Empatia: sai cos’è? Tu, sei empatica?

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    Se come me, non assomigli né all’Uomo Ragno né ad un altro super eroe, ma sei comunque un eroe perché sei un genitore “dentro” alle prese con i problemi ordinari e straordinari di una vita di genitore, ti potrebbe essere utile sapere cos’è l’empatia e perché avere e coltivare l’empatia è meglio che avere un qualunque altro super potere: con i figli, con gli amici, con i colleghi di lavoro.

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    Empatia: sai cos’è ? L’Empatia è la capacità di “sintonizzarsi” con il proprio interlocutore, di stabilire con lui una sorta di comunicazione affettiva, non verbale, non intellettuale. L’empatia, insomma, comprende la capacità di mettersi nei panni della persona con cui si ha a che fare, di poterla capire meglio cogliendo i suoi gesti, le sue espressioni, il tono della sua voce, e così di comportarsi e reagire al meglio.

    L’empatia però non è una qualità innata in tutti i genitori, dipende molto da come sia cresciuti, e da come siamo diventati. Il seme però c’è, in ciascuno di noi: basta coltivarlo ed annaffiarlo, come fosse il seme di una preziosa piantina…

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    Pensi di essere una persona empatica? Ovvero: pensi di essere una persona capace di entrare in sintonia con gli altri? Quante volte ti capita di sognare di avere dei super poteri per gestire una situazione difficile, magari nel rapporto con i tuoi figli o sul lavoro? O, ti è mai capitato di sentirti un po’ in crisi?

    Spesso questo dipende da una scarsa o insufficiente comunicazione con gli altri, e prima ancora con te stesso e con le tue emozioni e sentimenti.

    Se curi la tua empatia, potrai soltanto trarne dei benefici nella comunicazioni con gli altri, dai figli agli amici, passando per i colleghi di lavoro.

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    Nel rapporto tra genitori e figli, l’empatia è preziosa, più preziosa dello spider sense dell’Uomo Ragno o di qualunque altro super potere... Scoprire e coltivare l’empatia può aiutare a gestire e risolvere situazioni complesse.  Come ci spiega il Professor Pani, “L’empatia si può coltivare cercando il più possibile di mettersi nei panni degli interlocutori o dell’interlocutore”. Come fare? “Partecipare ai gruppi di lavoro, o a gruppi sociali, sollecita il soggetto ancora non empatico a sforzarsi di ascoltare, ascoltare gli altri…  e poi identificarsi emotivamente, sorridere e porsi mostrando il proprio interesse per l’altro, farsi sentire vicino all’altro”.

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    C’è chi dice che l’empatia cominci a svilupparsi intorno ai sette mesi e chi dice di no.

    Non lo sappiamo, certo è però, che l’empatia presuppone la capacità di ascoltare e conoscere i propri sentimenti ed emozioni ed ha poco a che vedere con la razionalità.  Se impari, sin da bambino ad ascoltarti sarà poi certamente più facile farlo da adulto.  Se la razionalità aiuta a gestire molte situazioni, l’empatia ne risolve molte altre.

    Se tuo figlio piange a dirotto all’uscita di scuola, la tua razionalità ti dirà che le è capitato qualcosa ma solo con l’empatia, e ciò che ne consegue, riuscirai a capire cosa le è successo.  

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    Insomma, da genitore, l’empatia aiuta a capire quello che il proprio figlio sta vivendo, aiutarlo, sostenerlo e prendere le decisioni migliori.

    Coltivare l’empatia però aiuta in primo luogo noi stessi:  ci fa sentire bene, ci tira fuori il sorriso. Essere capace di condividere le emozioni, le gioie e i dolori fa sentire bene e ci fa vivere meglio insieme gli altri.  

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Sai cos’è l’empatia? Tu sei una persona empatica?

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