Violenza ostetrica: #BastaTacere

Credits: Instagram, lavalessa
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Sui social network, soprattutto su Facebook, campeggiano fotografie di parole e pancioni. Ma non sono parole qualunque: si tratta di vere e proprie pugnalate. Sono le denunce pubbliche di quelle donne che hanno subito abusi in sala parto e che hanno deciso di ribellarsi. Questo tam tam social ha scatenato un dibattito molto acceso. Da una parte abbiamo le donne, effettivamente numerosissime, che raccontano di esperienze drammatiche di vita vissuta.

E dall'altra, troviamo la comunità medico-scientifica che si dissocia da questo tipo di episodi e chiede che non si caschi in pericolose generalizzazioni. Nel mezzo, c'è una proposta di legge, anch'essa oggetto di inevitabili dibattiti. A presentarla è l'on. Adriano Zaccagnini (SI): la proposta prevede il riconoscimento del reato di violenza ostetrica relativamente a episodi di abusi subiti dalle donne durante il parto.

Il dato oggettivo è che la campagna #BastaTacere continua ad accumulare simbolici like e, con essi, testimonianze sempre più numerose di donne che in sala parto hanno sofferto, e non solo del dolore del parto.

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Spopola sui social e ci parla di violenza ostetrica. Ecco cos'è e da dove nasce #BastaTacere, la campagna delle donne contro gli abusi in sala parto

 

Sui social network sta spopolando un hashtag che ci parla di mamme e parti, in modo veramente drammatico. Si tratta della campagna #BastaTacere, una ribellione collettiva delle donne contro gli abusi in sala parto. Tanto che si definisce violenza ostetrica quell'insieme di comportamenti che esula dalla normale prassi prevista per un parto e arriva a episodi di scherno, dolore, sopruso fisico e psicologico, nonché abbandono vero e proprio da parte del personale sanitario. Ed è proprio per prevenire queste forme di abuso che è al vaglio una proposta di legge, oggetto di dibattiti accesi. Sono state numerosissime, infatti, le donne che hanno raccontato il loro parto, hanno fotografato le loro parole di denuncia e non hanno tralasciato particolari che spaventano. Spaventano sul serio, sia chi mamma non è e fatica a credere a ciò che legge, sia chi ci è passata e rivive alcune delle esperienze più dolorose della propria vita di madre

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