grattino. Succede infatti che nel cas

“Consiglio, in genere, di fare in modo che i bambini non si grattino. Succede infatti che nel caso di puntura di un insetto, di un’ape o di una vespa i bambini si grattino e grattandosi, mantengono vivo il prurito, aumentando le sensazioni pruriginose: più ci si gratta, più aumenta il prurito.
Non solo, c’è un altro rischio: con le stesse dita ci si può “auto-infettare” e crearsi delle lesioni. Insomma, i bambini tendono a grattarsi, grattandosi si feriscono e si infettano. Oltre alle reazioni allergiche c’è il rischio di infezioni”.

La dottoressa Montelli ci spiega che “applicare il ghiaccio localmente  è spesso un rimedio

La dottoressa Montelli ci spiega che “applicare il ghiaccio localmente  è spesso un rimedio piuttosto efficace” nel caso di puntura di ape o di vespa. “Attenzione però, non va messo direttamente sulla pelle, ma attraverso un pezzo di stoffa o un fazzoletto. Se poi il prurito persiste si può applicare una pomata di antistaminico o cortisone.

Il passo successivo dipende dalla presenza di un'infezione o di una reazione allergica. In questo caso è meglio comunque chiedere al proprio medico di fiducia che potrà, nei casi più seri, somministrare un antistaminico per bocca.
Il lavaggio della zona colpita può essere fatto con la soluzione fisiologica o con l’acqua potabile, ed anche l'amuchina diluita, così da ridurre eventuali infezioni in caso di sfregamento. Se dovessero essere presenti infezioni, potrebbe essere indicato inoltre l'uso di antibiotico per uso topico oppure in alcuni casi per via orale, ma questo lo deciderà il medico.”

Ci sono, invece, delle cose che bisogna assolutamente evitare di fare, quando un bambino viene punto

Ci sono, invece, delle cose che bisogna assolutamente evitare di fare, quando un bambino viene punto da un’ape o da una vespa: “evitate di mettere strane pomate o rimedi della nonna, tipo caffè oppure, nel caos di puntura di un ape, torturare il pungiglione: se il pungiglione viene via naturalmente bene, altrimenti è meglio evitare di “torturare” la zona punta”.

“C’è poi un abitudine piuttosto diffusa che, invece, andrebbe evitata: quella di soffiare sulla parte punta per 'rinfrescarla': in questo modo si spargono i batteri."

 La dottoressa Montelli ci spiega poi che "è bene andare al Pronto Soccorso quando tutta la zona ci

La dottoressa Montelli ci spiega poi che "è bene andare al Pronto Soccorso quando tutta la zona circostante alla puntura si gonfia molto oppure quando tutta la mano è gonfia. O ancora, quando la puntura è avvenuta in una zona molto sensibile e delicata, come ad esempio intorno alla bocca: può essere indice di un’allergia e può essere necessaria una puntura di cortisone.
Nel caso in cui si fosse punti in più zone del corpo bisogna prestare particolare attenzione, poichè le punture ravvicinate possono portare, in alcuni casi, a gravi complicanze allergiche".

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