Il piano del parto: cos’è e come funziona

Credits: Corbis
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Che cos’hanno in comune le donne australiane, inglesi, e canadesi? In due casi su tre, al settimo mese di gravidanza preparano il Birth plan. Tradotto, il piano di nascita.

È un patto tra te che aspetti un bambino e la struttura dove partorirai, in modo che tu abbia la possibilità di decidere ciò che ti può far stare meglio da quando entri in ospedale con le contrazioni a quando nasce tuo figlio. Ma in Italia le donne non lo usano un granché. Le ragioni? A leggere qua e là nei forum, emerge l’idea che non serva. Peccato, perché il Piano del parto è un nostro preciso diritto che ha alle spalle i 15 punti a protezione della maternità sanciti nel 1985 dall’Oms, l’Organizzazione mondiale per la sanità.

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Scegliere la posizione durante il travaglio? Farti appoggiare sul seno il piccolo appena nato? Chiedi, contratta, e ti sarà concesso

 

 

Tra le richieste che puoi inserire nel tuo Piano del parto c’è quella suggerita dall’Oms. E cioè: niente bagnetto al tuo bambino appena nato.

Perché nelle prime sei ore di vita il piccolo deve prendersi i suoi tempi per adattarsi alla vita fuori dalla tua pancia.

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